Il Parco finanzia lavori di rinaturalizzazione e di salvaguardia della laguna

lagunaLa pianificazione dei lavori di rinaturalizzazione e miglioramento delle condizioni ambientali è iniziativa fondamentale anche per la cura e la salvaguardia delle attività produttive che si sviluppano intorno alla laguna. Questi i temi affrontati durante il tavolo di lavoro che si è tenuto ieri a Cagnano Varano, alla presenza e su invito del Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano Stefano Pecorella e degli amministratori dei comuni di Cagnano Varano e Ischitella.

“Far vivere la laguna e chi produce reddito nella stessa – dichiara Stefano Pecorella- è un obiettivo che accomuna il Parco e i Comuni. Auspico che l’intervento proposto funga da stimolo nell’ottica di sviluppo di un economia sostenibile, che rappresenta un valore enorme per l’intero Gargano. Sono certo che la serena discussione avuta sia uno stimolo per la crescita culturale che tutti riteniamo essere l’unica possibilità per superare questo triste momento di crisi.”

Proprio per queste ragioni l’Ente Parco lo scorso 20 maggio, con deliberazione n. 23, ha stanziato 250mila euro per i lavori di rinaturalizzazione ambientale e di salvaguardia della laguna. Laguna che vive ormai condizioni ambientali e naturalistiche ai limiti della sopravvivenza. Ragioni di inquinamento ataviche, per dilavamento dei terreni circostanti, e mancata rigenerazione delle acque interne, oltre che la mancanza di regole nella gestione delle attività economiche e produttive, non consentono di ben sperare in un miglioramento delle situazioni di conservazione e tutela ambientale. Questi i motivi a supporto dell’intervento dell’Ente Parco e di sprone per le concorrenti attività istituzionali di tutti gli altri enti preposti, locali, sovracomunali e regionali. Il CNR ha rilevato i parametri ambientali che legittimano l’intervento e lo rendono urgente, consegnando apposita relazione.

“Ringraziamo il Presidente Pecorella e l’Ente Parco -dichiara Carla Coccia, assessore di Cagnano Varano – per aver accolto il nostro grido di allarme per la sofferenza che attraversa la laguna e la sua economia. Ritengo, assieme a tutta l’amministrazione, che conservare le risorse ambientali sia l’unica strada per continuare a poter produrre un redito sostenibile. Il Parco è un nostro alleato in questa direzione ed assieme intendiamo dare delle regole comuni, condivise e giuste che da troppo tempo mancano nell’area”.

Le azioni da realizzarsi hanno anche la finalità di evitare rischi e pericoli all’incolumità pubblica per la navigazione delle imbarcazioni che transitano per ragioni lavorative nella laguna stessa.

Il tavolo tecnico è stata anche l’occasione per definire le procedure da intraprendere per programmare interventi di gestione costante per esaltare le grandi potenzialità produttive e naturali dell’ambiente lacustre.

2 commenti

  1. Mi sembra un modestissimo sforzo, insufficiente per curare i mali del ” VARANO “. Visti i bilanci del parco e le somme accantonate negli anni ( 7 mln di € ) e mai spese, il presidente potrebbe fare molto di più, questo mi sembra un ” CONTENTINO ” non c’è da gioire e tanto meno plaudire a un’iniziativa presa dopo decenni d’immobilità quando il malato è ormai in coma irreversibile. E per il fratello orfano ” LESINA ” non facciamo niente ? Il CNR non presenta una relazione anche per questo lago ancora più inquinato ? Dove sono gli ambientalisti ? Cosa aspettano a sollecitare l’esecutivo dell’Ente Parco a cambiare politica ? Meno superstrade, meno sentierini, meno tutto ciò che non riguarda la salvaguardia della FAUNA e della FLORA priorità assoluta di un ente preposto a tale scopo.

  2. Vincenzo Campobasso

    Il fatto stesso che, dalla sua nascita (1929, mi pare di ricordare), la FdG (già FTM), non abbia fatto registrare incidenti della sorta da poco avvenuti, fa sentire più sicuri i passeggeri. Un qualcosa in più devo averlo dato il materiale viaggiante, le nuove carrozze che in molti hanno riferito essere confortevoli. Quel che per me personalmente non va – l’ho detto e ribadito diverse volte, è l’uso contemporaneo che si fa del mezzo ferroviario e dei molti mezzi di trasporto stradalio (bus), che a me pare smodato: treni e bus quasi sempre vuoti o con pochissimi passeggeri. Tutto a danno dell’ambiente. Quantomeno, eliminare la tratta ferroviaria da ISCHITELLA (che diverrebbe stazione di testa) a CALENELLA. Ma temo che questa ipotesi non verrà mai accarezzata dalla società, che, probabilmente, teme di essere economicamente danneggiata. Ed intanto, il contribuente, anche se non fa uso dei mezzi di trasporto, pubblici e/o privati, continua a pagare.

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