Post alluvione: censiti oltre 50 immobili abusivi a ridosso dei canali

alluvione-Gargano_PeschiciCirca 50 immobili residenziali abusivi realizzati a ridosso dei canali di deflusso delle acque piovane sono stati censiti a Peschici dai Carabinieri e Corpo forestale dello Stato nell’ambito delle indagini sull’alluvione che ha colpito diversi comuni del Gargano all’inizio di settembre scorso e che ha provocato due morti: Antonio Facenna e Vincenzo Blenx. Oltre a Peschici, dove furono evacuati mille turisti e devastate diverse strutture ricettive che si affacciano sulla baia, l’alluvione provocò danni ingenti a Rodi Garganico, Carpino, Vico del Gargano, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo.

Indagini sono ora in corso per “accertare – è detto in una nota dei carabinieri – le attività poste in essere dai comuni per la prescritta demolizione” delle opere abusive e “se l’evento calamitoso sia stato tempestivamente segnalato alle autorità preposte e quali iniziative siano state intraprese a tutela della pubblica incolumità”. Nel corso dell’inchiesta avviata dalla procura di Foggia, sono stati acquisiti documenti negli uffici tecnici dei comuni interessati dall’alluvione e presso i consorzi di bonifica montana e di Capitanata, a cui è affidata la gestione dei canali dell’area garganica.

Da diversi giorni, Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato sono infatti impegnati in un’attività di controllo dei canali, circa dodici quelli interessati dall’evento calamitoso, che non hanno retto alla forza devastante delle acque. Gli investigatori vogliono verificare eventuali condotte omissive relative alla manutenzione dei canali e se il deflusso delle acque sia stato ostacolato o deviato dalla presenza di manufatti abusivi.

2 commenti

  1. Mario D

    L’Italia è piena di abusivismo da decenni. Solo dopo le alluvioni si censiscono gli immobili abusivi e si controllano i canali????????!!!!!!!!!

  2. Angelo Gabriele

    è meglio che non parloo sennò mi sale l’ignoranza e mi scatta il nazismo in testaaa ! VERGOGNA ! Mi voglio femare qua ! Bah !

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