In migliaia per difendere le Tremiti: «No alle trivellazioni nel mare»

no-trivOggi la grossa manifestazione, attesi cittadini e sindaci da tutta la Capitanata. Si chiede alle Regioni di impugnare l’articolo 35 dello «Sblocca Italia» 

Un assalto pacifico per preservare uno degli arcipelaghi più suggestivi d’Italia, per garantire che il sud dell’Adriatico con il suo fragile ecosistema non sia l’eldorado delle multinazionali degli idrocarburi, delle lobby economiche del petrolio, ma dei turisti e di chi vi abita, tartarughe e delfini compresi. La Rete No Triv non molla e per oggi ha richiamato alle Isole Tremiti quanti da più di tre anni si battono contro le trivellazioni in Adriatico. Una nuova giornata di sensibilizzazione contro le ricerche di petrolio al largo del Gargano e in Adriatico e per fare in modo di bloccare le autorizzazioni già previste in Croazia. Dai porti di Peschici, Vieste, Termoli e Rodi Garganico sono partiti questa mattina circa 3000 persone, compresi quanti hanno risposto all’appello della Lega navale di Peschici, e giungeranno nell’arcipelago delle Diomedee con gommoni e barche private. Dal porto di Rodi salperanno due motonavi, viste le richieste di adesione giunte nei giorni precedenti agli organizzatori.

Alle 14 a San Nicola in mare una lunga catena nelle acque cristalline farà sentire il proprio dissenso. Hanno annunciato la loro presenza i presidenti delle Regioni Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata; il vice presidente della Provincia di Foggia, i sindaci del capoluogo Dauno, di Manfredonia, di Termoli, i primi cittadini del Gargano e di numerosi Comuni molisani. E poi rappresentanti dei sindacati, delle Acli, del WWF e di tante associazioni. Ma il problema non sono le sigle, non si tratta di andare a Tremiti per appuntarsi una medaglietta. C’è l’urgenza di arrivare ad atti concreti, di stabilire una volta per tutte che non si è disposti a svendere l’ambiente per un pugno di royalty: «Siamo contro l’articolo 35 dello Sblocca Italia che abbassa a 5miglia marine il limite dalla costa delle trivelle e contro l’articolo 38 che liberalizza questo tipo di interventi – spiega Raffaele Vigilante, portavoce della Rete No Triv. – Il nostro Paese ha anche gli strumenti giuridici per bloccare la Croazia, ma viste le liberalizzazioni operate dal Governo Renzi temiamo che nessuna interverrà. Per questo anche oggi siamo qui a ribadire che non vogliamo alcuna ricerca di petrolio in Adriatico».

A sei presidenti di Regione, compreso Michele Emiliano, la rete No Triv ha chiesto di impugnare quella parte dello Sblocca Italia che riguarda proprio le trivellazioni, di sollecitare il premier Matteo Renzi ad un confronto tecnico da tenersi sul territorio per riportare in capo alle Regione il parere di Valutazione di impatto ambientale su questa materia. «Non possiamo sempre subire decisioni che metterebbero veramente a repentaglio le nostre coste, il nostro mare e la nostra economia. Abbiamo il dovere come sindaci, amministratori, abitanti di difendere il nostro territorio», conclude Vigilante.

Antonella Caruso per corriere.it

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