Vico del Gargano: 2015 un bicchiere (tutto) vuoto

vico-del-garganoAffabulare l’anno cittadino 2015 che chiude un ciclo amministrativo, di andata, su Vico del Gargano con l’ultimo Consiglio comunale sciatto e inconcludente, come tutti gli altri, non porta ad un risultato; non c’è nulla da raccontare. Da questa ammucchiata non ci aspettavamo altro, non ci siamo mai aspettato altro. Il paese ha perso ancora due anni e mezzo facendo registrare un pesante arretramento sociale, politico, culturale. Qualche lacrima, mi dicono, versata solo per la nuova configurazione del Consiglio regionale che penalizzerebbe i compari nostrani, e basta. Dopo la seconda bocciatura del PUG da parte della Provincia di Foggia, che si somma, prima con la dovuta sforbiciata del Parco Nazionale del Gargano nella furbesca vicenda della Piana di Calenella, minacciata da una pesante ed invadente colata di cemento, poi con la sonora bocciatura per non conformità da parte dell’Ufficio Urbanistico della Regione Puglia, tutta la filosofia del Piano Urbanistico rischia di diventare carta straccia e veder volatilizzati ben 360 mila euro, più una miriade di incarichi di contorno a tecnici locali. Chi pagherà i danni e la turlupinatura rifilata alla comunità, e alle legittime aspettative di un paese in agonia?

Sul fronte del decoro, dell’igiene, della pulizia del paese, dopo due anni e mezzo di monnezza, arrivata sulle orecchie e nelle tasche di cittadini e “visitatori” del borgo più sporco d’Italia, arrivano nuovi suonatori della differenziata, ma siamo ancora in attesa di capire quale musica suoneranno, quale percentuale di differenziata ha lasciato in eredità la precedente Teknoservice e qual’è la nuova misura per questa ditta subentrata. Qual’è il monitoraggio del servizio di raccolta e se esiste un Piano di Qualità e chi lo certifica. Intanto, per determinazione di Regione Puglia, il conferimento in discarica ci costa l’aliquota più alta di 25,82 euro per tonnellata che peseranno sul groppone e sulle economie familiari dei vichesi ignari, mentre l’assessore comunale all’igiene resta tranquillamente al suo posto. Occhi puntati sull’Ufficio tecnico del comune, per le opache procedure d’affidamento di incarichi e per quel ristretto cerchio magico di tecnici “vicini” abbondantemente libato a spese della intera comunità di architetti, ingegneri, geometri, silenziosi e supini. Totalmente senza guida la politica sociale, che dovrebbe preoccuparsi di disegnare un percorso che faccia uscire le persone dal bisogno, garantire dei livelli orizzontali di assistenza, insomma quello che ogni moderno ed efficace sistema di welfare applica altrove.

Dopo due anni e mezzo registriamo l’unica iniziativa degna di essere annotata, quella del nonno-vigile, durata tre giorni ed al quarto sono spariti i nonni e anche i vigili, mentre continuano ad abbondare i self sorridenti sui social-siti. Anche questa assessora resta saldamente al suo posto. Ma non doveva essere sostituita? Non avrebbe pianto nessuno. Nessuno mette mano ai fondamentali del paese delle Feste, Farina e Funerali. A tale proposito, come cittadini, abbiamo inviato un documento all’Assessore regionale al Bilancio Raffaele Piemontese su alcune antiche e irrisolte situazioni che riguardano il villaggio turistico Macchia di Mare; il riutilizzo del Convento dei Cappuccini; la colonia Postiglione; la struttura dei tossici; il Rifugio Foresta Umbra, il palazzo della Bella rifilato al comune e che andrà, sicuramente, ad innalzare il mucchio delle cose inutili, infine l’attuazione del Piano spiaggia per eliminare quella vergogna, e quella anarchia, sul fronte mare di Calenella. Dopo due anni e mezzo di ammucchiata Sementino, le piaghe di Vico del Gargano sono diventate ancora più purulente, nulla è stato aggiunto come farina del proprio sacco, nulla è stato portato a quella idea di “paese normale” a cui si sarebbe ispirata, in continuità, questa amministrazione brancaleone. Se c’è una continuità la troviamo nella peggiore pratica del clientelismo e del voto di scambio. Del contrabbando di soluzioni sottobanco, la piccola mercificazione dell’azione quotidiana, l’affossamento di ogni speranza, i limiti nefasti di una ammucchiata nata già morta, le mani rapaci sui pochi lavori pubblici raffazzonati e sepolti sotto una montagna di critiche. Ma chi dovrebbe pagare, politicamente e moralmente, chi dovrebbe rispondere alla comunità vichese non siede sui banchi di un Consiglio comunale inutile e dannoso. Questi sono solo dei servi sciocchi. Chi deve rispondere sono gli autori di quell’abominevole accordo siglato due anni e mezzo fa nello scantinato dell’hotel Maremonti, dove sotto la regia del Ciambellano e dei compari complici si fece partorire quel documento che dava via libera all’ammucchiata portando un fantoccio alla guida del paese. Chi dovrebbe pagare è quella testa di c…o a cui venne affidata l’esplorazione che portò ad un’altra testa simile alla sua.

Si aspetta, fra un rinvio e quello successivo, la celebrazione del Congresso cittadino del Partito Democratico, dove si attende di sapere se il nuovo segretario/a sarà, oppure e già, organico all’ammucchiata sporca di sugo, se sarà organico a giorni alterni, oppure, se chiaramente e risolutamente si collocherà all’opposizione. Si aspetta di capire se il nuovo centro moderato sarà veramente nuovo e lontano dai noti cialtroni di cui abbiamo ampiamente documentato.

Ma un’altra minaccia incombe sul paesello. Giungono da più parti notizie di un agitarsi del Ciambellano e della solita zavorra. A questo punto non resta che spargere per le vie del paese un’abbondante quantità di sale. Come ai tempi della peste. Se questo è solo affabulare, allora buon Anno, cittadini del borgo.

Michele Angelicchio

2 commenti

  1. Carmine d

    A Rodi è sparito pure il bicchiere!

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