Bocciatura referendum giustizia, le reazioni politiche

protesta-tribunale-rodi“Come potrà la gente continuare a confidare nella presenza delle istituzioni nel territorio se la Corte costituzionale avalla l’operato del Governo che ha deciso di tagliare circa mille tribunali minori tra cui quello di Lucera?” Sono i primi commenti di Anna Nuzziello, consigliere regionale de La Puglia Per Vendola alla notizia che la Consulta ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum abrogativo della riforma della geografia giudiziaria, proposta da nove regioni tra cui la Puglia per evitare il taglio di circa mille tra tribunali minori, sezioni distaccate di Corte d’appello e uffici giudice di pace.

“Nell’attesa della motivazione della sentenza – ha aggiunto Nuzziello – bisogna fare una serie riflessione politica sulla vicenda, perché un Governo che si definisca democratico non può ignorare quella che è la volontà di ben nove regioni, quasi la metà di quelle italiane. Il diritto alla giustizia è sancito dalla nostra Costituzione e in questa maniera viene seriamente compromesso, senza contare l’ovvio malcontento della popolazione, delle associazioni degli avvocati e degli operatori della giustizia. Come si potrà, senza il Tribunale di Lucera e tutte le sezioni distaccate del suo Circondario, oltre che numerosissime sedi di Uffici del Giudice di Pace, controllare un territorio vasto come quello dei Monti Dauni e soprattutto del Gargano, una zona che vive un momento critico di lotta alla criminalità organizzata, che solo con la costante presenza della procura lucerina si poteva arginare? All’indomani della lettura delle motivazioni bisognerà ancora una volta creare una rete ed una sinergia per fare fronte comune dal punto di vista politico ed istituzionale, ma il tempo stringe e garantire un diritto sancito dalla Costituzione come quello alla giustizia non permette deroghe”.

“Questa bocciatura ha dell’incredibile e solo la lettura delle motivazioni della sentenza della Consulta potrà chiarirne le ragioni, dato che il referendum è stato ritenuto ammissibile dalla Cassazione, perché sono state rispettate le procedure previste dalla Costituzione”. È il commento a caldo, del presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, alla dichiarazione di inammissibilità, da parte della Corte costituzionale, della richiesta di nove Consigli regionali di consultazione abrogativa sulle norme statali che hanno tagliato un migliaio di uffici giudiziari in Italia (34 tribunali nelle sei province pugliesi).

Il problema rimane, fa notare Introna e restano anche le ricadute negative e i risparmi mancati, nonostante gli interventi normativi siano motivati da esigenze di spending review. “Il Governo nazionale non potrà che riflettere sul perché molte Amministrazioni comunali, gli ordini professionali e i cittadini abbiano sostenuto a fondo questa iniziativa delle nove Regioni. L’organizzazione del sistema giudiziario deve tenere in debito conto che non può essere in alcuna maniera negato il diritto dei cittadini a un accesso più diretto alla giustizia”.

La battaglia del Consiglio regionale pugliese non si ferma, fa sapere il presidente Introna. “D’intesa con le Amministrazioni comunali, continueremo sollecitare correttamente il confronto con il Governo e il Ministero, per garantire la sopravvivenza delle sedi giudiziarie territoriali, i cosiddetti tribunali minori o distaccati. E valuteremo con le altre Regioni l’opportunità di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea”.

Appresa la notizia il Sindaco di Lucera, Pasquale Dotoli ha rilasciato una dichiarazione a tutto campo. “Non possiamo che esprimere rammarico e dissenso per quanto stabilito nelle scorse ore. Anche stavolta osserviamo una distanza che rischia di crescere tra il cittadino e le Istituzioni, soprattutto quando queste centralizzano le loro attività rischiando di sguarnire il servizio giustizia”, afferma il Primo Cittadino.

“Questa vicenda mi riporta indietro all’estate del 2012, quando con alcuni colleghi ed amministratori dei comuni vicini, mi sono recato in delegazione a Roma. Per diverse ore, quel giorno, siamo addirittura rimasti all’esterno del Ministero alla Giustizia guardati a vista dalle forze dell’ordine”, ricorda Dotoli.

Ieri pomeriggio, replicando nel ‘question time’ in diretta televisiva ad un’interrogazione dell’Onorevole Enrico Costa (Nuovo Centro Destra), il Ministro al ramo, Annamaria Cancellieri ha fatto sapere che la riforma delle circoscrizioni giudiziarie “ha dato buona prova”. Tuttavia, il Guardasigilli, è tornata a parlare della possibilità che disposizioni integrative e correttive della stessa possano essere prese in considerazione dal Consiglio dei Ministri per una diversa modulazione dei bacini di utenza legati agli uffici giudiziari.

“L’apertura del Ministro, sebbene tardiva, è davvero l’ultima occasione per la politica nazionale e per i nostri Parlamentari, siano essi Deputati o Senatori, affinché si possa rivedere la cartina giudiziaria prevedendo il ripristino del Tribunale di Lucera e delle altre sedi destinatarie dei pareri favorevoli già assegnati loro dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato”, la riflessione e l’ulteriore appello di Pasquale Dotoli.

“Se dovesse servire – d’altronde la mia Amministrazione lo ha già deliberato – faremo fronte alle spese di gestione del nostro Palazzo di Giustizia che, lo ricordo, è interamente di proprietà comunale. Facciamo e faremo la nostra parte sino in fondo e fin dove sarà possibile operare con i mezzi di cui disponiamo. Faccio di nuovo appello ai miei concittadini, alle popolazioni dei Monti Dauni ed ai loro rispettivi amministratori: dobbiamo unirci e far fronte unico contro la progressiva spoliazione del territorio. La politica e le comunità locali devono, tutte insieme e fuor di retorica, dimostrarsi mature e capaci di raccogliere le sfide che i tempi ci impongono”, queste le conclusioni del Sindaco Pasquale Dotoli.

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