Ambiente e bioingegnerie

ricostruzione-potenziale-forestaleI dubbi di un nostro lettore sul corretto impiego dei fondi pubblici nel Parco Nazionale del Gargano

Questo progetto finanziato con fondi europei è stato realizzato in agro del Comune di Ischitella con la finalità di miglioramento dell’ambiente e degli spazi rurali Misura 226, ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi. Si vuole porre l’attenzione del lettore non sul costo dell’opera (€ 182.220,70), tantomeno sugli esecutori materiali. Si parla di “Ricostituzione del Potenziale Forestale” ma dalle immagini il lettore si rende conto che per realizzarla sono stati tagliati interi boschi.

Si parla di prevenzione su una scarpata adiacente una cunetta stradale non più alta di tre metri, che poteva essere messa in sicurezza con della semplice rete metallica.

Mi chiedo: l’Europa ha il diritto di sperperare i nostri contributi in cose così inutili? Recintare con pali in legno un’area prima fruibile a tutti? Quanti alberi tagliati, quale danno all’ambiente? L’Ente Parco, il Corpo Forestale hanno vigilato? Chi ha deliberato un’opera così inutile poteva spendere meglio questo denaro, visti i danni provocati dalle alluvioni che sempre più di frequente martorizzano il nostro Gargano.

Lettera firmata

3 commenti

  1. Vincenzo Campobasso

    Io NON CI TROVO NULLA DI SCANDALOSO nell’uso di materiale ALTAMENTE ECOLOGICO come il legno. Piuttosto, bisognerebbe seguire la filosofia del BELGIO: per ogni albero tagliato, se ne mette uno giovane a dimora. Anzi, ci sono boschi di COLTURA che non ti fanno vedere terreni spogli. Insomma, i belgi coltivano gli alberi come un ortolano può coltivare cavoli ed altro. La RETE METALLICA, per arrivare ad essere rete, ha subito, a monte, come materia prima, un’estrazione dalle viscere della Terra, è stata messa nei forni, è stato estratto il materiale, come, diciamo, MATERIA SECONDA, che è stata elaborata per farla diventare tante cose diverse. E, come rete metallica, è, col tempo, anch’essa soggetta a deteriorarsi, ad arruginirsi e ad essere dispersa in giro, se non si fa in tempo e recuperarle e riciclarla. INSOMMA, non ce ne sta bene mai una! Un terrapieno contenuto da alberi, è tutt’altro che brutto, tutt’altro che ANTIECOLOGICO. Non è progetto di questi giorni, ma ho visto queste opere da decenni (anche nello stesso Gargano, se non mi sbaglio o non ricordo male). Devo qui aggiungere, ad onor del vero, che anche da noi, almeno in SARDEGNA, si coltivano alberi, non solo da SUGHERO, ma anche per altri usi. Forse dobbiamo tornare all’invito: MEDITIAMO prima di sparare sentenze!

  2. Antonio de Filippis

    Caro “lettore” questa di chiama ingegneria naturalistica

  3. L’importo dei lavori è pari a €182.220,78 oltre I.V.A., la palificata, oggetto di dubbi, è costata € 72.830,00 oltre I.V.A., per una lunghezza complessiva di 250 m. L’intervento, oltre alla realizzazione di una palificata, prevedeva anche la pulizia del sottobosco, l’eliminazione degli alberi secchi, dei polloni rinsecchiti e degli alberi seccuginosi.
    I boschi come è noto non possono essere abbandonati a se stessi! Vanno puliti e curati!
    L’area oggetto d’intervento non ricade all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Gargano e non è identificata come SIC o ZPS. Il progetto ha ottenuto il parere positivo del comptente settore forestale regionale.
    Sono statee messe a dimora 1080 piantine di Orniello e Roverella, di certificata provenienza garganica.
    Ad ogni buon conto, la recinzione dell’area è stata predisposta per evitare l’utilizzo come pascolo, per dissuadere fenomeni di incontrollato abbandono dei rifiuti e non certamente per precludere l’accesso al pubblico. Lungo la cinta sono apposti cancelli non dotati di alcuna chiusura, solo semplici legature e non è segnalata alcuna interdizione.
    L’area, prima non era fruibile oggi è perfettamente fruibile!
    Il “lettore” assalito da tanti dubbi – nel caso avesse voluto davvero trovare risposta ai propri dubbi – ben avrebbe fatto a rivolgersi presso il Settore III del Comune di Ischitella, ottenendo così ogni possibile delucidazione, evitando di sperperare il proprio tempo a vantaggio di una sana e ricostituente passeggiata all’interno del boschetto di Capriozzi – Ponte nuovo.

    Il Responsabile del Settore III del Comune di Ischitella
    Ing. Giampiero di Lella

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