San Menaio. Va’ dove ti porta il cuore. Il viaggio di Jan

viaggio-janNon so quanto c’azzecca il romanzo della scrittrice Susanna Tamaro nella vicenda che stiamo per raccontarvi. Quello che siamo certi è un amore lungo quattromila chilometri che ha portato un cittadino olandese a lasciare il comune di Breda per stabilirsi a San Menaio.

Jan Van den Bemd, pensionato, dopo quarant’anni di onorato servizio, scandito dai precisi ritmi nordici nella fabbrica di birra Heineken alla periferia di Den Bosch, compra un trattore, una casa mobile, due splendidi cani di razza pastore francese, Bollie maschio e Nina femmina, saluta tutti, parenti, amici, colleghi, lascia i Paesi Bassi e le umide distese di tulipani, i mulini a vento, gli zoccoli in legno e si avvia lentamente sulle strade secondarie di mezza Europa per raggiungere e respirare l’aria mite del Mediterraneo.

Dopo aver toccato la Francia, il trattore con la casa a traino, alla velocità di 25 Km l’ora, attraversa la pianura padana e punta sulla costa adriatica con l’intenzione di stabilirsi nelle Marche. Ma le cose non vanno secondo i desideri di Jan, ed allora rimonta sul trattore riaggancia la casa in legno e scende la statale adriatica, percorre 400 Km, freccia a sinistra ed entra nella strada a scorrimento veloce che porta alla montagna del sole. Lo spettacolo che appare davanti agli occhi dalle alture di San Nicandro e Cagnano Varano è un colpo di fulmine, un innamoramento a prima vista dell’assolata e splendida costa nord dove la terra, il cielo, il mare si toccano e si abbracciano. I laghi di Lesina e Varano che giocano con il mare; i paesini accecanti, abbarbicati al fianco delle colline, Rodi, San Menaio, Peschici, Vieste. Sa qualcosa della Foresta Umbra e dei santuari di Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo. Ma è la quiete e il profumo dei giardini di limoni e arance, è la vista della piana di Calenella e Monte Pucci che lo ammalia, San Menaio è la sua nuova dimora con le passeggiate all’alba sulla battigia del mare e dove i suoi cani possono finalmente correre liberi e tuffarsi nel mare ancora tiepido.

I primi rapporti, le nuove amicizie si stringono a tavola, la scoperta della nostra cucina, i nostri piatti tradizionali. Mi parla della sua famiglia e della lunga tradizione di birrai. I genitori avevano una piccola fabbrica che produceva birra di nicchia, la Bourgogne Kruis, che poi cedettero alla grande stella rossa di Heineken.

Qui scopre l’italianissimo cappuccino “ con molta schiuma e senza cacao, in Olanda non lo sanno fare “ dice. Scopre il profumo della paposcia appena sfornata e il sapore amarognolo dell’olio di olive di frantoio. I colori della foresta in autunno lo affascinano, l’ambiente quasi familiare. Un autentico colpo di fulmine che, secondo Jan Van den Bemd, durerà almeno un anno.

Michele Angelicchio

1 Commento

  1. Nicola Cristofaro

    Farò lo stesso a breve io che amo San menaio mi rallegro della scelta del signore.

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