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Ferruccio Castronuovo: «La fiction non è Cinema»

ferruccio-castronuovoSi sono concluse le sei puntate della fiction “Questo è il mio paese” di Michele Soavi, ma a Vico del Gargano non sono cessate le polemiche e, come per le partite di calcio, si sono scatenate le tifoserie pro e contro il lavoro e programmato sul primo canale della televisione. “Lettere Meridiane”: doveva promuovere il territorio garganico, ma ha prodotto un danno d’immagine… La rabbia di Teresa Maria Rauzino e Ferruccio Castronuovo. Preceduto tempestivamente dal duro comunicato stampa emesso da Ufficio Stampa Basilicata: “Castelmezzano e le Dolomiti Lucane, che stanno vivendo una stagione magica di notorietà internazionale, non hanno alcun bisogno della “promozione” delle immagini della fiction tv “Questo è il mio paese”… si impone la necessità – a parere del C.S. THALIA – che i produttori di fiction, film, audiovisivi, documentari prima di girare precisino a cosa servono le immagini per evitare di ripetere quanto accaduto con la fiction di Rai Uno”.

Sul dopo fiction, e per acquisire un parere qualificato, ci siamo rivolti al regista Ferruccio Castonuovo, una vita dentro i set dei registi più importanti della cinematografia italiana.

Ferro, cosa pensi di questa fiction girata in alcuni comuni del Gargano?
Il mio giudizio è tecnico e generale. Il complesso dell’opera è fatto bene; Michele Soavi è uno che il mestiere lo conosce bene. Possiede un curriculum di spessore e, non dimentichiamo, che viene dal cinema, poi passato alla televisione. L’audience è andata bene poiché il lavoro di Soavi contiene ingredienti per raggiungere lo scopo: i personaggi, che hanno avuto un gradimento del grosso pubblico; la storia, che ad ogni puntata propone un nuovo elemento narrativo di un certo effetto per attirare attenzione; l’attesa della puntata successiva.

Allora, perché tutte queste polemiche?
L’immagine di Vico del Gargano è stata svilita da una serie di scelte narrative che miravano, volutamente, alla non, o scarsa, identificazione del posto e degli ambienti. Infatti, quasi tutte le scene girate in Vico del Gargano, per effetto di un montaggio guidato, faceva apparire il municipio pisello come appartenente al comune di Castelmezzano in provincia di Potenza. Un effetto negativo è stato ottenuto, poi, nell’utilizzo, in alcune sequenze, dell’immagine di monumenti e luoghi di alto valore storico e culturale, come l’Abazia di Calena, trasformandola in rifugio di mafiosi e pecore. Geppe Inserra, che è persona preparata, ha anche qui sottolineato il danno d’immagine patito dall’Abazia. Infine, in tutto lo sceneggiato è costante nella recitazione degli attori l’uso di una, più o meno, inflessione italodialettale calabrese. Non si capisce la ragione.

Ferruccio, si è appena concluso il Torino Film Festival, nessuna pellicola italiana è stata premiata. Cosa significa questo?
Il Cinema italiano sta attraversando un periodo di scarse idee, manca la fantasia per creare storie nuove. Mancano, soprattutto, storie che abbiano un positivo riscontro internazionale. Le nuove tecnologie, oggi, permettono a chiunque di improvvisarsi registi, ma il vero linguaggio del Cinema non si improvvisa e non si impara in un giorno o in un anno. Il Centro Sperimentale di cinematografia di Roma non basta più. Ricordo, a me stesso, che negli Stati Uniti d’America un bravo attore esce dopo ben sette anni di Accademia cinematografica. In Italia bastano due apparizioni in TV che diventi subito attore. E’ il caso di ricordare a tutti di appoggiare quei progetti che mirano a far vedere realmente quanto è bello “il nostro paese”. Chiaro!

Michele Angelicchio

5 commenti

  1. Nicola Pupillo

    Polemiche inopportune e basta

  2. Valentino Fronzi

    l” importante che se ne parli ìììììì

  3. Corinna Panella

    Eh sì, mi pare che la fiction sia servita a farsi molta pubblicità.
    E non mi riferisco al territorio…

  4. Antonio Riccardo Princigallo

    Forse la pubblicità se la fanno sti due che parlano…ma chi se li caga?

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