La storia delle tattiche italiane e della filosofia calcistica

nazionale-calcioL’Italia è da sempre vista a livello calcistico come una nazione difensivista e votata più all’aspetto di contenimento che dello spettacolo. Ovviamente si tratta semplicemente di un pensiero generale, in particolare pensando al Milan di Arrigo Sacchi, alla Juventus di Antonio Conte ed ovviamente alla nazionale di Prandelli. Però il calcio italiano ha da sempre vissuto di grande difesa e di grandissimi attaccanti.

L’esemplificazione perfetta è la vittoria del mondiale nel 2006 con una difesa granitica, valsa al capitano della nazionale Fabio Cannavaro addirittura il pallone d’oro e degli attaccanti sempre pronti a mettere in rete al momento giusto. Lo spettacolo non è mai stato nei geni della nazionale italiana e forse nemmeno delle squadre di club, ma nel corso degli ultimi anni questa tendenza sembra essere cambiata leggermente. Quale  sarà il modulo calcistico che avrà più successo nei prossimi anni. Bwin potrebbe dircelo.

Le evoluzioni calcistiche sono sicuramente qualcosa che va oltre i numeri, basti pensare per esempio al 3-5-2 che ha portato all’esonero di Giampiero Gasperini dopo poche giornate all’Inter pochi anni fa e lo stesso modulo utilizzato da Antonio Conte nella sua Juve che sta dominando l’Italia da tre anni. Infatti la difesa a tre in realtà si potrebbe definire a tratti a cinque, ma l’importante è attaccare e difendere con tutti i giocatori e non semplicemente con un reparto. Questa è la differenza tra una tattica vincente ed una perdente, lo dimostrano la Juventus ed il Napoli dei tempi moderni, così come lo dimostrò a suo tempo il Milan di Sacchi o la Roma di Spalletti.

Fu proprio l’allenatore del Milan, Arrigo Sacchi a rivoluzionare definitivamente il gioco italiano tra gli anni 80 e 90. Il Milan degli olandesi vinse tutto e diede lezioni di gioco a metà Europa. Fu poi Fabio Capello e ancora di più Carlo Ancellotti ad impersonificare il gioco offensivo al meglio ed il nuovo stile di gioco italiano, anche grazie al fatto di avere sempre a disposizione delle squadre straordinarie per mettere in atto le loro idee calcistiche.

La tattica odierna e passata del calcio

Molto spesso gli aspetti tattici del gioco del pallone vengono sottovalutati in molti campionati, questo non succede certamente quando si parla di calcio italiano ed ancora meno di allenatori italiani. Infatti l’aspetto tecnico tattico del gioco è sicuramente fondamentale quando si decide di approcciarsi ad una partita o ad un’intera stagione.

Gli schemi tecnico-tattici devono riuscire ad evidenziare le caratteristiche migliori di ogni singolo giocatore ed ancora maggiormente della squadra come gruppo. Insomma, le semplici caratteristiche individuali di ogni giocatore non sono determinanti di per se stesse, ma possono esserlo in modo più spiccato se un allenatore è in grado di esemplificare ai suoi giocatori le sue idee tattiche e tecniche. Ogni individuo potrà così aumentare in modo radicale la sua efficienza sul campo di gioco.

Alcuni allenatori moderni lasciano un po’ di libertà ai loro giocatori più fantasiosi, ma nella maggior parte dei casi gli allenatori sono dei veri e propri dittatori tattici, prendiamo per esempio Josè Mourinho o Walter Mazzarri, ad allenatori come questi non scappa nessun dettaglio ed un giocatore non può interpretare il modulo o la tattica, deve semplicemente eseguire quello che l’allenatore gli impartisce.

Si potrebbe dire che il calcio moderno inizia con lo schema base che vedeva due terzini, tre mediani e cinque giocatori d’attacco. Si trattava ovviamente di uno schema nel quale i difensori dovevano giocare a zona ed i giocatori che giocavano al centro del campo con le mezze ali erano incaricati di gestire il gioco quando la squadra era in attacco.

Al contrario, in fase difensiva, questi due giocatori dovevano retrocedere per aiutare i terzini nella fase difensiva. Il ruolo del centrocampista centrale era quello invece di contrastare l’attaccante più pericoloso della squadra avversaria. Uno schema che si potrebbe identificare con 2-3-2-3. In questa tattica il ruolo fondamentale era quello del centromediano metodista. Le sue caratteristiche erano quelle di grande resistenza, tecnica, visione di gioco e capacità di aiutare sempre sui compagni.

Con questo schema il gioco era spettacolare, elegante ed ovviamente geometrico perché l’equilibrio tra le differenti componenti della squadra doveva essere perfetto. Il connubio tra fisicità, tecnica e fantasia era ovviamente fondamentale per riuscire ad ottenere risultati soddisfacenti.

Continuano le rivoluzioni

allenatore-1Un’altra tattica celebre era il Sistema WM che seguiva uno schema geometrico legato alla forma di queste due lettere e fu proprio questo schema ad introdurre la vera e propria marcatura ad uomo poi diventata molto celebre anche in Italia. In questo schema c’erano tre i difensori centrali che dovevano marcare i due esterni e l’attaccante centrale degli avversari, i due mediani giocavano più in avanti e sugli esterni le due mezze ali creavano il centrocampo quattro. Ovviamente restavano i tre attaccanti per la fase offensiva, questo tipo di modulo ebbe molto successo in Inghilterra, ma in Italia trovò alcuni ostacoli come nella maggior parte dei paesi latino-americani. La marcatura ad uomo ancora non era assolutamente assimilata ed ovviamente per utilizzare questo schema serviva un talento fisico e tattico eccezionale.

È poi impossibile non citare il celebre sistema MM, in questo schema la difesa restava con la classica forma ad M, ma anche l’attacco assumeva questa conformazione visto che le due mezze ali avanzavano e l’attaccante centrale arretrava così come le due ali esterne. L’esemplificazione perfetta di questo gioco fu quella dell’Ungheria di Puskas e Kocsis assieme al bomber Hidegkuti. Nasce così il centravanti arretrato in grado anche di gestire la palla, giocare di sponda ed essere un vero e proprio riferimento per la sua squadra.

Abbiamo citato questo sistema perché è fondamentale per comprendere il gioco a due punte. L’ennesima rivoluzione a livello tattico è impersonificata dall’allenatore Viani. Con il suo nuovo schema vede il centravanti marcare addirittura l’attaccante avversario, in questo modo il proprio stopper è libero dalla marcatura. Certo che dopo i grandi successi con la Salernitana, l’allenatore arrivò al Milan e non fu certo semplice far comprendere a Liedholm e Schiaffino che dovevano difendere.

Le sue teorie infatti stentarono a prendere piede e dopo la grande delusione d’inizio campionato decise di arretrare anche il mediano di quell’epoca, Bergamaschi addirittura dietro lo stopper. In quel momento il centrocampo fu affidato a Schiaffino che giocava molto arretrato ed ovviamente il contropiede divenne un’arma fondamentale. Fu la partita finita tre a zero contro la Fiorentina a dare il via a questa nuova tipologia di gioco e diede il la ai grandi successi del Milan.

La squadra giocava quindi con un ulteriore uomo in difesa ad aiutare lo stopper centrale, il centrocampo era pieno di giocatori e l’attacco era composto da solamente due attaccanti, a volte tre. Nel Milan  come ala destra giocava Bredesen sempre in appoggio, Schiaffino era ovviamente il regista ed era aiutato dal leggendario Liedholm, che faceva sempre e comunque parte dell’azione.

Il Milan riuscì così a vincere la Coppa dei Campioni e cambiare completamente la modalità di gioco difensivista portandola all’eccesso e facendosi conoscere in tutta Europa. Questo anche grazie alla doppietta in Coppa dei Campioni dell’Inter guidata dal “Mago” Helenio Herrera pochi anni dopo.

allenatore-2Ovviamente con tutte queste informazioni del passato gli allenatori moderni sono stati in grado di trovare le più differenti soluzioni per mettere in campo i propri giocatori. Normalmente nei tempi moderni gli allenatori tendono a far partecipare l’intera squadra sia alla fase d’attacco che è quella di difesa ed i segreti dei grandi successi solitamente sono racchiusi proprio nella voglia che gli attaccanti hanno di difendere. Un esempio classico è l’Inter di Josè Mourinho nella quale non di rado si vedeva Samuel Eto’o giocare come difensore aggiunto sulla fascia sinistra.

Torniamo però ancora un po’ indietro nel tempo. Dopo le vittorie di Milan ed Inter in Europa nacquero i primi terzini fluidificanti. Nomi leggendari come Maldini, Gentile e Cabrini hanno fatto la storia del calcio italiano e lo stesso vale anche per le ali tornanti. Fu il calcio olandese a dare un grande cambiamento a tutto il movimento mondiale con il celebre ‘calcio totale.’ Probabilmente il calcio più spettacolare che si sia mai visto all’opera. Ovviamente però per ottenere dei risultati con un calcio così spettacolare ci volevano degli interpreti straordinari, come per esempio nei tempi moderni ci ha mostrato il Barcellona di Pep Guardiola, ma in Italia questo tipo di calcio non ha mai trovato grande fortuna.

Al contrario il 3-5-2 mostrato dal Milan allenato da Zaccheroni nella stagione 1998/1999 fu l’esemplificazione perfetta del calcio italiano di quel periodo. Il ruolo fondamentale in quella squadra lo giocava il croato Boban ed un altro esempio nel medesimo periodo è il Parma allenato da Malesani, in questo caso l’uomo di raccordo tra attacco e centrocampo era l’argentino Sebastian Veron.

Nei tempi attuali il calcio italiano sta vivendo un momento particolare con Antonio Conte alla guida della Juventus con un 3-5-2 tutto votato all’attacco ed il CT della Nazionale, Prandelli che segue le orme dell’allenatore juventino mettendo in campo buona parte della squadra torinese. Anche ai mondiali i bookmaker sicuramente puntano sulla possibilità che la completa difesa italiana sia la stessa schierata da Antonio Conte nella Juventus.

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