Vico del Gargano: il non decidere. Una storia infinita

calenellaLa processione della Madonna del Carmine è andata benissimo; un colpo d’occhio da cinemascope, l’apparato delle autorità al completo e a vivacizzare la giornata ci ha pensato Antonella Soccio con l’articolo su l’Attacco di ieri, 16 luglio, “Piana di Calenella, movimenti e compravendite”. Chi volesse percorrere con la memoria, e la lettura di atti, la storia degli ultimi anni di vita amministrativa del nostro paese, troverebbe tutti gli elementi utili per comprendere il lento ma inesorabile declino di una comunità “governata” con vista miope e dal pensiero in libertà.

Le briglie sciolte, lasciate per convenienza elettorale e voto di scambio, al consumo del suolo e alla monocoltura del mattone e dei cubi di cemento armato, hanno determinato in una consistente fetta di vichesi l’illusione che si potesse abusare all’infinito del filone delle costruzioni e del facile guadagno. Nessuna amministrazione del passato remoto e recente, fatta eccezione per rari esempi che ricorderemo, ha spiegato con chiarezza, coraggio e senso di lungimiranza, che la pratica della cementificazione facile, in un territorio splendido ma delicato, se abusata, e in alcuni casi violentata, prima o poi avrebbe portato alla paralisi odierna, agli scempi di alcuni quartieri di Vico del Gargano e alla distruzione di San Menaio. A questo proposito torno a citare il pensiero, più volte espresso, da uno dei più lucidi economisti, ordinario di economia politica presso l’Università di Bologna, il prof. Stefano Zamagni: ”…nessuna economia è cresciuta e si è sviluppata con il solo mattone.” Pensare di esercitare una leva impropria sul versante delle case, al 60% disabitate, in una realtà consunta e arretrata come quella di Vico del Gargano, è pura follia. Come uscire da questo fondo di sacco? Non certo con le larghe intese e non certo con l’amministrazione di minoranza eletta con 1510 voti. Le larghe intese sono larghe per far passare solo gli aggiustamenti a titolo risarcitorio, mentre tarda ad arrivare una lettura e, soprattutto, il pensiero dell’amministrazione in carica sul senso strategico da dare al depositato PUG. Si tratta di un Piano Urbanistico Generale di espansione? Allora, si dica chiaramente dove si espanderà e chi sono i beneficiari dell’espansione.

Si tratta di un PUG di valorizzazione e riqualificazione? Si dica, alla luce del sole, cosa si va a riqualificare e valorizzare, e chi sono i beneficiari. Si tratta, invece, di un Piano di tutela e di regole?

Allora, si spieghi, cosa c’è da tutelare e regolare e chi incapperà nelle tutele, punto. L’eccesso di attenzioni sulla Piana di Calenella e dei dintorni è la dimostrazione lampante che non si è imparato nulla dal passato e i prossimi appetiti sono pronti a reiterare l’assalto, naturalmente tutto questo “per il bene del paese”. La sostanziale integrità di Calenella è frutto di un lungo, consolidato, cinquantennale dibattito politico che ha posto come condizione, per un razionale utilizzo, la salvaguardia della piana. É giusto chiedersi: ”Per farne cosa?” Disegnare per i prossimi anni una diversa economia, più o meno, integrata, fruttuosa, intelligente, equilibrata su fronti nuovi non sarà cosa semplice. Occorrono risorse, capacità e professionalità che allo stato attuale non compaiono all’orizzonte. La chiamata degli Stati Generali sul Turismo attivo, tenutasi a Manfredonia, dove ho incontrato pochi, rari, quasi nessuno nostri amministratori, con il patrocinio della Regione Puglia e di PugliaPromozione, ha evidenziato che il Gargano ha diverse carte da giocare, sopratutto sulla vasta gamma del turismo plein air: orienteering; trekking e manca il golf.

“Questo è un segmento molto appetibile, ma c’è moltissimo da fare perchè bisogna adattare l’offerta del territorio per intercettare sui mercati internazionali la domanda – ha detto Silvia Godelli, Assessore regionale al turismo – Su questo fronte ci si scontra con l’arretratezza culturale, ma sono convinta che possiamo bruciare i tempi e che ce la faremo”. Intanto, a Vico del Gargano, si aspetta impazienti la prossima processione, per il prossimo colpo d’occhio.

Michele Angelicchio

5 commenti

  1. Falco Michele

    Silvia Godelli non è più assessore al turismo e la pratica del Golf non è pensabile sul Gargano a causa del dispendio enorme di acqua che ne comporta (e sul Gargano, soprattutto in estate, non possiamo permetterci sprechi di acqua)

  2. Giuseppe Fabio

    Ma questo pezzo non è vecchio? Michele Angelicchio

  3. Michele Angelicchio

    Giusè, questo pezzo è del 2013, ripescato in automatico da Fb…

  4. Michele Angelicchio

    Michele Falco, il pezzo è di due anni fa e dove nascono, crescono e maturano pomodori può maturare anche un campo da golf…..

  5. Falco Michele

    Mi sa che abbiamo idee diverse sul come sviluppare il nostro territorio. I campi da golf lasciamoli a chi ha risorse idriche. E lasciamo in pace i pomodori.

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