I segreti di «Chepabbash»

la casa della bouganville di chepabbash(DI EUGENIA ROMANELLI)

Gli scorci di questo quartiere di Rodi Garganico regalano un’esperienza turistica sicuramente originale. Addentrandosi nel dedalo di vicoletti, ci si troverà felicemente persi in tracciati intricatissimi: ripide scalinate, archi e archetti, piccole piazze segrete e splendide terrazze panoramiche. Una tale disposizione urbanistica, come anche la distribuzione delle case, rispondeva al bisogno di ripararsi dai violenti venti invernali senza però rinunciare alla vista del mare.

Mare amatissimo dai pescatori, gli antichi cittadini del Chepabbash che, come tutta Rodi Garganico, è un borgo di antiche tradizioni marinare a ridosso di un’alta rupe salmastra incastonata tra oliveti e agrumeti. Proprio adesso, in primavera, è magnifico il concerto delle rondini che sfilzano a strapiombo tagliando in due le viuzze e le piazzette. Ma anche i gabbiani fanno un bel baccano che, insieme al profumo di zagare che si diffonde nei vicoli del quartiere, rendono magica l’atmosfera del Chepabbash, dove: “pria degli uomini, vissero gli dei” (Manicone, Fisica Appula).

centro-storico

Bandiera Blu d’Europa per le spiagge e gli approdi e 4 vele Legambiente, può essere ottimo start per salutare il primo mare 2014. In particolare, quest’anno, l’occasione è il concerto del 1 maggio, con il Ligabue Tribute Band e altri artisti. Ma anche l’estate rodiana non è da meno, con le sue manifestazioni culturali che da anni animano il Chepabbash e tutta la cittadina: dalla festa patronale del 2 e 3 luglio, con mercatini e concerti live di musicisti internazionali, al Rodi Jazz Festival, con la sua settimana di appuntamenti musicali dedicati ai nomi più prestigiosi del panorama jazz italiano, fino alla festa di san Rocco (terza settimana di agosto), con i fuochi d’artificio dei più importanti maestri internazionali di pirotecnica. Di sicuro poi vale una visita il bioarchitettonico Porto Marina “Maria SS. della Libera”, l’unico yachting point dell’Adriatico: inaugurato nel 2009, ha rivoluzionato il profilo urbanistico della città e può vantare di essere il porto turistico più moderno e attrezzato del sud (può accogliere 316 imbarcazioni e ha un fondale che raggiunge i 7 metri!).

Una smart guide per Capabbash e Rodi Garganico? Si comincia con il chilometro di sabbia di Lido del Sole, cuore moderno di Rodi, centro di grande richiamo turistico e meta balneare più gettonata del Gargano; si prosegue con la seicentesca chiesa di San Nicola di Mira, simbolo di Rodi, splendida per il suo campanile in stile greco-bizantino, originariamente torre di avvistamento; e si conclude con la visita al Santuario romanico della Madonna della Libera, dove è venerato un dipinto denso di misteriose leggende. Visti gli ottimi prodotti tipici locali e l’importante tradizione marinara, non possono infine mancare una serie di escursioni gastronomiche: sono una marea i piatti tipici locali, dall’insalata di arance a quella di lampascioni (le agostinelle marinate in olio e limone), dalle cozze gratinate ai canolicchi al limone, dalla zuppa di pesce alla rodiana alla minestra di lumachine, fino ai troccoli ripieni e ai bianchetti marinati. Per gli amanti della natura, invece, tappa obbligata è la Foresta Umbra, coi suoi sentieri dove spiare gli animali selvatici o le greggi./ANSA

7 commenti

  1. Vincenzo Campobasso

    Tracciati dai quali, in ogni caso, orientandosi “a naso”, si riesce sempre a venir fuori. (il grafema -sh sta per il suono -sc nell’inglese, non nel dialetto rodiano; io scriverei – come nel mio vocabolario ho già scritto – CHEPABBàSSC’ [pop, anche CAPABBàSSC’], anche a causa del raddoppiamento della ESSE, che non si può non far avvertire ortograficamente. Faccio appello a chi si improvvisa vernacolista di andarci piano con la “grafemizzazione”: non inventiamo cose che non stanno né in cielo né in terra! Ed io no sempre disponibile per consulenze: sono in f/b ed ho anche il mio indirizzo elettronico: vincenzo.campobasso@alice.it).

  2. Giovanna Carnevale

    più che chepabbasc mi sembra nanz a petr… dove poi a sinistra della foto c’è la strada che porta in piazza sempre a sinistra… ciao Rodi

  3. Rodi Garganico

    È vero quella nella foto è la magnifica bouganville di largo Bovio, da anni amorevolmente curata dai suoi proprietari. All’interno dell’articolo c’è invece la foto che descrive perfettamente i luoghi di cui si parla. Buona lettura…

  4. Giovanna, mentre hai in parte corretto l’ortografia di Eugenia Romanelli (da CHEPABBASH a CHEPABBASC; noi usiamo la doppia SS, non la S-SEMPLICE!), HAI SCRITTO MALISSIMO “davanti San Pietro”. Non è “nanz a petr” (che significa “davanti a pietro”) ma NNANZ’SAMPéTR’ (o, per crasi tra Z e S, NNANZAMPéTR). Meditiamo, prima di scrivere!

  5. marco ognissanti

    Nella lettura, per un profano, è più semplice scrivere “chepabbasce”

  6. Caro Marco. Ancora una volta devo dirmi in disaccordo (non con te, ché, con te è la prima volta che succede). Noi dobbiamo abituare il profano a leggere quello che è scritto proprio come parla. Se scriviamo CEPABBASCE, sarà portato a leggere la desinenza che è muta (ma non è muta la sillaba, che, invece, ha solo suono sordo: lo evidenzio con la presenza del segno di elisione/apostrofo – nelle premesse al mio vocabolario, questa ed altre note spiegano abbastanza bene). Io DEVO scrivere CHEPABBàSSC’, perché sono questi i fonemi che formano la parola. Se non metto la doppia esse, obbligo il profano a leggere la sillaba come semplice, senza forza. Di conseguenza, non leggerà come se parlasse. – Il mio vocabolario è ultimato; sto ora estrapolando i lemmi dei quali significati ho dubbi. Spero di trovare, poi, qualcuno che mi aiuti. Questo blog potrebbe farlo. Intanto, ti ringrazio per avermi chiamato in causa. Per me è comunque una forma di collaborazione. Son pronto ad accettare tutti i dubbi e le richieste di spiegazioni, che cercherò, volta per volta, di soddisfare.

  7. ERRATA CORRIGE: dove è scritto “sono questi i fonemi” biisogna intendere “sono questi i grafemi” (corrispondenti ai fonemi).

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