Il Paesaggio non si tocca

piana-calenellaIn un precedente articolo “La piana di Calenella, addio”, pubblicato sul quotidiano l’ATTACCO del 21 novembre 2013, dove si annunciava il concreto pericolo di una sostanziosa colata di cemento, lungo il canale della Bonifica Montana, per realizzare un residence di 317 posti con una reception su due piani, prevista nelle dieci lottizzazioni del Piano Urbanistico Generale di Vico del Gargano, redatto dallo studio Ecosfera, ponevo una domanda che, nonostante la mia totale incompetenza in materia, mi sembrava opportuna ed urgente ripensando, e subendo, le tante, infinite sconcezze perpetrate ai danni del territorio, dalla collina al mare: “Può una esigua minoranza numerica appropriarsi del “Paesaggio” e cementificarlo per interesse privato?”.

La risposta arriva, autorevolmente, dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 3652 del 2015 ed una approfondita disamina del Magistrato Consigliere Giuseppe Severini.

Il fondamento della sentenza trova solido ancoraggio nell’Art. 9 della Costituzione Italiana “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

Il giudice relatore bastona un ufficio della pubblica amministrazione, nel nostro caso proprio il Ministero dei Beni Culturali, intervenuto in una questione di Valutazione di impatto ambientale e di bilanciamento di interessi, affermando che “la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, richiede, ad opera dell’Amministrazione appositamente preposta, che si esprimano valutazioni tecnico-professionali e non già comparative di interessi…” Ancora: “Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo anziché occuparsi, come debito suo compito, di curare l’interesse paesaggistico (e di valutare, quindi, in termini non relativi ad altri interessi l’impatto ambientale paesaggistico dell’intervento), ha illegittimamente compiuto una non consentita attività di comparazione e di bilanciamento dell’interesse affidato alla sua cura (la tutela del paesaggio), con interessi pubblici di altra natura e spettanza.”

“Se il giudizio sull’impatto paesaggistico è negativo, il Ministero, per quella che è la sua parte, non può, compiendo un’ammissibile scelta di merito fondata sull’esigenza di dare priorità ad altri e non suoi interessi, esprimere un parere sviato, per quanto condizionato al rispetto di alcune prescrizioni”.

Ancora una volta la magistratura interviene per ribadire la priorità del “valore paesaggio“ su gli interessi pubblici e privati che dovessero attenuare o modificare lo stato del territorio. E, in questo caso, richiama il Ministero dei Beni Culturali, e degli altri Enti e Uffici pubblici, a rientrare nelle sue funzioni di tutela e salvaguardia del patrimonio paesaggistico come bene comune. Vale anche, e soprattutto, per il Parco Nazionale del Gargano e per tanti lavori pubblici fatti a ca..o!

Michele Angelicchio

5 commenti

  1. Max Conte

    si tocca, si tocca. basta mettersi d’accordo sul prezzo…….

  2. Marcello Amoroso

    FARE AMBIENTE E LE ATRE ASSOCIAZIONI HANNO DENUNCIATO CON ESPOSTO IN PROCURAAAAAAAA

  3. Giambattista Delli Muti

    E baia di calenella di vico del gargano

  4. Antonio D

    Spero proprio che non facciano l’ennesimo disastro ambientale. Invece di continuare a distruggere l’ambiente dovrebbe ro mettere in sicurezza quel poco di buono che rimane purtroppo i nostri politici anno la memoria corta riguardo a gliultimi disastri ambientali causati dal menefreghismo di tutti

  5. Vincenzo Di Giorgio

    questa foto è molto vecchia, ve lo assicuro

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