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Teoria gender, M5S: «La Regione smonti le falsità»

scuola-alunni“Informazioni false in quantità, e soprattutto enorme confusione, che rischia di spaventare inutilmente i genitori. Occorre fare chiarezza, in fretta. Per questo chiediamo alla Regione l’emanazione di una circolare diretta agli Enti locali, che fughi ogni equivoco”. I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Rosa Barone, Gianluca Bozzetti, Cristian Casili, Mario Conca, Grazia Di Bari, Marco Galante, Viviana Guarini e Antonella Laricchia lanciano l’allarme sugli equivoci che stanno nascendo sulla presunta teoria gender (che mirerebbe ad annullare la sessualità dei bambini e a mantenere il controllo demografico) e sull’inesistente sua introduzione nelle scuole attraverso un comma della legge cosiddetta “Buona scuola”, elemento che sta creando tanta apprensione tra i genitori dei bambini delle scuole.

Gli equivoci, artatamente cavalcati da parecchi ambienti, nascono dalle prescrizioni previste dal piano triennale dell’offerta formativa contemplate dal comma 16 dell’articolo 1 della legge, che, comunque, nulla hanno a che fare col gender: “il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori…” “Si sta cercando – affermano i pentastellati – di collegare la legge e questa cosiddetta teoria. In tantissime parti d’Italia si sono svolti incontri pubblici (spesso sostenuti da prèsidi ed enti locali) per mettere in guardia le famiglie dai supposti pericoli della presunta teoria gender e spingerle a firmare un inesistente referendum. Nel corso di questi incontri vengono diffuse informazioni decontestualizzate (estratte dal documento dell’Organizzazione mondiale della sanità) e strumentali, sintetizzate in un volantino esplicativo che prospetterebbero perfino l’insegnamento di pratiche come la masturbazione”.

“Ovviamente – proseguono – il documento prodotto dall’Oms non è strettamente collegato col testo, pessimo, della Buona scuola e mira, tra le altre cose, alla prevenzione delle gravidanze precoci ed indesiderate, alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, alla prevenzione delle violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione”. Da qui l’esigenza di fare chiarezza. “Lungi dal difendere la cosiddetta ‘Buona Scuola’ renziana – affermano i consiglieri regionali del M5S – ciò che riteniamo pericoloso è spargere il panico fra le famiglie diffondendo informazioni a tratti false o decontestualizzate. Prevenire le discriminazioni, quindi il bullismo, la violenza fisica e psicologica, non può che essere un valore aggiunto per la società di oggi, non può che rendere i bambini degli adulti migliori, contrastando, o meglio prevenendo, ciò che purtroppo avviene nella realtà di tutti i giorni. La buona regola per tutti sarebbe cercare le informazioni dalle fonti per evitare strumentalizzazioni su temi così delicati”. Sono innumerevoli – sottolineano – le assurdità che si sono diffuse in maniera virale attraverso sms, social network e, addirittura, convegni e presentazioni di libri, provenienti da alcuni ambienti, credo e spero ristretti, che francamente non hanno nulla a che vedere con i contenuti della legge. Per esempio, invece di dire che, correttamente, la legge vuole ridurre gli stereotipi dei ruoli sociali tra uomo e donna e combattere la violenza di genere con la cultura del rispetto e della reciprocità, alcune menti malate parlano di corsi di masturbazione per bambini dai 0 ai 4 anni, abusi e pornografia ai bambini. Quello che scandalizza e indigna di più – concludono i 5 Stelle – è che questo martellamento ha fatto emergere una serie di pregiudizi e chiusure che inducono a considerare le diversità anormalità e deviazione, premessa che poi può sfociare in discriminazione, bullismo, prevaricazione, omofobia: tutti fenomeni che purtroppo abbondano nella nostra società e nelle scuole, veri nemici dei bambini e dei ragazzi, e autentiche immoralità da contrastare”.

1 Commento

  1. Comunque sia poveri figli nostri che andranno a scuola, una scuola che non sarà mai più quella di una volta….questo è il prezzo da pagare per il progresso della nostra società sempre più malata e stereotipata, c’è poco in cui credere e dobbiamo essere noi genitori i punti cardine dei nostri figli, allontanandoli da deviazioni e falsi modelli.

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