Halloween festa dei Santi e non dei demoni

festa-hallowen-2Halloween la festa cattolica di cui non aver paura. Cristo ha fatto il grande “scherzetto” alla Morte 

Il parroco della Chiesa Madre San Nicola di Mira don Michele Pio Cardone e i suoi catechisti, hanno fatto giungere una lettera a tutte le famiglie di Rodi Garganico sulla festa di Halloween, osteggiata e addirittura considerata satanica da molti ambienti ecclesiastici.

Il parroco – per il quinto anno consecutivo – la sera del 31 ottobre organizza in parrocchia una festa con tutte le famiglie. Parroco e catechisti non propongono, al termine della loro analisi, una scelta educativa di opposizione alla festa. Essa può essere, invece, occasione per una riscoperta degli antichi motivi che hanno dato origine a questa tradizione, liberandola dalla dimensione puramente consumistica e commerciale e soprattutto estirpando la patina di occultismo cupo dal quale è stata rivestita. Perciò se la festa di Halloween, ben preparata con le sue lanterne di zucca e i suoi fantasmini che bussano alle porte, viene opportunamente evangelizzata, può diventare un potente alleato culturale per parlare e celebrare la sconfitta del diavolo e della morte, ridotti ormai a ombre di se stessi, presi in giro anche dai bambini. In fondo è tutto merito di Colui che ha fornito a tutti la possibilità della vita con la sua stessa morte e risurrezione. E il ricordo dei morti che vivono tra noi si sdoppi nel cristiano ringraziamento per tanti fratelli Santi in cielo e nella preghiera per tanti fratelli in via di purificazione per giungere alla meta.

Non lasciamo che i piccoli crescano senza prendere “confidenza” con la realtà delle cose ultime. Il paradiso di Ognissanti deve essere visto nella prospettiva del purgatorio e anche dell’inferno. Confidiamo nell’intelligenza dei più piccoli e nella loro capacità di distinguere la fantasia, anche un tantino macabra – come a loro piace -, dalla realtà. E dopo le scorribande notturne, non teniamoli lontani da una visita al cimitero, a trovare i cari morti, quelli veri, di famiglia, che riposano in attesa del risveglio, non per spaventare, ma per gioire insieme a noi per sempre.

Si faccia festa, dunque, una festa a lungo attesa, e si spieghi chiaramente che si festeggiano i morti e i santi, l’avvicinarsi dell’inverno, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Si mangino zucche, fave e dolci. Oratori, scuole e famiglie si impegnino in modo positivo e perfino simpatico affinché i bambini vengano educati a considerare la morte come evento umano, naturale, di cui non si debba aver paura.

Tutto ciò, magari anche sotto la forma del gioco, può essere frutto di profonda riflessione e, perché no, di conversione. In fondo, non c’è nessuno che di fronte alla morte non si senta mettere in questione il proprio stile di vita, fosse pure per una volta all’anno… all’inizio di novembre.

 

LE LETTERA DI DON MICHELE E I CATECHISTI – “Carissimi genitori, chi di voi non ha mai sentito parlare della notte di Halloween? Capite che arriva il Natale dalle pubblicità dei giocattoli nella cassetta della posta, dalle luminarie per strada e dai panettoni nei supermercati.

Capite che arriva Pasqua dai quantitativi di cioccolata che si immagazzinano nelle case, dai rami tagliati dagli ulivi dai giardini dei vicini e dal carico di riunioni straordinarie che ti tocca fare in parrocchia.

Capite che arrivano i Santi dall’immensa mole di polemiche che si rincorrono su Facebook. Preti, religiosi, zelanti vari che invece di spiegare bene ogni cosa parlano di Satana e cose demoniache. Il problema, in questo caso, non è demoniaco. È culturale.

L’annuncio del vangelo nel mondo celtico si misurò con questa tradizione che manifestava il desiderio che la morte non fosse l’ultima parola sulla vita umana e testimoniava, a suo modo, la speranza nell’immortalità delle anime. Il cristianesimo comprese che la propria convinzione della costante presenza ed intercessione della chiesa celeste, della comunione dei santi che già vivono in Dio, poteva rinnovare dall’interno l’attesa ed il desiderio che la tradizione celtica celebrava.

La resurrezione di Cristo era l’annuncio che la presenza benedicente dei propri defunti non era pura illusione, ma certezza dal momento che noi, i viventi di questa terra, viviamo accompagnati dal Cristo e da tutti i suoi santi. Questa notte offre un’ottima occasione per sfogare e trasformare in gioco tutte le paure più o meno coscienti che ribollono nelle profondità della mente. Molti dei ragazzi di Rodi Garganico da alcuni anni si organizzano per festeggiare Halloween.
Per noi cristiani 31 di ottobre è la vigilia di Ognissanti ed è per questo motivo che insieme alle catechiste vi invitiamo a vivere cristianamente questo giorno partecipando ad una festa organizzata dalla Parrocchia Chiesa Madre di san Nicola dove tutti potranno venire travestiti ci saranno giochi, dolcetti, scherzetti, ma anche una piccola catechesi sui giorni 1 e 2 novembre “TUTTI I SANTI” e “COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI”.

Halloween oggi è una festività dedicata soprattutto ai bambini: una notte di strani incontri, in cui streghe, scheletri, zingari, diavoli e indovini si aggirano muniti di lanterne, ceste e campanelli. Noi come cristiani non abbiamo paura di questa festa. I cristiani non devono vivere nella paura. Molti parlano di questo giorno come un giorno di Satana e del male e allora Gesù non ha reso santi tutti i giorni dell’anno? I costumi di Halloween in se stessi hanno un’importante funzione, che è quella di esorcizzare le paure più arcaiche. I bambini, in questo giorno, hanno infatti la possibilità di travestirsi “terrorizzando” gli adulti, che, a loro volta, sono costretti a essere tolleranti con i bambini.

 

Durante la notte di Halloweennon viene punito neppure quello che è considerato lo “scherzo” più fastidioso. Durante questa notte gli esseri spaventosi, che popolano i nostri sogni: i fantasmi, l’uomo nero, gli animali feroci, vengono messi allo scoperto e i bambini ne assumono le sembianze scacciando via in questo modo le paure e le ansie. Assumendo connotati terrificanti, infatti, si calano in una situazione nella quale possono inconsapevolmente prendere in considerazione la morte di se stessi.

Così il “dramma” viene messo in scena, portato alla luce in una bizzarra notte di espiazione. Da un punto di vista psicologico questo significa la possibilità di depotenziare certe paure, ma nello stesso tempo, questo comportamento implica anche confrontarsi con i problemi che prima o poi entreranno a far parte della cultura delle persone adulte. In ultima analisi, tutti i giochi dei bambini anticipano quello che succederà da grandi. La paura è un sentimento comune a tutte le persone.

Qualche volta si manifesta prepotentemente al punto da paralizzarci. Altre volte è mascherata, nascosta o addirittura negata. Ma che cos’è la paura? È un nostro limite che cerchiamo di ignorare, ma col quale ci confrontiamo continuamente, nella vita di tutti i giorni, sia che si tratti di timori individuali sia che si tratti di timori collettivi. Per liberarci da questa paura reale, ricorriamo a un suo sostituto teatrale, artificioso, volutamente ideato e messo in scena a questo scopo.

I festeggiamenti per la notte di Halloween ne sono un esempio. Il connotato specifico della festa di Halloween va dunque al cuore del problema, che in linea generale, tende ad essere dimenticato dalla maggior parte della gente. L’abbigliamento dei bambini in questa circostanza ha la funzione inoltre di attenuare la loro paura degli adulti. Vi aspettiamo numerosi dalle ore 16.30 di Sabato 31 Ottobre.

Concetta Padalino

1 Commento

  1. Gaetano D

    Signore Dio abbi pieta’ di noi !

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