No Triv, No petrolio: nuovo odg unitario del Consiglio regionale

trivellazioni-offshore-petrolioNuova presa di posizione unitaria del Consiglio regionale della Puglia contro le trivelle. Sempre compatta sul NO al petrolio in mare, la massima Assemblea pugliese ha approvato un altro ordine del giorno, proposito dal presidente Onofrio Introna e firmato dai componenti dell’Ufficio di Presidenza. Chiede con urgenza al Governo nazionale, al presidente del Consiglio Matteo Renzi e in particolare al Ministro per lo Sviluppo Economico di “sospendere qualsiasi decisione sulle ricerche petrolifere nei mari italiani, in assenza di una visione globale della politica energetica ed anche in vista della moratoria dello sfruttamento di giacimenti sottomarini nel Mediterraneo europeo, che tornerà tra le priorità all’esame del nuovo Parlamento Europeo”.

Il pronunciamento del Consiglio pugliese segue le notizie (“allarmanti per le popolazioni costiere pugliesi e per il futuro del nostro Adriatico”, ha commentato Introna) apprese ieri sulle ennesime richieste di VIA depositate dalla Global Petroleum Limited presso il Ministero dell’Ambiente. Si tratta di quattro ulteriori richieste di Valutazione di Impatto Ambientale per permessi di ricerca di idrocarburi, in un’area marina adriatica complessiva che si estende per quasi 3mila chilometri quadrati (750 ciascuna), nel tratto di costa che interessa i Comuni di Giovinazzo, Bari, Mola di Bari, Polignano a Mare, Monopoli, Fasano, Ostuni, Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo. Ribadendo l’inderogabile “contrarietà a qualsiasi sfruttamento delle acque adriatiche, ioniche e del Mediterraneo europeo a scopo di ricerca, trivellazione e coltivazione di giacimenti di petrolio e gas sottomarini, l’ordine del giorno unitario del Parlamento pugliese torna a sottoporre al Governo Renzi l’urgenza “di scelte di politica energetica del Paese chiare e condivise, stante la mancanza di un piano energetico nazionale”.

1 Commento

  1. Antonio Cherchi

    Noi no.a trivellare ci penseranno i pesi balcanici. Avremo il nostro mare inquinato “dagli altri”, in compenso importeremo il petrolio DELL’ADRIATICO risparmiando sul trasporto. Se poi a noi il petrolio non serve. …
    .

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