Vico del Gargano, in scena la Compagnia teatrale Musical team

musical-team-vicoNon è Francesca. Ma, sì è Francesca, Francesca Fiorentino, la poliedrica e infaticabile ragazza di Vico del Gargano, cantante, ballerina, showgirl, regista e tante altre cose, venticinque anni, allieva della Piccola Accademia della comunicazione e spettacolo di Stefano Jurgens. Ha messo in piedi da poco tempo la “Compagnia teatrale Musical Team” proponendo, come debutto, due lavori ricavati dal filone musical: “Greace” per i più piccoli dai sei a dieci anni, nella accogliente Sala rossa del cinema Paris.

Il capolavoro di Jim Jacobs e Warren Casey, presentato agli inizi degli anni settanta prima a Chicago e poi Broadway. Sedici scatenatissimi ragazze e ragazzi che, con una accurata miscela di recitazione, canto e ballo, hanno saputo legare il filo e il racconto dell’adolescenza. Il periodo scolastico, i primi innamoramenti, le prime delusioni, la prima sigaretta, il giro in macchina, le amicizie, il gruppo, la contestazione verso genitori e società di una America ancora, e troppo, bacchettona. Fino alla maturità, gli arrivederci, e poi, le scelte sulle infinite vie della vita. Francesca ha saputo sintetizzare questi passi salienti con leggerezza, brio, bollicine, poesia e brillantina, guidando le ragazze e i ragazzi al loro primo incontro con il teatro.

xIl secondo spettacolo, ispirato al noto lavoro di Cheri e Bill Steinkellner “Sister Act”, potrebbe definirsi perfettamente la metafora di Francesca. Come la Deloris Van Cartier trasforma uno sgangherato coro di Suore in un eccezionale fenomeno musicale, così la nostra Francesca ha modellato un gruppo di amiche, studentesse, casalinghe, mamme, mogli, in perfette Sorelle Carmelitane, portando una ventata di vita, musica e allegria nell’austero convento di St. Katerine a San Francisco. Buono il ritmo della scena, istrionico l’interpretazione del poliziotto e del gangster Curtis Shank, ben eseguite le canzoni, una particolare citazione alla Madre Superiora, ottimo e convincente il gruppo delle Suore, tanto che alla fine anch’io mi sono messo a cantare: “essere una Suora è proprio OK”.

Michele Angelicchio

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