Referendum #NoTriv: quando, come e perché votare

Il Consiglio dei ministri, il 10 febbraio scorso, ha approvato il decreto per l’indizione del referendum popolare relativo all’abrogazione della previsione che le attività di coltivazione di idrocarburi relative a provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia marine, abbiano durata pari alla vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. Il referendum non riguarda quindi le concessioni per nuove trivellazioni, che sono già vietate entro le 12 miglia, ma la possibilità per gli impianti esistenti di proseguire le attività estrattive in corso finché i giacimenti non saranno esauriti. Le concessioni per le trivelle attive in Italia sono oggi 31, di cui 5 non produttive nel 2015. La consultazione si terrà il 17 aprile prossimo.

Il referendum abrogativo – Disciplinato dall’art. 75 della Costituzione, si ricorre a questo tipo di referendum per deliberare l’abrogazione parziale o totale di una legge quando lo richiedano cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali: nel caso del referendum del 17 aprile i Consigli regionali che hanno chiesto la consultazione sono stati 10. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei Deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, il cosiddetto quorum, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi (50 per cento degli iscritti al voto su base nazionale + 1 elettore)

Dove e quando si vota – Possono votare tutti i cittadini italiani e che hanno compiuto il 18mo anno di età alla data di domenica 17 aprile 2016. Grazie alle modifiche introdotte con legge 6 maggio 2015, n. 52 alla legge sul voto all’estero (L. 459/2001), per la prima volta anche gli italiani temporaneamente all’estero potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari. Per votare l’elettore deve esibire la tessera elettorale e un documento di riconoscimento personale. Chi non trovasse più la tessera o nel caso in cui la tessera elettorale non risulti più utilizzabile per l’esaurimento di tutti gli spazi relativi alla certificazione del voto occorre, prima di presentarsi a votare, richiedere una nuova tessera elettorale presso gli uffici elettorali del proprio comune. I seggi saranno aperti il 17 aprile dalle 7 alle 23, ora in cui inizierà lo scrutinio delle schede.

scheda-referendum-trivelle

Come si vota – La scheda per votare è una sola di colore giallo. Per votare si dovrà fare una croce sugli spazi “sì” o “no”. Chi vuole limitare le estrazioni e abolire la norma dovrà fare una croce sul sì. Perché il risultato del referendum sia valido bisognerà raggiungere il quorum, cioè servirà che vada a votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto.

Se vince il “SI” e se vince il “NO” – Nel caso venga raggiunto il quorum, se i sì dovessero essere più dei no sarà impedito l’ulteriore sfruttamento degli impianti già esistenti una volta scadute le concessioni: gli effetti si dovrebbero vedere a partire dal 2018, quando scadranno i permessi per 21 delle 31 concessioni attive in Italia. Se dovessero vincere i no, invece, la legge non verrà modificata e le estrazioni in corso potranno continuare fino all’esaurimento del giacimento. A favore del sì ci sono partiti diversissimi tra loro, che vanno dalla sinistra ecologista all’estrema destra; il PD è per l’astensione ma alcuni dirigenti della minoranza del partito andranno a votare, la maggior parte per votare sì. Qui trovate un riepilogo di tutte le posizioni prese dai vari partiti in vista del referendum del 17 aprile.

Le ragioni del SI – Il comitato nazionale “Vota Sì per fermare le trivelle” invita i cittadini a dire sì all’abrograzione della norma che estende senza più scadenze le attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa. Il comitato si pone come obiettivo quello di diffondere capillarmente le informazioni sulla consultazione popolare in tutti i territori e di far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesito è: “Vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione”.

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