Lettera aperta al WELFARE state

anzianiLe recenti elezioni amministrative, i ballottaggi, i vincitori e i vinti, i nuovi Sindaci che amministreranno le nostre città e paesi, l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, hanno fatto passare, distrattamente, in secondo piano la nuova emergenza: gli anziani e la loro tutela. Riporto solo alcuni casi di brutta cronaca fra i tanti che, dalle Alpi a Capo Passero, passano senza clamore sotto gli occhi e senza una risposta politica adeguata.

Lucca: Aveva raggiunto i cent’anni in splendida forma. Poi il figlio l’ha affidata per un periodo a una struttura protetta. Ed è stata la sua fine. Quando l’uomo è andato a trovarla era denutrita e stremata. I medici hanno scoperto che non mangiava da almeno 15 giorni e che sotto i bendaggi, mai sostituiti, c’erano le larve. La sfortunata protagonista è un’anziana di origini friulane che ha vissuto a lungo a Canizzano e Villorba. La morte invece è avvenuta in provincia di Lucca, dove si era trasferita. Per questa morte ci sono al momento due indagati.

Pescara: Picchiate e insultate: sono le vessazioni fisiche e psicologiche che un’operatrice sanitaria di 52 anni avrebbe inflitto per diversi mesi ad alcune donne anziane ricoverate in una casa di riposo del Pescarese. La donna, M.D.F., originaria di Elice, è stata rinviata a giudizio dal giudice per le udienze preliminari Nicola Colantonio, con l’accusa di maltrattamenti, che ora dovrà essere sottoposta al vaglio dei giudici del tribunale.

Vicenza: Vermi tra le lenzuola degli anziani in ospedale: è scandalo. Come racconta VicenzaToday, è allarme malasanità in una struttura del centro della città veneta, gestito dall’Ipab, il San Camillo, in via Formenton, che fa parte dell’Istituto Salvi. Nella struttura sanitaria sono ospitati complessivamente un centinaio di anziani. Lo scandalo è venuto alla luce poco fa: persino dei vermi sono stati trovati nel letto dei pazienti. I sindacati di base più volte hanno avvertito tutti che la situazione sta velocemente precipitando. Mancano i mezzi, e sui media spunta anche il video di un paziente con piaghe da decubito, abbandonato in un letto lercio in cui fanno capolino anche dei vermi. Una scena tremenda, e un trattamento inaccettabile per gli anziani che non vengono accuditi in modo dignitoso.

Ultimo caso il 13 giugno, questo da Libro Cuore, segnalato a Rovigo con una telefonata alla Polizia, avvisando che una nonnetta vagava per la città senza una meta. Il poliziotto la prende per mano e l’accompagna a casa. Altri casi si sono verificati nei nostri Comuni, leggi Rodi Garganico, dove le notizie sono state accuratamente protette da un velo pietoso.

Ma cosa si muove sul piano del welfare state nazionale, regionale, locale? Abbiamo fatto un giro nei vari livelli istituzionali ed ecco cosa abbiamo trovato: nella XII Commisiione Affari Sociali della Camera dei Deputati sono ripresi i lavori, relatore il PD Edoardo Patriarca, recante “Disposizioni concernente l’impiego delle persone anziane da parte delle amministrazioni locali per lo svolgimento di lavori di utilità sociale.” Illustra il Relatore che: “i dati Istat ci consegnano un Paese con una struttura per età fortemente squilibrata: nel 2015 le persone over 65 costituiscono il 21,7 per cento della popolazione, quelle fra 0 e 14 anni il 13,8 per cento. Il numero di anziani e’ destinato ancora a crescere tanto che l’indice di vecchiaia della popolazione, ossia il rapporto tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione più giovane (0-14 anni), è destinato a salire da 1,58 a 2,58 tra il 2015 e il 2065… In particolare, il tema dell’invecchiamento deve uscire dall’approccio emergenziale con cui lo affrontano le istituzioni, nonché dal modo in cui lo promuovono le organizzazioni che operano sul mercato in un’ottica esclusivamente consumistica. Proprio partendo dalla popolazione anziana, nella quale le diverse criticità e le tante forme della nuova esclusione sociale assumono specifico rilievo, si possono ricostruire legami sociali tesi a ridare speranza e senso al futuro per tutte le età, promuovendo l’incontro tra memoria del passato, nuove dinamiche sociali e permanenti esigenze di relazione… Su questa base si può ben sostenere che l’invecchiamento della popolazione apre scenari inediti con i quali è necessario misurarsi in modo innovativo. È necessario costruire una diversa idea di vecchiaia, all’altezza del mutamento intervenuto nelle speranze di vita, che ravvisi nella stessa vecchiaia una straordinaria conquista di civiltà.”

Grandi passi ha fatto la Regione Puglia in materia di tutela dell’anzianità sopratutto nel periodo in cui il Welfare è stato nelle mani dell’Assessore protempore Elena Gentile nel governo Vendola. Non ci pronunciamo sugli effetti scaturiti dai tanti, variopinti, e spesso incoerenti, Piani di zona, dove abbiamo riscontrato sperpero di danaro pubblico in consulenze di “esperti?” e vere battaglie fra bande con Comuni schierati uno contro l’altro. Ora tutto passa sul tavolo del nuovo Assessore Regionale al Welfare, Salvatore Negro, e spetta a Lui il paziente lavoro di un aggiornamento programmatico e previsionale, alla luce di tutti gli indicatori che parlano di un consistente regresso di nascite ed un acuirsi della vecchiaia. Sono questi i due caposaldi da tenere e governare con oculatezza e tempestività, magari modificando le tabelle di dotazione finanziaria, per non rincorrere, come siamo abituati, nuove emergenze.

Michele Angelicchio

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