La Quaresima dei furbi

don michele pio cardoneLettera del parroco della chiesa madre San Nicola di Mira alle famiglie per la Quaresima 2015

Cari Parrocchiani,

iniziamo il tempo della Quaresima, percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno. La Quaresima indica il tempo che va dal mercoledì delle Ceneri fino all’inizio del Santo Triduo Pasquale. Come quaranta furono i giorni che Gesù trascorse nel deserto digiunando, pregando, e resistendo alle tentazioni (Mt 4, 1-11). La Quaresima però ha il suo modello nei quarant’anni che ci vollero per passare dalla schiavitù d’Egitto alla Terra Promessa. Dio volle portare via questo popolo dalla schiavitù, e iniziare così un lungo cammino nel deserto del Sinai. Un piccolo deserto, che si poteva attraversare con molto meno tempo, ma il Signore, prima di riconsegnare la terra, la loro terra agli ebrei, quella che Lui stesso aveva loro dato, voleva rieducare questo popolo, perché gli ebrei arrivati in Egitto, nonostante la schiavitù si erano allontanati da Dio.

Arrivati al Sinai, il Signore, si fece prendere da grande entusiasmo e chiamò sul monte Mosè per consegnargli le tavole dei dieci comandamenti, ma quel popolo, impaziente e stanco di aspettare Mosè, perché passavano i giorni, si costruirono un vitello d’oro e lo adorarono come se fosse Dio. Allora l’ira del Signore si accese, ma Mosè intervenne pregando ed intercedendo perché desse loro un’altra opportunità; e per quarant’anni è avvenuto un processo di “rieducazione”, e questo possiamo affermare sia la Quaresima, è il deserto della rieducazione. Quante volte anche noi ci stanchiamo, ci dimentichiamo di quello che il Signore fa per noi e ci costruiamo i nostri idoli? Approfittiamo di questo tempo di grazia tenendo lo sguardo fisso su Cristo e sulla sua Parola, immergendoci nella preghiera dialogata con Dio, accostiamoci in questi giorni ai sacramenti, soprattutto a quello della riconciliazione, e prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone e alla penitenza. Si può parlare ancora di Quaresima? Digiunare per dieta o per fede? Perché molti con facilità mettono in pratica i consigli del medico e considerano sorpassate le concezioni religiose in materia? Si può ancora parlare di Quaresima e di penitenza per l’uomo di oggi? Se il digiuno lo propone il prete, è una imposizione. Se è il dietologo a proporlo è legge sacrosanta da osservare quotidianamente con scrupolosità e con controlli periodici.

Se una donna prepara una bistecca, tutti sbuffano: uffa… la solita carne! Se la Chiesa dice è venerdì di quaresima: c’è astinenza dalla carne; magari ti viene voglia di bistecca! Forse è importante domandarsi: ma cosa c’è dietro questa proposta di sacrificio, di mortificazione? La madre Chiesa che propone un cammino di penitenza, ha lo stesso scopo: rendere una creatura umana più forte, più bella interiormente, più realizzata, il più simile possibile a un risorto: a Gesù risorto. Ecco la Quaresima.

Un tempo particolare (40 giorni e poi Pasqua) che mi viene donato per impegnarmi a crescere nella mia umanità, nella mia interiorità, nel mio spirito.

Ci vuole innanzitutto un cambiamento deciso (metànoia, la chiamano i greci = cambiamento del modo di pensare e di vivere), una conversione, un modo deciso di rottura di un comportamento. La Quaresima inizia e vale soltanto per chi lo vuole. E’ inutile continuare il discorso se tu non vuoi cambiare in meglio te stesso. Si continuerà a vivere la Quaresima dei furbi . E’ necessario conoscere questa vita nuova che è Gesù Cristo dandosi del tempo per una familiarità più quotidiana con la Parola di Dio (leggendosi il Vangelo, andando a Messa…) e decidere in che cosa io devo cambiarmi. Buon carnevale allora, a chi non vuole impegnarsi o fa finta di farlo, per chi pensa che la vita sia tutto un carnevale e che le maschere possono durare sempre.

Maria, Madre di Misericordia, ci prende per mano, Lei che la Quaresima l’ha fatta tutta la vita e sa bene come si fa a diventare discepoli di Suo Figlio Maestro, ci accompagni in questo cammino di discernimento e ci aiuti ad esaminare con autentica fede le nostre coscienze.

Don Michele Pio Cardone

2 commenti

  1. Lucia Albano

    Bravo don Michele Pio,bellissime e Sante riflessioni…nonché utilissimi consigli per la “Metanoia” con l’aiuto del digiuno e della preghiera….Grazie per la tua piccola catechesi che arriva anche in un Paese lontano!

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