Il vecchietto dove lo metto. Rodi batte Vico 3 a 0

casa-riposoSe potessimo parlare con il linguaggio sportivo delle tutele e delle garanzie di vita degli anziani, e delle persone sole, dovremmo prendere atto che Rodi Garganico batte Vico del Gargano per 3 a 0. Con grande tempismo e lungimiranza l’iniziativa privata nel comune di Rodi Garganico ha provveduto alla realizzazione di tre strutture assistenziali che, ad oggi, coprono e vanno oltre la domanda del distretto. Ai quaranta posti della Residenza Assistenziale “Madonna della Libera” gestita dalla IRIS spa, Gruppo Salatto, si aggiungono i sessanta posti della Residenza “Pietrenere” di Franco Mele e ai sedici posti, per persone affette da deficit cognitivo, del dinamico imprenditore Piero Cotugno negli accoglienti spazi del “Tramonto”. Si è passati in breve tempo dal “vecchietto dove lo metto”, canzonetta-filastrocca di Domenico Modugno, ad una offerta ampia e qualificata che, economie permettendo, surrogano un vuoto pubblico in forte ritardo.

Di fronte all emergenza della vecchiaia e delle persone sole, le famiglie sono lasciate a gestire spesso situazioni complesse, gravi, dolorose e costose, trovando nell’iniziativa privata una mano tesa.

Secondo i dati ISTAT la Puglia, la Capitanata, il Gargano, hanno una popolazione sostanzialmente vecchia e con un dato strutturale fortemente deficitario per mancanza di risposte politiche sul versante di un moderno e concreto welfare.

Nella riforma del sistema regionale di welfare in Puglia, già nel 2008, guardando dentro il contesto di riferimento sulle criticità sociali della popolazione, al primo posto si leggeva “un progressivo invecchiamento della popolazione” e al quarto posto si prendeva atto che “la dimensione delle relazioni familiari indica una crescente presenza di persone sole”.

Il Piano Sociale 2013-2015 riporta dati ancora più allarmanti: “Gli anziani in Puglia sono circa 770.000 di cui la metà sono oltre i 75 anni… Si vive più a lungo ma si vivono anche meno anni in buona salute. In particolare le donne sono soggette a malattie non letali ma degenerative dell’autonomia e dello stato di salute generale. In media una donna italiana, vive un terzo della propria vita in condizioni di salute non buona, mentre un uomo vive circa il 25% della propria vita in condizioni di salute non buona”. Per completare il quadro sull’invecchiamento della popolazione riportiamo il dato anagrafico di Vico del Gargano, che fotografa la popolazione degli oltre sessantenni: femmine 1159, maschi 941.

In questo contesto è la mancanza della mano pubblica, e il raffazzonamento della politica locale che latita, mentre una prima risposta potrebbe, e dovrebbe, partire proprio da Vico del Gargano, comune capofila del Distretto Socio/Sanitario, dove esiste inutilizzato da anni un edificio ristrutturato con fondi pubblici per farci un ospedale, una delle tante incompiute, con una capienza fra 120 e 150 posti, ormai abbandonato e restituito alla proprietà monastica, e dove agevolmente si potrebbe attuare, con estrema facilità, quell’integrazione continuamente richiamata e necessaria fra strutture sanitarie e residenze anziani.

Inoltre, l’intervento pubblico svolgerebbe l’importane e vigile funzione di termine di paragone per misurare gli standard di qualità, e il protocollo sui servizi residenziali minimi, che metterebbero gli anziani nella condizione di essere trattati con attenzione, amore, cura, rispetto.

Su tale delicato tema la Regione Puglia, Assessorato al Welfare, ha emanato la “Carta regionale per un invecchiamento attivo, vitale e dignitoso in una società solidale” secondo le direttive europee.

Non si tratta, quindi, di aprire una competizione fra intervento pubblico e privato, ma di integrare e canalizzare meglio le risorse che il welfare della Regione Puglia mette a disposizione dei servizi alla persona, prima che il problema dell’anzianità si trasformi in una drammatica emergenza.

Michele Angelicchio

1 Commento

  1. Mario D

    Nel periodo di Natale dell’anno scorso ho partecipato ad un pranzo con gli anziani dell’UAL di Rodi Garganico. E’ stata un’esperienza bellissima e spero che si ripeta anche quest’anno (anzi, dovrebbero farsi più spesso questi incontri).

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