Peschici: né abusi né favoritismi in commissione. Assolti ex sindaco e altri sette imputati

peschiciAssolti Domenico Vecera, 46 anni, all’epoca dei fatti sindaco di Peschici; Carlo Pietro Follieri, 69 anni, dirigente dell’ufficio tecnico comunale e coinvolto nella vicenda perchè era il presidente della commissione esami­natrice; Giuseppe Mastromatteo, 46 anni, segretario della commissione ­Daniela Dattoli e Carlo Vallese, ri­spettivamente di 45 e 55 anni, com­ponenti della commissione; Domenico Martino (43 anni), Elia Rocco Tavaglione (46), ed Ettore Gravino (35) che risultarono legittimamente vincitori del concorso.

Non ci fu alcun abuso nè favoritismo da parte della com­missione esaminatrice del concorso che cinque anni fa assunse tre tecnici al Comune di Peschici. L’ha sancito il Tribunale di Foggia assolvendo otto imputati tra ex sin­daco, componenti della commissione e 3 vincitori del concorso. I fatti con­testati risalgono al gennaio del 2010, l’udienza preliminare davanti al gup si concluse nel luglio del 2014, cui è seguito il processo durato poco meno di un anno ed al termine del quale i giudici della sezione collegiate hanno assolto tutti gli imputati, come del resto aveva chiesto lo stesso pubblico ministero in requisitoria alla luce di quanto emerso nel corso dell’istrut­toria dibattimentale dall’interrogato­rio dei testimoni e dagli atti acqui­siti.

Assolti quindi Domenico Vecera, 46 anni, all’epoca dei fatti sindaco di Peschici; Carlo Pietro Follieri, 69 anni, dirigente dell’ufficio tecnico comunale e coinvolto nella vicenda perchè era il presidente della commissione esami­natrice; Giuseppe Mastromatteo, 46 anni, segretario della commissione ­Daniela Dattoli e Carlo Vallese, ri­spettivamente di 45 e 55 anni, com­ponenti della commissione; Domenico Martino (43 anni), Elia Rocco Tavaglione (46), ed Ettore Gravino (35) che risultarono legittimamente vincitori del concorso. Il collegio difensivo (gli avvocati Aurelio Follieri, Gianluca Ur­sitti, Costantino Squeo, Carlo Janna­relli, Vincenza Pupillo, Giovanni Maggiano, Giuseppe Simone) nel richia­marsi alla richiesta di assoluzione avanzata dallo steso pubblico mini­stero, ha sostenuto in arringa che non ci fu alcun abuso e favoritismo e che il concorso si svolse regolarmente. La commissione esaminatrice in­sediata dal Comune di Peschici cinque anni fa aveva favorito alcuni candidati a scapito di altri, secondo l’iniziale impostazione accusatoria che non ha però retto al successivo e decisivo vaglio dibattimentale. Al concorso si erano presentati in 36, poi ridotti a 7, dopo la prova scritta.

La Procura ipo­tizzava che fossero state violate leggi e regolamento dei concorso del Comune, in base al quale «il candidato dopo aver svolto il tema, mette il foglio in una busta senza firmarlo o apporvi altre sottoscrizioni» che lo rendano iden­tificabile. L’accusa sosteneva invece che furono favoriti i tre candidati per un posto a tempo indeterminato nell’amministrazione comunale, a sca­pito di altri due candidati. In che modo sarebbe, stato falsato il concorso, se­condo la prospettazione iniziale accusatoria? «Facendo apporre sugli elaborati scritti e su un altro foglio dl consegnare in busta chiusa e contenente anche le generalità del concorrente, un codice alfanumerico composto da tre lettere e tre numeri in modo da rendere individuabile l’autore dell’elaborato», recitava il capo d’imputazione in relazione all’accusa di concorso in abuso in atti d’ufficio La difesa replicava sin dal primo mo­mento che non ci fu alcun abuso, alcun danneggiato, che il concorso fu vinto da chi aveva i requisiti, che il codice alfanumerico non era vietato e che era comune a tutti gli elaborati.

L’inchiesta sfociata nel processo e ora nell’assoluzione degli otto imputati (un nono imputato, un ex am­ministratore era stato già prosciolto nella fase istruttoria) è una costola dell’indagine denominata «Clessidra» dell’ex Procura lucerina e dei cara­binieri sfociata nel blitz del 3 dicembre del 2010 con l’arresto a Peschici di 23 persone, finite in carcere e/o ai domiciliari, tra amministratori comu­nali, tecnici e dipendenti, comunali, imprenditori locali e di Foggia, pro­fessionisti accusati a vario titolo di associazione per delinquere, turbativa d’asta, falso corruzione, estorsione; il processo «Clessidra» è ancora in cor­so.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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