Erosione costiera: dal 1980 divorati milioni di metri di spiaggia

erosione-costaOltre 24 milioni di metri quadri di spiaggia divorati dall’erosione dal 1980 ad oggi e tale fenomeno, che rischia di compromettere il ruolo dell’Italia nel mercato turistico internazionale, vede la Puglia tra le regioni più interessate dal fenomeno. Complessivamente 3500 km sui circa 8000 km di coste italiane sono intaccati e compromessi dall’erosione marina. A rischio sono in particolare le coste basse e sabbiose per oltre 1600 km e su 540 km insistono beni, come centri urbani, strade e ferrovie, tutti a rischio crollo.

È sulla base di questi dati che l’Hub spezzino della Blue Economy ha deciso di promuovere il primo “Osservatorio nazionale sull’erosione costiera”, avviando un primo studio sulla situazione delle coste liguri e di quelle toscane. “Il nostro obiettivo – afferma Giorgia Bucchioni, presidente di Blue Vision, la società che ha recentemente costituito il primo nucleo funzionale dell’Hub Nazionale sulla Blue Economy a La Spezia – è quello di evidenziare anche all’opinione pubblica la dimensione di un fenomeno che rischia di compromettere il ruolo dell’Italia nel mercato turistico internazionale”.

Già nel novembre del 2007 il Settore Demanio e Patrimonio della Regione Puglia in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Urbanistica
e il Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica dell’Università di Bari, nello studio “L’erosione costiera in Europa, in Italia e in Puglia“, rilevarono che anche nei 970 km di coste pugliesi negli ultimi decenni si sono manifestati in modo palese locali e diffusi fenomeni di erosione dei litorali sabbiosi i cui primi dati sono scaturiti nel 1968 nell’ambito della Commissione de Marchi.

Per metri quadri di spiagge perse, il fenomeno vede in testa la Sicilia, seguita da Calabria, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Marche. In termini di quote di Pil perso in testa si colloca il litorale laziale, seguito da Veneto, Toscana ed Emilia Romagna. “Ogni metro quadro/anno di spiaggia produce circa 35/40 euro di sole attività di spiaggia e un Pil complessivo annuo per metro quadro pari a 1200 euro. Considerando i 24 milioni di metri quadri scomparsi in questi anni si può tranquillamente affermare che l’Italia ha bruciato ogni anno più di 28 miliardi di Pil derivanti dal turismo connesso con il mare”, dice Bucchioni. Nel conto non sono considerati i dati relativi ai danni a strutture e infrastrutture, comprese ferrovie, strade, scogliere.

3 commenti

  1. Vincenzo Campobasso

    Il fenomeno, da alcuni privati, è stato trattato abbondantemente, in questi ultimi anni, specialmente per alcuni tratti di costa dell’Isola Varano (a ridosso della foce di Capojale), dove le erosioni sono abbastanza preoccupanti. Io non capisco perché non si provveda con opere capaci di ridurre, se non di eliminare, questo fenomeno. Per esempio, ponendo delle barriere frangiflutti (come quelle che si trovano davanti alle coste molisane ed abruzzesi – per non andare più lontano), o dei “moli” (penisolette attaccate alla riva), come quelli che si trovano in prossimità di Margherita di Savoia, nella direzione di Manfredonia. Si sta aspettando che la sabbia scompaia del tutto, per dar vita ad una costa pietrosa (e pietosa)?

  2. Meno male…Rodi ha il suo porto….e tanta sabbia!!!!!!

  3. Davide Arcaroli

    A san menaio la spiaggia sta sparendo

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