Ok dalla Puglia al referendum contro Sblocca Italia

no-petrolio-adriaticoCon voto unanime il Consiglio regionale della Puglia ha approvato i testi dei quesiti referendari per l’abrogazione delle norme contenute nello “Sblocca Italia” e “Decreto sviluppo”  sulle procedure autorizzative per le ricerche petrolifere in mare. Quello della Puglia è il secondo Consiglio regionale che si esprime in questa direzione, avvicinando il traguardo delle cinque assemblee il cui voto è necessario a promuovere dinanzi alla Cassazione la richiesta di referendum. Il parere definitivo di legittimità spetta successivamente alla Corte Costituzionale.

Nei prossimi giorni è atteso il voto di altre sei Assemblee legislative che hanno preannunciato di voler recepire i testi delle proposte elaborati dalla struttura tecnica della Conferenza dei presidente delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e concordati all’unanimità nella seduta della Conferenza dello scorso 11 settembre.

Sempre con voto unanime e per alzata di mano, il Consiglio regionale ha eletto  i vice presidenti del Consiglio Giandiego Gatta e Peppino Longo, quali delegati effettivo e supplente alla presentazione dei quesiti referendari.

“L’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della richiesta di referendum contro le trivellazioni nei nostri mari costituisce un fatto molto positivo”. È il commento del Presidente della Commissione Affari Regionali e componente del Gruppo ‘Noi a Sinistra per la Puglia’, Pino Lonigro. “Il nostro gruppo in Consiglio – continua Lonigro – aveva raccolto per primo le sollecitazioni che provenivano dal Movimento No Triv affinché il Consiglio regionale si pronunciasse in tempi rapidi sulla possibilità referendaria”.

“Abbiamo espresso parere favorevole per la richiesta dei referendum – spiega la consigliera M5S Rosa Barone – fermo restando che riteniamo di importanza cruciale che la Giunta impegni risorse per pubblicizzare ed informare i cittadini, e ciò per scongiurare il pericolo che si stia proponendo un referendum senza preoccuparsi del suo fallimento, pericolo che molti ambientalisti ci hanno trasmesso, qualora non si dovesse raggiungere il quorum”.”Avevamo presentato oggi specifico o.d.g., per impegnare la Giunta, perché non si traducesse solo in un’azione politica ad esclusivo appannaggio del Presidente Emiliano, per la sua personale scalata alla segreteria del PD”, è la critica che la pentastellata muove amareggiata dal rinvio al prossimo consiglio nell’odg proposto dai 5Stelle relativo allo stanziamento di fondi per la campagna referendaria.

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