Il Comune è (quasi) in dissesto, ma regala ugualmente 350mila euro all’Olivieri

parco-giochi-via-nenniLa società che gestiva il parco giochi pubblico ha ottenuto una somma che, secondo la corte d’Appello, le spettava se avesse presentato la richiesta in tempo

Ad un Comune che si appresta a dichiarare il dissesto economico, 350mila euro fanno più che comodo. Se poi, invece, si regala quella somma ad una società a cui la Corte d’Appello di Bari ha negato il diritto a ricevere quei soldi – secondo i giudici baresi il diritto era prescritto – allora sì che non ci si ritrova coi conti.

Il Comune in questione è quello di Rodi Garganico, amministrato dal socialista Nicola Pinto, e la società che si è vista respingere il ricorso dalla Corte d’Appello del capoluogo pugliese è la Olivieri srl. In sostanza, la ditta, proprietaria del suolo ceduto al comune rodiano per la realizzazione di un parco giochi, aveva concordato con il comune nel 1989 sia la cessione dell’area che la rivalutazione fondiaria dei terreni limitrofi, da destinazione agricola ad edificatoria. Il patto edilizio non è stato riconosciuto valido dall’amministrazione precedente e la società Oliveri altro non ha potuto fare che rivolgersi al giudice per ottenere il risarcimento da mancato esproprio.

Olivieri ricorse prima al Tar, che ha dato ragione alla società dauna, e successivamente anche il Consiglio di Stato si è pronunciato a favore del riconoscimento dell’indennità di occupazione che il Comune avrebbe dovuto dare alla stessa ditta. Ma, i giudici della Corte d’Appello di Bari, chiamati a quantificare l’entità del ristoro, hanno definitivamente posto fine alla faccenda, dicendo difatti che la Olivieri srl ha diritto a ricevere l’indennità, ma dato che l’ha richiesta tardivamente, non deve avere un centesimo. In tutto questo tempo, cosa accade? Che il Comune di Rodi, qualche mese fa, autorizza in pendenza di giudizio la transazione in favore della società di ben 350mila euro, e concede la possibilità di lottizzare l’area vicina al parco giochi oggetto del contendere con una variante urbanistica semplificata.

Ma non è ancora tutto. Infatti, se la lottizzazione non dovesse andare in porto entro due anni dalla data della concessione del Comune, l’ente guidato da Pinto dovrebbe sborsare altri 450mila euro alla Olivieri. Niente male per la società, mentre per il Comune, che si appresta a dichiarare il dissesto come chiesto anche dalla Corte dei Conti, è una mazzata che destabilizza ancora di più la già precaria situazione delle casse comunali.

A rendere ancor più strana la faccenda, il fatto che la variante urbanistica si sia chiusa in appena ventidue giorni, nonostante le rimostranze di altri proprietari vicini, mentre, a pochi mesi dall’atto, la Corte d’Appello avrebbe – come ha fatto – rigettato il ricorso della società, e il Comune risparmiato un bel po’ di quattrini, che considerati i periodi di magra, avrebbero fatto sicuramente bene all’ente. Ancora: è stata inoltre data la possibilità ad Olivieri di costruire peraltro usufruendo della cubatura dell’area ceduta al Comune, che proprio per il fatto di essere stata ceduta dovrebbe rimanere nella disponibilità dell’ente e non del privato. Un pastrocchio che costa 350mila euro al Comune di Rodi che, molto verosimilmente, tra due anni dovrà cacciarne altri 450mila.

Fonte: L’Attacco

6 commenti

  1. MICHELE PANELLA

    TRA POCO CONOSCEREMO IL NOME DEL COMMISSARIO AD ACTA..!!!!!…AVANTI SEMPRE COME DICONO I SOCIALISTI..!!!!

  2. Ci sei……….o ci fai…….???????????

  3. Carmine d'Anelli

    Tra poco qualcuno conoscerà pure la galera!

  4. Chissà chi sarà?!?….

  5. Carmine d'Anelli

    TRA POCO CONOSCEREMO IL NOME DEL COMMISSARIO AD ACTA E ANCHE CHI ANDRA’ IN GALERA! AVANTI SEMPRE COME DICONO I SOCIALISTI!

  6. MICHELE PANELLA

    PER L’NQUISITORE SARA’ UN COMMISSARIO AD ACTA..!!!!

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