Ad un anno dall’alluvione del Gargano

convegno-alluvione-1Un forte grido d’allarme è stato lanciato dai geologi e da tutti i convenuti: “Il Gargano è a forte rischio idrogeologico. O si fanno le opere o si rischia quello che è successo l’anno scorso!”

Bilancio più che positivo del Convegno tenutosi a Rodi Garganico nell’Auditorium “F.Fiorentino” sabato 3 ottobre, che ha visto alternarsi sul palco politici, tecnici, e rappresentanti di vari ordini professionali (dai geologi, ai forestali, agli architetti) e delle associazioni di volontariato operanti sul territorio. Dopo la puntuale introduzione della geologa Giovanna Amedei, che ha spiegato le ragioni che l’hanno spinta alla realizzazione dell’evento, e dopo aver rispettato un minuto di silenzio in ricordo di Antonio Facenna e Vincenzo Blenx (vittime dell’alluvione del settembre scorso a Carpino e a Peschici), il Convegno ha visto, inizialmente, un botta e risposta tra i sindaci e l’assessore Leo Di Gioia, sui finanziamenti della Regione Puglia e statali e su molte opere ancora non cantierizzate. Non sono mancati gli interventi dei consiglieri regionali Giannicola De Leonardis e Napoleone Cera.

Ma l’interesse dei convegnisti era di andare oltre le polemiche di rito. Tutti hanno cercato di elaborare proposte su ciò che ancora si deve fare sul territorio per evitare che eventi simili si ripetano alle prime piogge, come sta accadendo altrove. Molto interessanti, a questo proposito, gli interventi di tipo tecnico. La geologa Giovanna Amedei ha ribadito la necessità, avendo a che fare con un territorio ormai fortemente provato, di provvedere, a breve termine, ad interventi mirati e prioritari, cercando di snellire quanto più possibile la macchina burocratica per ridurre i tempi di cantierizzazione delle opere. Il problema non è solo avere i finanziamenti, ma fare in modo che gli interventi si realizzino in tempi brevi, e non in tempi “giurassici”. Così come diventa prioritario anche predisporre dei corretti Piani di Protezione Civile. Piani che devono essere conosciuti e divulgati, e non lasciati in qualche cassetto di scrivania, com’è ahimè consueta prassi degli addetti ai lavori!

Secondo il geologo Giovanni D’Attoli, oggi, il vero problema non è la permanenza o meno dei Consorzi di Bonifica, ma il ruolo che essi devono avere nella pulizia dei canali. Lo stato di alcuni canali è tale che non basta l’evento eccezionale, ma anche una pioggia sopra la media per creare problemi. Resta anche inteso che è di fondamentale importanza la sinergia dei Comuni per la presentazione di progetti unici, come per il Torrente Romandato che ricade nel Comune di Rodi Garganico, perché non si può pensare di interventi a macchia di leopardo.

convegno-alluvione-2Il geologo Nazario Di Lella, invece, ha ricordato l’evoluzione degli eventi alluvionali nei paesi garganici e di come sia stato stipulato un protocollo d’intesa tra il Consiglio Regionale dei Geologi e il Servizio di Protezione Civile della Regione Puglia. Già in occasione dell’evento del 2014, i Geologi hanno provveduto a rilevare e cartografare i fenomeni di dissesto per una prima analisi e valutazione in tempo reale dei fenomeni associati all’evento pluviometrico.

L’architetto Gianfranco Merafina ha esposto lo spinoso argomento degli abusi edilizi e di come, a seguito dell’alluvione, la Regione abbia provveduto alla nomina di Commissari ad acta per effettuare gli abbattimenti di alcuni manufatti. Si tratta di strutture realizzate senza alcuna autorizzazione in aree vincolate, specie paesaggisticamente e dal punto di vista idrogeologico. Ovviamente, l’abusivismo non rappresenta da sé una causa degli effetti dell’alluvione, ma può rappresentare un serio problema costruire senza rispetto delle regole e comunque, in alcuni casi, limitare il naturale decorso delle acque o aumentare la superficie cementificata.

Infine il dott. Nazario Palmieri ha evidenziato l’eccezionalità dell’evento che si è registrato nel Gargano la prima settimana del settembre 2014, quando nel giro di poche ore sono precipitati circa 900 mm di pioggia. Un dato rilevante su un territorio che ormai è in dissesto. Ecco perché bisogna iniziare a capire, prima di tutto, un concetto: il territorio non ha confini comunali ed è urgente associarsi per fare degli interventi utili, ma soprattutto per iniziare a parlare di prevenzione. Prevenire è sempre meglio che curare.

Tutti i presenti al Convegno si sono detti favorevoli ad altre occasioni di incontro e di confronto, senza dubbio utili per definire le problematiche del territorio garganico. Ineludibili!

 

Teresa Maria Rauzino

2 commenti

  1. Ma la presenza di certi personaggi può essere non ineludibile?….

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