Raccolta firme Referendum per inviolabilità del domicilio

legittima-difesaÈ in corso l’iniziativa che promuove il Referendum per la legittima difesa proposto dai rappresentanti dell’Italia dei Valori che chiede pene più severe per la violazione di domicilio 

Una proposta di legge popolare per punire più severamente la violazione del domicilio col raddoppio delle pene e per accrescere la possibilità di difesa legittima senza incorrere nell’eccesso colposo. Con la proposta del Comitato Promotore IDV – Italia dei Valori, chi si introdurrà nei privati domicili saprà, dunque, di pagare più severamente e di non potersi trasformare da aggressore in vittima chiedendo il risarcimento dei danni. Per le stesse ragioni chi difende l’incolumità o i beni propri o altrui all’interno del proprio domicilio non potrà rispondere della propria condotta, neppure a titolo di eccesso colposo in legittima difesa.

L’ampliamento legislativo della tutela, volto anche ad evitare il rischio di alimentare la cultura dello ‘sceriffo fai da te’, cavalcata da forze politiche estremiste nei toni ma improduttive nelle soluzioni, vuole invece costituire un più forte deterrente verso i criminali. In un comunicato ufficiale è spiegata la posizione dell’Italia dei Valori proprio su temi come la tutela del domicilio e la legittima difesa. Non si parla di gente che gira armata per strada come nel far west, naturalmente, ma di evitare che le leggi trasformino in colpevole chi è invece vittima di un furto o di una rapina. Sia l’ambiente professionale che la propria abitazione devono assolutamente avere un livello massimo di salvaguardia. La raccolta firme per questo DDL ha proprio questo come obiettivo. La legge attualmente prevede pene che vanno da un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni per la violazione di domicilio: la proposta prevede l’aumento da un minimo di un anno ad un massimo di sei anni. In questo senso è fondamentale anche un incremento delle forze dell’ordine che, ad oggi, non hanno i numeri per poter garantire una protezione adeguata alla popolazione.

Altro aspetto è quello che riguarda la legittima difesa: la legge infatti oggi prevede che un aggressore possa anche richiedere il risarcimento danni in determinate situazioni. Ne è un caso emblematico e purtroppo non unico, la vicenda del rigattiere veneto Ermes Mattielli, morto da alcuni mesi ma nel 2006 al centro della vicenda che lo vide sparare a due ladri penetrati nel suo deposito. Mattielli, per questo, fu condannato ad un maxi risarcimento che ora, peraltro, dovrà accollarsi lo Stato alla luce della rinuncia dell’unico erede.

I cittadini interessati possono firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla legittima difesa fino al 31 maggio 2016 presso gli uffici elettorali del proprio comune di residenza.

5 commenti

  1. Giannangelo Pecorelli

    condivido la liggittima difeca in casa propria….. non dev’essere considerato reato

  2. Mario Luciani

    La stessa presa del culo (TRIVELLE già dimendicato

  3. Mario Ognissanti

    Violazione domicilio da 10 anni in su

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