«Un riflesso della luce del cielo»

monsignor-michele-castoroIl messaggio della Santa Pasqua del vescovo Castoro 

Carissimi,
la Resurrezione del Signo­re, fondamento della fede cristiana, è il tempo del nostro risveglio in Cristo, è la no­stra primavera spirituale: preparia­moci, perciò, a una nuova fioritura di fede e di carità con preghiera, ascol­to attento della Parola, accoglienza degli ultimi, maggiore disponibilità verso gli altri, testimonianza di vi­ta cristiana, così da rafforzare il no­stro impegno di rinnovamento uma­no e cristiano.

Tutti noi, attraverso la celebrazio­ne del solenne Triduo pasquale, sia­mo individuati a ritrovare la misura più a autentica dell’Amore fraterno che si concretizza nell’incontro amichevo­le con tutti, nel dono di noi stessi e nel superamento dei nostri egoismi. In questo impegno personale non lasciamoci vincere dalle difficoltà e dalle promesse fatue del mondo, e so­prattutto evitiamo di cadere nel gri­giore anonimo e massificante che ci circonda, ma seguiamo fiduciosi il Risorto, la “Luce Vera”, Colui che vi­ve per sempre e che illumina ogni uomo, e portiamo nel mondo i frut­ti della Pasqua, la vita nuova di Cri­sto in noi.

Perché è solo nel Signore Risorto che le famiglie si rinsaldano nel vinco­lo della fedeltà e dell’amore e tutte le categorie sociali superano gli steri­li antagonismi e le contrapposizio­ni sociali. È solo nel Signore Risor­to che si può promuovere il bene co­mune nel rispetto del Creato e del­la dignità di ogni uomo e tutte le ge­nerazioni si possono incontrare in un dialogo aperto e costruttivo in un mondo rinnovato dalla Luce che pro­mana dalla Pasqua.

Durante il nostro recente pellegri­naggio giubilare a Roma, Papa Fran­cesco, nel salutare la nostra Arci­diocesi, gli operatori di Casa Sol­lievo della Sofferenza e gli aderen­ti ai Gruppi di Preghiera di s. Pio, ci ha raccomandato massimamente la preghiera, da Lui definita speciale ” … rapporto con il Padre: la preghie­ra è così. È un dono di fede e di amo­re, un’intercessione di cui c’è bisogno come del pane. In una parola, signi­fica affidare: affidare la Chiesa, affi­dare le persone, affidare le situazio­ni al Padre … e come amava dire Pa­dre Pio, essa è da migliore arma che abbiamo, una chiave che apre il cuo­re di Dio”.

Dunque, impegniamoci a riscoprire questa grande forza che ci sorregge e che vince il mondo!

Ma il Papa ci ha anche ricordato che sul volto del nostro s. Pio, co­me ebbe a dire s. Giovanni Pa­olo II, ogni penitente ” … scorge­va un’immagine viva del Cristo sofferente e risorto. Sul volto di Padre Pio risplendeva la luce della risurrezione … ” e ha per­ciò raccomandato a tutti noi di far trovare a ” chiunque venga nella vostra bella terra – ed io ho voglia di andarci! – un ri­flesso della luce del Cielo!” Dunque, accogliamo l’invito di Papa Francesco e sforziamoci da questa Pasqua di essere anche tutti noi un riflesso della Luce del Cielo!

Questo deve essere il nostro impe­gno: compiere gesti di fraternità, collaborare alla salvaguardia del Crea­to e al progresso di tutti gli uomini, divenire concreti costruttori di pace in ogni ambiente.

Sia, perciò, Gesù Risorto, speranza e conforto per tutti, in particolare per gli ammalati, i disoccupati, i genitori e gli educatori, i migranti e per ogni altra situazione umana di sofferen­za e di ingiustizia. Prego e invoco su tutta la nostra ar­cidiocesi la benedizione del Risor­to. E come Pastore, auguro a tutti di trascorrere nella gioia più autentica questa festa così bella, fondante la nostra fede e la nostra speranza.

Michele Castoro, arcivescovo

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