Confedilizia: «cedolare secca anche agli esercizi commerciali»

cartelli-vendesi-affittasiNel 2015, la cedolare secca sugli affitti – cioè l’imposta sostitutiva attualmente applicabile solo a una parte delle locazioni abitative – ha fatto registrare un aumento di gettito del 17,9 per cento rispetto al 2014. «All’incremento dei versamenti – rileva Confedilizia Foggia – si accompagna un aumento delle frequenze dei contribuenti versanti, segnale di un aumento nei soggetti che utilizzano questo regime di tassazione nei contratti di locazione immobiliare».

Spiegati anche i motivi. «Il successo che sta riscuotendo la cedolare secca fortemente voluta da Confedilizia nel campo degli affitti abitativi – commenta Alessandra Granata – conferma quanto sia stata giusta la scelta di introdurre un sistema di tassazione proporzionale e semplificato per i redditi derivanti da un bene già gravato da imposte di natura patrimoniale come Imu e Tasi, con il quale tanti risparmiatori garantiscono la disponibilità di abitazioni in affitto in Italia. I dati delle Finanze dovrebbero indurre a riflettere sulla necessità di estendere il più possibile questo regime virtuoso di imposizione, in particolare prevedendo l’applicabilità della cedolare anche agli affitti di negozi e uffici: in tale comparto, infatti, la somma di ben sette tributi a carico dei proprietari porta la tassazione ad erodere fino all’80 per cento del canone di locazione, senza contare le spese di manutenzione dell’immobile e l’eventuale indennità di avviamento. Si tratterebbe di una misura che avrebbe – fra gli altri – il pregio di aiutare il commercio e l’artigianato e di contribuire a combattere la desertificazione e il degrado di tante aree urbane

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