Vico del Gargano: lavori Pubblici, il pozzo del divino Otelma

vico-del-garganoHa suscitato grande attenzione nell’opinione vichese e forte apprezzamento nella comunità dei tecnici, il servizio de l’ATTACCO a firma di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, “7 milioni ai tre tecnici prediletti del Sindaco” corredato da una stupenda fotografia sorridente, sul numero 195, di venerdì 23 ottobre 2015.

Fin dai tempi delle piramidi i vari faraoni d’Egitto erano più preoccupati dai costi del magna, magna che dalle perdite degli schiavi.

Ai tempi nostri, più le varie Amministrazioni locali sono deboli, ignoranti, compromissorie, variopinte, ammucchiate, colme di spicciafaccendieri, e più il pozzo è profondo, dove chi arriva prima occupa la bocca e, per tutti gli altri, “non c’è trippa per gatti”, come mi ripete spesso il più illustre dei miei amici e il più illustre fra i miei compaesani.

Il racconto, con esempi di vita vissuta e con eloquenti argomentazioni del prima, del durante e del dopo, c’entra poco con il percorso degli studi, la laurea, il punteggio conseguito, la bravura, il curriculum, la specificità o la complessità del progetto e via discorrendo. Conta solo il naso, raffinato e sensibile come quello del dott. Balanzone: annusare l’aria che tira e, soprattutto, da che parte tira. Vi sono tecnici, talmente raffinati e sensibili, che riescono a prevedere gli assetti delle nuove amministrazioni locali un anno prima del loro insediamento, meglio del mago e divino Otelma. Dagli anni settanta passano, con una non scialanz, disinvoltura, velocità che rasenta quella della luce, da un partito all’altro, da una maggioranza all’altra, da una pizza all’altra, da un ristorante all’altro. Con la stessa disinvoltura mettono in tasca una tessera di partito, una qualsiasi, non stanno a vedere il capello e si mettono subito alla ricerca di qualche parentela da scoprire nell’albero genealogico di famiglia e degli amici amministratori, sempre di maggioranza, se poi si aggrega anche qualcuno dall’opposizione meglio ancora.

Non conta la qualità e la precisione del lavoro svolto, quello che conta è la quantità dell’appalto, tanto, poi, chi deve controllare, verificare, giudicare, sorvegliare, spesso non capisce un ca…… o diventa amico di merenda.

Sfogliando qua e là nelle pagine delle passate amministrazioni, Damiani, Amicarelli, Cannarozzi De Grazia, si leggono cose illuminanti. Oggi, con un intasamento partitico e compromissorio, da pentammucchiata, puzzolente più della puzza di Ecoagrim che copre Foggia e Lucera, a Vico del Gargano riesce sempre più difficile una equa distribuzione dei pani e dei pesci. E per coloro che non si beano del sorriso ebete del signore di oggi devono accontentarsi di finire in lista d’attesa, nella famigerata black list di cui si cinguetta in questi giorni. Un altro succulento piatto, 6 milioni e spiccioli di euro, si sta preparando in queste ore per la sistemazione del torrente Calenella. Il cicaleccio fra i tecnici ha già individuato nomi e cognomi sulle cartelle del gratta e vinci.

Nella storia amministrativa di Vico del Gargano una sola volta si diede vita ad una sorta di “regolamentazione” degli affidamenti per l’esecuzione di appalti, in modo che tutti avessero il loro incarico. Durò poco, molto poco. Il pozzo dei Lavori Pubblici non ammette regole, punteggi, graduatorie, capacità e poca discrezionalità. Basta il naso. Questo è il mio paese. Buona domenica!

Michele Angelicchio

1 Commento

  1. Carmine d

    A Rodi invece il pozzo di San Patrizio è la commessa assurda dell’immondizia senza appalto e senza contaratto! Oltre 80 mila euro al mese per un servizio inesistente e con un paese che è diventato una cloaca acielo aperto. Senza parlar degli immobili comunali regalati a pseudo società!

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