Il Gargano ha abbandonato uno dei suoi figli migliori

testata-gargano-nuovo-1950Questo link vi apre una finestra su una piccolissima parte di un grande archivio.

L’archivio di un giornale che si chiamava “Il Gargano Nuovo”, periodico indipendente fondato nel 1975.

Usciva ogni mese e arrivava perfino nelle case degli abbonati.

Per me oggi è doloroso usare il tempo verbale dell’imperfetto.

E’ amaro sapere che una delle testate giornalistiche più rappresentative del nostro territorio giace (solo) su questo link.

Il Gargano è anche questo e così ha abbandonato uno dei suoi figli migliori, non curante degli sforzi di pochissimi che, anima e penna, si sono spesi fino alla fine.

Anche così muore una terra.

Occorre coraggio, come quello che ebbero nel 1975 un gruppo di garganici, che non avevano nessuna pretesa se non quella di riprendere in mano un filo del passato per rinnovarlo, quello de “Il Gazzettino del Gargano” (1900), poi “Gargano” (1950).

Occorre fare uno sforzo, ritrovare la capacità culturale di dare una svolta, di riprendere in mano la storia e di proiettarla nel futuro, di raccontarla, di criticarla.

“Il Gargano Nuovo” rappresentava un momento di dibattito per guardare al futuro del nostro Territorio.

Ed è il futuro che oggi manca.

Ed è il futuro che oggi dobbiamo provare a scrivere.

Francesco A. P. Saggese

Dedico queste parole a Pietro Saggese, collaboratore prezioso ed indimenticabile de “Il Gargano Nuovo”

1 Commento

  1. Vincenzo Campobasso

    Ieri, mentre nella chuiesa-santuario della Madonna della Libera, si celebravano i funerali dell’amico Pietro, co-redattore e collaboratore de IL GARGANO NUOVO, ci siamo trova in tre a parlare di questa testata che, da cartaceo mensile, è passato ad essere virtuale ed occasionale, solo per la pervicacia della professoressa Teresa Maria Rauzino. Non sappiamo cosa precisamente abbia decretato la brutta fine di tale periodico, meritevole di ben altra sorte, dopo i successi mietuti in tanti anni di vita. Mi viene di pensare all canzone in cui si dice che LA TELEVISIONE HA UCCISO LA RADIO. La radio, in verità, anche se un po’ adombrata dai successi della TV (spesse, spessissime volte TV.SPAZZATURA!), pare ancora sopravvivere, almeno per i molti programmi musicali e per i notiziari; IL GARGANO NUOVO, ahimé! – anzi, ahinoi! – sembra defunto, come Pietro. E si pensava che, come per Pietro, anche per questo giornale si dovrebbe procedere alla mesta cerimonia dei funerali, per decretarne ufficialmente la scomparsa. NESSUNO, NESSUNO dei vecchi sostenitori, NESSUNO dei vecchi abbonati sembra aver preso vera e profonda coscienza di questa lacrimabile realtà. Chi racconta più cosa avviene sul nostro territorio? Chi, stando a Rodi, viene a sapere quel che è successo a Manfredonia, a Monte Sant’Angelo ed altrove, nel Gargano? Ci si affida all’informazione che qualche “blogger”, come Marco Sciarra, con Rodi on line, e qualche altro, che fanno da ripetitori di notizie quasi captate nell’aria. Ma l’esigenza di conoscere realtà in modo più approfondito, talvolta non viene sufficientemente soddisfatta. Questa volta, comunque, è proprio un po’ il virtuale, colpevole di aver ucciso il cartaceo, facendo venir meno anche il piacere di intridersi di odore d’inchiostro le dita che sfogliavano le sia pur poche (ma grandi, anche per ampiezza!) pagine di quel giornale. Certo, certe notizie arrivavano “in differita” alla nostra conoscenza; ma ci pervenivano più mature, più, per così dire, ponderate. Davvero dobbiamo dare l’addio a questo storico periodico? Davvero dobbiamo decretarne la fine? Davvero dobbiamo celebrare i suoi funerali? Non esistono sponsor capaci di ridargli forza, di riportarlo in auge, di tenerlo in vita, come meriterebbe? Qui, ci vorrebbero delle risposte. Le riceveremo?

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