Il dg di Bancapulia: «I pugliesi non hanno perso i loro soldi»

bancapuliaDario Accetta rileva che “sono state messe in giro voci molto pericolose” e che la solidità dell’istituto” è fuori discussione”. La questione dei duemila investitori e il prezzo del titolo.

Dario Accetta, direttore generale di Bancapulia, negli ultimi tempi il valore delle azioni di Veneto Banca, gruppo che comprende anche l’istituto pugliese, è crollato dell’81 per cento. Che succede?
«Prima di tutto distinguiamo Veneto Banca da Bancapulia. Poi vorrei dire che è stato valutato il prezzo di diritto di recesso, ma non possiamo ancora affermare che è crollato il prezzo del titolo. Solo nel momento in cui saremo quotati in Borsa il mercato ci dirà, sulla base dell’andamento attuale e delle prospettive future, quale sarà il valore delle nostre azioni».

Si parla di 13 euro ad azione, molto meno dei 39 iniziali.
«Sarebbe scorretto se le dicessi una cifra. Lo dirà il mercato. Possiamo dire che sarà più basso del valore di 39 e mezzo ma non sappiamo ancora dire a quanto ammonterà. Per questo è prematuro arrivare a conclusioni. Non è detto che il prezzo del titolo sia crollato dell’81 per cento. Ci tengo a rimarcare un’altra cosa».

Prego.
«In questi giorni ci sono stati attacchi smodati su Bancapulia che ha liquidità abbondante, non ha mai evitato di pagare un solo centesimo a un cliente riguardo interessi o obbligazioni. Non so come si sia fatto a descriverla in situazione pre fallimentare. Ieri ho letto di 200mila soci truffati, ma Bancapulia ha 500 soci. Tutto questo è pura pazzia, sono voci pericolose. Pur essendo una banca non di grandi dimensioni, abbiamo un centinaio di sportelli, Bancapulia funziona bene e fa parte dei 14 gruppi controllati da Bce. Quindi anche noi abbiamo i nostri controlli».

Peccato che se qualcosa di brutto succedesse a Veneto Banca, si rifletterebbe anche su Bancapulia.
«Senza dubbio, ma voglio ricordare che si tratta di due società distinte».

Intanto chi volesse avvalersi del diritto di recesso nell’ultimo mese si è accorto che il valore delle sue azioni è passato da 39 euro e mezzo a 7,30 euro. Non è rassicurante come messaggio.
«In questo momento ci stiamo trasformando in società per azioni per quotarci in Borsa, cosa che non abbiamo scelto, attraverso un aumento di capitale. Siamo ottimisti, pensiamo che le cose possano andare per il verso giusto. L’unico parametro che non funziona è il capitale, ma abbiamo la pre-garanzia di Banca Imi sull’aumento di capitale. Se per assurdo nessuno dei nostri soci non facesse aumento di capitale, lo farà Imi che si è accordata con le principali banche internazionali. Per cui anche il gruppo Veneto Banca che ha avuto momento travagliato si è già messa nella condizione di potersi mettere in ordine».

C’è ormai chi addirittura fa il confronto con Banca Etruria. Secondo uno schema simile a quello applicato ad Arezzo e dintorni, ai clienti interessati all’accensione di un mutuo o alla sottoscrizione di un prestito, Bancapulia presentava un’offerta all’apparenza molto conveniente: tassi agevolati a fronte dell’acquisizione di azioni vincolate per 24 mesi. Eppure già a metà luglio c’erano i primi segnali di allarme. I clienti pugliesi sono stati avvisati in ritardo di quanto stava accadendo?
«Il paragone con Etruria non regge. Loro sono in una situazione di commissariamento. Noi non siamo commissariati e con la trasformazione in società per azioni proseguiremo con l’attività ordinaria. Abbiamo qualche contestazione anche come Bancapulia, però non sui titoli di Bancapulia, ma su azioni di Veneto Banca sottoscritte da alcuni dei clienti di Bancapulia».

Quanti clienti pugliesi sono in questa situazione?
«Circa 2mila persone che, tramite l’associazione dei consumatori, hanno fatto un esposto. Vorrei però ricordare che Bancapulia ha 150mila clienti. Il fenomeno c’è e non dobbiamo trascurarlo e sottovalutarlo. Ma abbiamo contestazioni dall’1,5 per cento dei nostri clienti. Ciò detto, andremo a vedere caso per caso in cui sono stati venduti male titoli o in cui può esserci stata malversazione».

Non esclude quindi che qualche dipendente abbia lavorato male?
«Non si può mai escludere, siamo tanti. Ma le regole sono chiare».

Nel caso fosse confermato?
«Chiunque può fare dei reclami dimostrando che ha subito un danno. Se è stato malversato abbiamo il nostro ufficio reclami che si metterà in moto. Ma ripeto, parliamo veramente di una piccola percentuale. Non mettiamo a rischio tutti gli altri investimenti dei 150mila clienti di Bancapulia. Qualcuno ha addirittura parlato di crack, che vuol dire fallimento. Per l’1,5 per cento dei clienti? Si fallisce per ben altri motivi».

Il Movimento consumatori pugliesi attacca e presenta denunce penali. Fra i circa 2mila azionisti pugliesi coinvolti ci sono anche alcuni imprenditori che insieme con le operazioni bancarie acquistavano grossi pacchetti di azioni e adesso si ritrovano sul lastrico. Gente che aveva investito fino a 300mila euro.
«Da un certo punto di vista sono più preoccupato delle piccolissime operazioni perché può essere che qualche cliente non avvezzo si possa far convincere. Invece se uno investe quelle cifre così rilevanti vuol dire che è in condizione, se non informato, di farsi informare prima di farlo. Operazioni del genere prevedono dei consulenti, evidentemente. Ma voglio ribadire che non siamo una mosca bianca. Gruppi più grossi di noi hanno dovuto accorpare le azioni per farle significare qualcosa».

Dalle prime testimonianze di alcuni risparmiatori pare che alcuni operatori di banca abbiano realizzato per i loro clienti profili non conformi alla realtà, facendo passare degli sprovveduti per degli esperti finanziari. Possibile?
«Tecnicamente no, in pratica vale il discorso di prima. Abbiamo dei regolamenti che dicono che questo non si deve fare. Noi però vogliamo andare a vedere caso per caso. Se fosse successo, tuteleremo i nostri clienti. Faremo approfondimenti».

Direttore, di chi sono le responsabilità di questa situazione?
«Non vedo responsabilità, a parte quelle sulle singole operazioni che accerteremo. Piuttosto bisogna considerare che il mercato è stato stravolto nel giro di pochissimi mesi. Al di la della crisi, c’erano cooperative vigenti da 140 anni sempre con le stesse regole che ora dovranno valutare i patrimoni sulla base della quotazione in Borsa. Quella accelerazione (la riforma del governo per le banche di credito cooperativo) ha modificato gli equilibri. Tutto ciò unito ad una Bce che in un momento di grandissima crisi come questa chiede di elevare i patrimoni delle banche e le relative garanzie. Insieme, le due cose hanno stressato il sistema. Inevitabile che ci fosse qualche scossone».

Si parla di panico agli sportelli di Bancapulia. È così?
«Onestamente no, quelle che chiamano file agli sportelli non ci sono state. Abbiamo avuto qualche cliente che ha ritenuto di mettere i soldi sotto il materasso, sbagliando. Perché capisco se si hanno obbligazioni subordinate, ma i conti corrente sono fuori pericolo. Sottolineo che noi le nostre obbligazioni subordinate le abbiamo sempre piazzate sul sistema degli istituzionali».

Cosa sente di dire a quei 2mila risparmiatori pugliesi?
«Mi sento di dire che intanto non hanno ancora perso quei soldi che dicono di aver perso. Ci sarà una flessione del valore del titolo. Ma se hanno fiducia e seguono la banca, quei valori torneranno in alto. Ci metteremo in condizione di essere contendibili. Questo comporta il fatto che dei contendenti si metteranno in competizione per acquisirci e ciò sarebbe un buon viatico per il recupero di valore del titolo. E poi voglio ripeterlo, se troveremo situazioni anomale le correggeremo».

Antonello Cassaon per Repubblica Bari

1 Commento

  1. Crea Zioni

    E facile infangare una reputazione se si resta ancorati nella propria ignoranza. Leggete e informatevi

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