Rischio Idrogeologico: finanziamenti per demolizione e rimozione immobili

abbattimento-abuso-edilizioE’ stato pubblicato il decreto del 22 luglio 2016 sulla Gazzetta ufficiale Serie generale n. 251 del 26 ottobre 2016, con il quale il Ministero dell’Ambiente ha definito i “modelli e le linee guida per l’accesso ai finanziamenti relativi agli interventi di rimozione o di demolizione delle opere o degli immobili realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, ovvero dei quali viene comprovata l’esposizione a rischio idrogeologico in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire”.

Il fondo, da 10 milioni di euro, servirà ad anticipare ai Comuni le risorse necessarie per rimuovere le opere abusive nelle aree a rischio, che a volte restano in piedi proprio per mancanza di fondi negli Enti locali. Possono presentare la domanda di concessione di finanziamento i Comuni nel cui territorio ricadono l’opera o l’immobile realizzati in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire, dando priorità ai manufatti costruiti in aree classificate a rischio idrogeologico elevato o molto elevato (R3 e R4). Una volta ottenuto il finanziamento, i Comuni avranno 120 giorni di tempo per eseguire gli abbattimenti, altrimenti dovranno restituirlo. I Comuni si rivarranno inoltre sui responsabili per il recupero delle spese, più rivalutazioni e interessi. Queste somme torneranno quindi al Fondo, che intende essere “rotativo”.

Il finanziamento ha ad oggetto i costi degli interventi di rimozione o di demolizione, comprensivi delle spese tecniche ed amministrative connesse, per i quali sia presente un provvedimento definitivo di rimozione o di demolizione non eseguito nei termini stabiliti. Nelle spese tecniche rientrano i costi di smaltimento dei materiali derivanti dalle demolizioni e gli interventi per favorire la ripresa della vegetazione autoctona. Al termine delle verifiche del Ministero dell’Ambiente, gli elenchi definitivi contenenti i soli interventi da finanziare verranno sottoposti alla Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, affinché vengano adottati. La ripartizione delle somme disponibili su base regionale sarà effettuato dal Ministero dell’Ambiente in base ad una serie di criteri:popolazione residente; superficie; indicatori di rischio idrogeologico. I finanziamenti saranno concessi, con successivo decreto del direttore generale della Direzione per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell’Ambiente, a favore dei Comuni i cui interventi risultano inseriti nella graduatoria adottata dalla Conferenza Stato-Città.

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