Le verità nascoste 2

parco-giochi-via-nenniPiuttosto che affrettarsi a richiedere la restituzione di 350 mila euro versati alla società Olivieri a ristoro di un diritto prescritto (sentenza Corte d’Appello di Bari del 24.02.2015), il sindaco, colpevolmente silenti gli altri quattro complici consiglieri in carica, si è affannato a pubblicare sul sito del comune la sentenza del TAR Puglia n.717 del 16.4.2014 e la lettera di accompagnamento (mail del 15 maggio 2014) dell’avvocato fiduciario (Pappalepore).

Il sindaco non ha ritenuto di dover pubblicare sullo stesso sito istituzionale e con la medesima solerzia la sentenza che ha disintegrato l’indecente transazione sottoscritta con la società Olivieri e che è diventata invece di pubblico dominio solo grazie alla sua diffusione sui media sociali.

Il messaggio che Pinto ha voluto così dare è forte e chiaro.

Egli, infatti, sembrerebbe aver voluto giustificarsi agli occhi di tutti dopo le feroci critiche di dabbenaggine che gli sono piovute addosso, e non tutte di parte avversa, facendo credere di aver sottoscritto l’accordo sconveniente (vedi precedente “le verità nascoste”) per eseguire la sentenza del TAR e seguire il consiglio del legale del Comune (“… si raccomanda di dare alla stessa sentenza la pronta esecuzione, onde evitare l’insediamento del commissario ad acta”, così dice Pappalepore nella sua mail).

Dunque un assist, una prova a discolpa che lo scafato capopopolo (o presunto tale) offre ad una platea di cittadini ingenui (o presunti tali) per rivendicare la sua illibatezza all’interno dell’accerchiamento debitorio che, dal primo giorno di mandato ed in modo disgustoso, lo costringe a subire penalizzazioni indesiderate piuttosto che ad agire per il bene del comune, dovendo affrontare la ragion di stato con il pallottoliere o …. con le sponsorizzazioni.

Ma così non è e mi spiego meglio!

Il fatto, tutto accentrato sulla vecchia storia della rivalutazione fondiaria di terreni agricoli di proprietà della società Olivieri, è abbastanza noto grazie al blog, per cui mi limito a indicare di seguito solo le tappe fondamentali del contenzioso per smascherare ancora una volta l’inganno:

  1. la società Olivieri, dopo aver ricorso a vie legali per rivendicare le più avanzate utilità edificatorie per effetto della cessione gratuita dell’area del parco giochi, è risultata vittoriosa contro il comune sia nel giudizio amministrativo di primo grado (sentenza TAR Puglia n.2023/2009) che in quello di appello (sentenza Consiglio di Stato n.3331/2001));
  2. la stessa società, di fronte all’inerzia del comune di dare esecuzione al giudicato amministrativo (appunto, sentenze TAR e Consiglio di Stato) ha ottenuto dal TAR Puglia una sentenza (di ottemperanza), quella contrassegnata dal n.717 del 16.4.2014, in altri termini quella solo oggi pubblicata sul sito istituzionale del comune, con la quale è stato letteralmente ordinato al comune stesso “… di adottare le determinazioni amministrative e contabili necessarie per dare esecuzione alla sentenza del TAR Puglia n.2023/2009 …..”, pena la nomina dopo 60 giorni di un commissario ad acta da parte del Prefetto. Di qui, io aggiungo, l’invito formale dell’avvocato Pappalepore “a dare alla stessa sentenza la pronta esecuzione, onde evitare l’insediamento del commissario ad acta”.

A ben leggere le carte, e perciò stesso anche la premura espressa al sindaco dall’avvocato di fiducia a darsi una mossa (mail del 15.5.2014), il giudice amministrativo aveva semplicemente ipotizzato a carico del comune (convenuto e condannato) o la ripetizione della procedura espropriativa o l’acquisto del bene dal privato a condizioni di mercato oppure la sua restituzione (sempre respinta però dal privato) con risarcimento danni per la passata occupazione.

Dunque, contrariamente a quanto fatto intendere dal sindaco che continua a credere di confrontarsi sempre con gli sprovveduti, mai il giudice amministrativo (e neppure l’avvocato di fiducia) ha ordinato al comune di transigere la vertenza con un risarcimento milionario al privato, una variante (finalizzata) semplificata al piano regolatore e una lottizzazione approvata (tre colpi grossi in uno, insomma una genialata al contrario).

Ma se è vero che il comune in giudizio si è sempre difeso esponendo la necessità di dover restituire al privato il terreno occupato perché non aveva i soldi per comperarlo o per ripetere l’esproprio, qualcuno (sindaco e consiglieri comunali) dovrà poi pur dire o dar conto al magistrato contabile (Procura della Corte dei conti, cui gli atti sono stati inviati dal giudice del TAR) perché mai è stata pagata così frettolosamente la prima tranche di 350mila euro di risarcimento danni, essendo pendente un parallelo giudizio civile presso la Corte d’Appello di Bari (iniziato il 2/2/2011) sulla effettiva quantificazione del danno che avrebbe dovuto indurre ad una ragionevole prudenza.

L’epilogo di questa incauta scelta ormai è da tutti conosciuto: la Corte d’Appello di Bari (sentenza n.211/2011 del 24.02.2015) ha svincolato il Comune da ogni obbligazione risarcitoria dichiarando prescritto ogni diritto della società Olivieri e riconoscendo, tra l’altro, anche la tardività del primo ricorso al TAR Puglia.

Quindi, allo stato, in conclusione:

  1. il sindaco, se vuole essere intellettualmente onesto, deve pubblicare tutti gli atti relativi alla questione e non limitarsi a fare soltanto ciò che apparentemente più gli conviene;
  2. il consiglio comunale (sindaco e consiglieri residuali), se vuole evitare future complicanze, deve ripristinare la legalità violata, azzerando la variante urbanistica e ripristinando così il comparto unico nell’interesse di tutti i proprietari che hanno pari dignità e devono avere pari opportunità e univocità di trattamento nella gestione delle potenzialità edificatorie del comparto II del piano regolatore generale;
  3. il sindaco, se tiene al risanamento dei conti comunali, piuttosto che pensare alla disapprovazione immotivata del piano di riequilibrio e alla dichiarazione di dissesto finanziario per una condizione di insolvenza insussistente del comune, è tenuto a richiedere la restituzione di tutte le somme versate (350mila euro) in acconto alla società Olivieri e a pretendere dalla stessa il rimborso delle spese legali liquidate in sentenza (10mila euro). Potrà, così, più utilmente destinare le somme recuperate al decoro e all’igiene di Rodi e di Lido del Sole, alla pulizia delle spiagge e alla sistemazione della foce del Pincio, trattandosi di risorse importanti, addirittura superiori allo stesso contributo regionale trasferito sin da dicembre 2014 dalla Regione Puglia per i danni alluvionali di settembre 2014;
  4. il sindaco, se tiene al senso di giustizia, è tenuto a restituire subito, ma senza oneri aggiuntivi nel rispetto della sentenza della Corte d’Appello, il terreno occupato al suo legittimo proprietario (la società Olivieri), visto che l’atto di cessione non è stato mai stipulato e che tutta la vicenda risarcitoria è stata riposta dal giudice nel dimenticatoio, senza speranza, me lo auguro, di una sua riviviscenza peccaminosa.

Tino Petrosino

11 commenti

  1. Pia Iodice Giuseppe Lizzi

    Speriamo che le raccomandazioni fatte non restino lettera morta, che siano spesi bene questi soldi, insieme a quelli dati dalla regione per l’alluvione. Anzi questi ultimi mi pare di capire che giò ci sono , quindi non solo bene ma anche presto

  2. MICHELE PANELLA

    SPENDERLI BENE E PRESTO..!!!

  3. ASPETTANO UTILI CONSIGLI ANCHE DA TE, DATTI DA FARE SE CI SAI FARE PIUTTOSTO CHE PARLARE A VANVERA

  4. MICHELE PANELLA

    ORSO PICAS METTECI NOME E COGNOME..!!!!….NO SONO I MIEI CONSIGLI CHE ASPETTANO..!!!…NON HO MAI PARLATO A VANVERA BELLO MIO..!!!!

  5. E SI VEDE, COCCO DI MAMMA, DALL’ECO CHE FAI! CHIEDILO A LORO E FATTI UNA RISATA SE NON HAI ALTRO DA FARE

  6. MICHELE PANELLA

    PICAS ORSETTO METTECI NOME E COGNOME..!!!!!..LA MIA MAMMA SFORTUNATAMENTE LO PERSA NEL 1987..!!!!…CHISSA’ ANCORA QUANDO TU NASCEVI..!!!!…IO MAI FATTO ECO..!!!!…LA RISATA FATTELA DAVANTI AD UNO SPECCHIO QUARDANDOTI..!!!!….CIAO COCCO DI MAMMA..!!!!

  7. MICHELE PANELLA

    OPS…GUARDANDOTI..!!!!…

  8. Nicolaus Depinctus Policromus

    POVERO UOMO, MI FAI PENA, FATTI CURARE, VORREI SOLO POTERTI AIUTARE MA VEDO CHE NON VUOI

  9. MICHELE PANELLA

    UN’ALTRO CHE SI CHIAMA DEPINCTUS UN’ALTRO VIGLIACCO CHE NON METTE NOME E COGNOME..!!!!-…CERTO SONO POVERO NON HO I TANTI SOLDI SPORCHI CHE HAI TU..!!!!!…MA SONO RICCO DENTRO MENTRE TU SEI POVERO DENTRO..!!!!….CURARMI NON CONOSCO OSPEDALE..!!!!!……VUOI AIUTARMI TU MA FAMMI IL FAVORE..!!!!!

  10. Michele, presumo che tu conosca bene la parola “vigliacco”; rispolvera il libro dei ricordi … e potrai trovarvi una pagina … strappata …

  11. MICHELE PANELLA

    ANCORA SENZA NOME E COGNOME..!!!!!..E QUINDI SEMPRE VIGLIACCO..!!!!..,,LA MIA PAGINA FACEBOOK LO APERTA NEL SETTEMBRE 2009..!!!!!…LI’ C’E’ TUTTO NESSUNA PAGINA STRAPPATA..!!!!..UN CALVARIO SENZA FINE..!!!!…UN DIRITTO QUELLO SACROSANTO DEL LAVORO CALPESTATO ..!!!!!!…..MA NON MI FACCIA PARLARE..!!!!!…

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