Biscotti: «in via Varano lavori per controllo vegetazione infestante»

centro-visite_1 I lavori in corso presso il Centro Visite del Parco Nazionale del Gargano di via Varano a Rodi Garganico hanno suscitato notevole preoccupazione tra i lettori. Il professor Nello Biscotti ci scrive per chiarire l’equivoco.

“Dove sta lo scempio se si sta cercando di recuperare un vecchio agrumeto? E farlo diventare campo collezione? L’agrumeto è in stato di totale abbandono (da decenni) con molte piante compromesse da stress biotici e abiotici, in più con una forte sviluppo di vegetazione infestante di specie esotiche molto invasive come Ailanthus altissima. A queste seguono presenze di comunità (roveto) a base di Rubus ulmifolius e di canne (Arundo donax). Ailanthus altissima, per sua natura di specie esotica invasiva ha colonizzato l’agrumeto in diversi parti ed era necessario intervenire sia per liberare l’agrumeto da questa invasione, sia per ridurre l’impatto di questo inquinamento biologico che va tenuto sotto controllo nel territorio.

Centro Visite Parco Nazionale del Gargano

Aprile 2014

Il lavori pertanto fin qui svolti, hanno richiesto faticosi interventi di taglio ed espianto delle infestanti e in particolar modo, pur nei limiti di giornate di cattivo tempo, dei vigorosi e imponenti popolamenti di Ailanthus altissima. La specie in questione ha una straordinaria capacità riproduttiva (per seme e per stoloni), pertanto il controllo è particolarmente impegnativo e, non sempre, come è altrettanto noto, con esiti positivi. Si sono resi necessari pertanto non solo lavori di taglio, ma di espianto degli apparati radicali. Quindi lo scempio che si percepisce (vedere è altra cosa) è da attribuire a questi lavori di controllo della vegetazione infestante (specie esotiche) che non ha niente a che vedere con altre questioni (specie autoctone) o di alberi di agrumi che invece si vogliono recuperare.

La collezione, è bene precisare, si realizza recuperando (con mirate operazioni di potatura di riforma) soprattutto vecchie piante, in buono stato fitosanitario, testimoni di accessioni (arancio amaro, arancio biondo, limoni) che ben rispondono agli scopi della collezione. Nello stesso tempo si sono recuperate vecchie piante di melograno, mandorlo, fichi, ciliegi, le quali, come da tradizione colturale, caratterizzavano l’agrumeto garganico.

Si è proceduto poi all’espianto di 5 vecchie piante di agrumi irreversibilmente compromesse anche dall’abbandono colturale; quest’ultime saranno sostituite con nuove piante che riprodurranno insieme ad altre piantate in vecchie fallanze dell’agrumeto, una significativa rappresentazione dello storico germoplasma frutticolo che ha caratterizzato gli storici agrumeti del Gargano”.

Foto di Pietro Carnevale

In effetti, con la delibera di giunta comunale n. 236 del 04/11/2014, sono stati autorizzati i lavori per poter realizzare le opere del progetto “Recupero del Germoplasma Frutticolo Pugliese” di cui al bando del Programma Sviluppo Rurale (PSR) Puglia 2007/2013 – Misura 214 – azione 4 “progetti integrati per la biodiversità”, come da richiesta avanzata dall’avv. Ricucci, presidente del Consorzio di tutela dell’Arancia del Gargano IGP e del Limone Femminello del Gargano IGP.

Nello stesso atto giuntale è chiarito che l’autorizzazione è richiesta per poter realizzare le opere del progetto di che trattasi concernenti la:

  1. Realizzazione degli interventi di miglioramento fondiario finalizzati al riempimento di culture tradizionali di agrumi, sostituendo i vecchi alberi compromessi da attacchi parassitari (movimento terra, sanificazione terreno, scasso e buche). Tale intervento comporterà la integrazione di circa 100 nuove piante, attraverso le quali sarà realizzata la collezione che sarà adeguatamente resa visibili con etichettatura scientifica;
  2. Istallazione di panelli didattici;
  3. Sistemazione del sentiero esistente, ricostruzione del frangivento con canicciate, o in siepi di leccio, ricostruzione del vecchio sistema di irrigazione per “scorrimento” (ripristino delle gore), al fine di ricostruire per quanto possibile lo scenario colturale e produttivo storico.

Autorizzazione che l’ente comunale ha concesso a condizione che la durata di realizzazione del progetto fosse di sei anni e che tutte le spese, ivi comprese quelle di energia elettrica ed acqua, fossero a carico dello stesso Consorzio richiedente.

3 commenti

  1. Carmine d'Anelli

    Caro professor Biscotti, con tutto il rispetto, ma questa eccellente lectio magistralis la proponga ai Suoi studenti. Il fatto poi che Lei si presti alla difesa di noti soggetti che utilizzano il Consorzio agrumario a loro solo scopo e consumo è davvero aberrante. A prescindere che il comune non deve e non può autorizzare nulla perchè l’immobile è un bene del Parco Nazionale del Gargano che, non solo non è a conoscenza dello sciagurato intervento, ma, tanto meno lo ha autorizzato. Il Centro visite, vivo e vegeto fino a qualche anno fa, era appetito di qualcuno da molto tempo! Mi creda! Sarà la prima mia attenzione a tempo debito! Cordialità.

  2. Carmine d

    Lectio magistralis che sa tanto di inutile difesa!

  3. Donato Petrosino

    Concordo con quanto evidenziato nel commento di d’Anelli. Aggiungo pure che non sono evidenti fino ad oggi atti conferitivi della disponibilità di quel bene al soggetto, singolo o consortile, che parrebbe aver richiesto le competenze scientifiche del prof. Biscotti, per cui gli attori di questa azione di bonifica, proprio perché non devono rimanere clandestini, quali parco, comune, consorzio, privato e docente, in presenza dei necessari presupposti di legge, farebbero bene a normalizzare il rapporto inerente l’uso del bene e le corrispondenti finalità,nonché il titolo in forza del quale ciascuno è legittimato a muoversi all’interno del compendio pubblico; ed infine, per buona memoria di tutti, ricordo che è necessario ed obbligatorio, soprattutto quando si utilizzano fondi comunitari, esporre un cartello indicatore per segnalare: la fonte di finanziamento, la tipologia dell’intervento, l’inizio e la fine delle operazioni, il soggetto procedente, il soggetto attuatore, il responsabile dei lavori, il responsabile della
    sicurezza, l’esistenza di un progetto di recupero o di tutela, l’importo del finanziamento, insomma tutti gli elementi conoscitivi che vanno esposti per ragioni non solo promozionali. Se questo fosse avvenuto, nessuno avrebbe gridato allo scempio, ma tutti avrebbero ben compreso, prima e meglio, quanto stava accadendo, anche per quella forma naturale di controllo pubblico sull’utilizzo di risorse che non sono di provenienza privata, controllo che non è affatto superfluo nella corrente stagione politica!

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