Quaresima, don Michele Pio Cardone scrive ai fedeli

quaresima-san-nicola-2016Carissimi Parrocchiani,
la Quaresima che ci apprestiamo ad incominciare è un tempo formidabile di riscoperta della Fede che ci è stata donata nel giorno santo del nostro Battesimo.

La fede: il problema non interessa, dicono molti. La vita va in altre direzioni: il lavoro, la carriera, i soldi, tirare sino a fine del mese. Oppure: la fede sì, ma sullo sfondo, per non dare preoccupazioni più di tanto. Se c’è questo lumicino ad illuminare l’oscurità della fine, persino la morte sembra essere meno intimorente. La fede fa luce sulla vita per ricordare che la vita ha un fine: conoscere, amare Dio e le sue creature; fa luce sulla morte per dire che essa non è la fine, c’è una pienezza di vita che sta oltre. La testimonianza della Beata Teresa di Calcutta che diventerà santa a settembre, fa pensare: “Io sono disposta a perdere la vita, ma non a perdere la fede”. E’ la fede che dà senso alla vita, non il contrario. La fede non è un’opinione tra tante, una filosofia delle chiacchiere sulla piazza del mercato; è una luce che illumina nelle molte chiaroscurità dell’esistenza. Senza la fede la vita è buia; è l’unica risposta alla domanda di senso dell’esistenza: ci dice chi siamo, da dove veniamo, dove siamo diretti, che cosa sta oltre l’ultima curva del tempo.

Una Quaresima particolare quella di quest’anno, che si intreccia strettamente con il cammino proposto dal Giubileo della Misericordia. Se Dio è misericordioso anche i suoi figli devono esserlo e questo non si traduce solo in un atteggiamento spirituale, ma anche in gesti concreti. Papa Francesco nel suo messaggio evoca la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro per richiamare l’attenzione su certe chiusure a Cristo a causa della ricchezza materiale e degli “idoli del sapere, del potere e del possedere”.

Nella nostra Parrocchia Chiesa Madre di San Nicola di Mira non si parte da zero! Quante opere di carità, di missionarietà, di solidarietà, di volontariato ecclesiale o sociale sono già presenti sul nostro territorio! Il tempo forte della Quaresima, in questo Anno Santo, chiede di dare nuovo impulso, di crescere in generosità, di rispondere alle nuove esigenze di solidarietà e di servizio verso chi è in difficoltà. E’ di ritorno la Quaresima dunque: per guarire dalle patologie della fede, dall’insignificanza di una vita tirata a campare nei giorni eguali, dal disinteresse, dai dubbi, dalle astrattezze. La Quaresima riconcilia la fede con la vita, anzi con la conversione, parola che sembra astratta e lontana dal cuore dell’uomo. Ed invece questo tempo pre-pasquale indica la stella polare per ridare la direzione giusta alla vita; è la stagione per ricomporre il binomio fede e conversione; non c’è affare più importante.

Ma tale binomio chiede di nutrire la fede con il pane saporoso della parola di Dio ogni giorno, ogni domenica; chiede di alzare lo sguardo oltre l’orizzonte delle cose urgenti per incrociare, nella fede, l’orizzonte del mondo invisibile con la preghiera; chiede di celebrare il perdono dopo averlo sperimentato con le persone che siedono alla stessa mensa; chiede la mortificazione dell’io egocentrico e narcisista per restituire vitalità alla cultura del noi. Una fede che non accetta l’invito alla conversione non vive; una conversione senza la fede è astratta. In questo tempo favorevole siamo invitati a fissare lo sguardo su Gesù. La Quaresima, infatti è la stagione più ricca di grazia per diventare più donne e più uomini, aperti a Dio e agli altri con un supplemento di speranza in questi tempi attraversati dai venti della crisi economica ed etica. E’ il tempo per dare concretezza alla fede, amica della conversione; il tempo per restituire alla fede il primo posto tra i pensieri del vivere quotidiano. Perché solo essa, la fede, fa sentire sul collo il fiato dell’amore di Dio, che ci fa solidali soprattutto con coloro che segnano faticosamente il passo. Solo una fede operosa e vera, concreta e coerente, sconfigge la cultura del menefreghismo indifferente a tutto.

Santa Quaresima

Don Michele Pio Cardone

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