Associazioni garganiche a raccolta in difesa Kàlena

abbazia-kalenaMartedì 8 settembre, dopo la messa alle ore 18.00 in chiesa madre, si scenderà in processione all’abbazia di Peschici, aperta al pubblico solo in questo giorno dell’anno

Il “Centro Studi Giuseppe Martella”, in occasione dell’annuale festa religiosa dedicata alla Madonna di Kàlena, chiama a raccolta a Peschici le Associazioni garganiche, per porre, ancora una volta, all’attenzione di tutti, la fine ingloriosa di un prezioso monumento che ha conosciuto secoli di gloria, potenza e ricchezze. Incuria e abbandono stanno gradualmente distruggendo l’unica testimonianza-matrice della nascita e crescita della cittadina garganica.

I monasteri benedettini del Gargano furono centri di vita e di spiritualità. I ruderi di questa civiltà, dimenticati tra i rovi e le ortiche, in questi ultimi anni sono stati rivisitati, e richiamati in vita per testimoniare il loro illustre passato, ma anche per richiamare l’attenzione dei tanti visitatori che affollano le spiagge del Gargano, nell’intento di limitare l’asimmetria economica tra i Comuni dell’interno e quelli rivieraschi. E così l’Abbazia di Pulsano, affacciata sul magnifico golfo, e l’Abbazia di Monte Sacro, in un’oasi di silenzio e di pace, compaiono negli itinerari culturali e spirituali del Gargano, insieme al Santuario di San Michele Arcangelo.

Manca all’appello l’Abbazia di Kàlena, in agro di Peschici (Foggia). Finita nelle disponibilità di un patrimonio privato, l’Abbazia è al centro di un contenzioso che si trascina da anni tra la Proprietà e le Istituzioni dello Stato preposte alla sua tutela. Una Proprietà (la famiglia Martucci) che ha depositato qualche tempo fa in Soprintendenza e al Comune di Peschici un progetto per la trasformazione dell’Abbazia in un relais a cinque stelle, con annessi campo da golf e piscina. La notizia non sorprende nessuno, vista la devastazione del paesaggio da Vieste a Peschici. Indigna, però, perché Kàlena è l’unica e l’ultima reliquia storica, in un territorio sovraccarico di stelle cadenti che emanano fumo di pizze e panzerotti.

E’ dal 1997 che stiamo sollecitando le Istituzioni preposte alla tutela e la cittadinanza (non solo di Peschici) a salvare l’ abbazia, ma il nostro appello è rimasto inascoltato. Mille promesse, i fatti pochi, anche se importanti rispetto al passato. La statuetta della Madonna di Kàlena è stata restaurata ed affidata alla Chiesa Matrice di sant’Elia profeta. L’abbazia oggi, al contrario del 1997, è totalmente vincolata, compresa una piccola area prospiciente (la cosiddetta “area di rispetto”).

Una serie di fondi pubblici stanziati e persi, o solo promessi … Di concreto c’è stato soltanto un piccolo intervento della Soprintendenza per risanare le creste murarie, a spese della proprietà (intervento a danno). Non sono seguiti altri congrui lavori concordati che la proprietà era tenuta ad eseguire per consolidare l’abbazia!

Il nostro sogno è di vedere l’abbazia restaurata nella sua interezza e restituita alla fruizione dei fedeli e dei cittadini del mondo, desiderosi di conoscere la nostra storia e la nostra cultura. Solo la volontà politica (che finora è stata velleitaria per non dire assente) potrebbe realizzare questo sogno. Basterebbe espropriare l’abbazia per pubblica utilità! Sarebbe veramente ora di fare questo passo decisivo! Altrimenti l’abbazia è persa! Ha raggiunto uno stato di degrado inaccettabile per un monumento del IX secolo d.C.

Teresa Maria Rauzino
presidente Centro Studi Martella di Peschici

1 Commento

  1. Santa Picazio

    Ho condiviso sulla pagina di Archeoclub d’Italia sede di Foggia per divulgare l’informazione.

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