Non abbandonate il Gargano

vico_del_garganoConcittadini vicini e lontani non abbandonate il nostro Gargano. Luogo ricco di spiritualità con due Santuari e tante divinità:
– gli antichi pellegrini stanchi dei lunghi cammini e incuranti della spossatezza accorrevano per ricevere la salvezza presso il santuario di San Michele, monte Sacro definito dal fedele;
– quelli moderni accorrono al convento di Padre Pio che, dalla Sua stanza, incurante della sofferenza, ha insegnato ai monaci cappuccini le preghiere da far recitare ai pellegrini e ridare loro sollievo e speranza.

Il paesaggio è assai bello e i venti fanno mulinello intorno all’altura tenendo costante la frescura, il pascolo prelibato è assicurato ed é abbondante e genuino per il famoso bovino. Mucca storica, razza podolica, dal suo latte, all’interno delle vecchie grotte, si ricavano caciocavalli e ricotte. Il suono delle campanelle al collo di capre e pecorelle fanno melodia nella quieta prateria.

I sentieri dai bianchi sassi sembrano delle ossa che fanno da morsa alla terra rossa, fertile di fave e lampascioni, ceci, fagioli, agrumi, oliveti, pini e faggeti. Da qualsiasi altura si notano valle e pianura e un po’ più lontano, isole e pantano. I bambini crescono sani e forti col nostrano pancotto, fatto di verdura mista e finocchietti, patate e pane ammollato a fette, condito con l’olio nostrano quello vergine del Gargano. In primavera il bianco colore dei mandorli in fiore e quello azzurro dei lampascioni adornano le alture che si affacciano sul mare vestite a festa come fossero creature.

L’augurio mio palese è che il nostro territorio diventi un bel paese turistico, artistico in tutte le direzioni e che il terreno venga valorizzato per le varie coltivazioni.

Paese del Gargano

Oh Apulo paese, selvaggio e scosceso, tu roccaforte del tenace pugliese.
La gente pastore errante un dì si trasformò per te combattente, unita in su ai castelli ti difese con forche e coltelli dal saraceno violento e forte che voleva espugnare le tue corti.
Quella moderna boriosa e scostante è gente ribelle o farfalla emigrante.
Ad accudire l’orticello è rimasto il vecchierello che prega ansioso al Santo miracoloso il rientro
della figlia con lo sposo.
Lento zappa la sua vigna, spacca ancora tanta legna, si rende utile, operoso per la sua Daunia rocciosa.
Suda con perseveranza per avere abbondanza di olio e di vino ne fa scorta, frutta secca nella sporta per
donare con amore al suo ospite d’onore.
Prepara per l’occorrenza genuine pietanze, dolci in abbondanza e aspetta, aspetta con il cuore esultante il rientro del suo emigrante.
L’ospite però rientra indifferente schiamazzando nelle strade festanti; rientra per fare scorta se ne infischia
del vecchio e dell’orto.
Rientra per bagnarsi al mare, per girare il Gargano, poi spietato ti tradisce per Bologna o per Milano.
Oh Apulo paese, tra vecchio e nuovo vi è tanto divario, tu sempre più solo sempre più solitario.
Soltanto la rondine puntuale e sincera t’allieta puntuale ogni primavera.

Antonio Monte

4 commenti

  1. Santa Picazio

    E chi ti dice che lo vogliamo abbandonare, fossimo matti!

  2. Emiliano Verderame

    Amiamo la nostra terra smisuratamente, certo se ci concentrassimo su quello che veramente abbiamo da offrire e fossimo davvero accoglienti con chi viene da fuori a portar soldini!!!!E poi basta con spiritualità, santuari e bla bla bla.La gente viene giù per il mare, il cibo, il sole, le cicale, il silenzio, il profumo, il vino, i sorriso (quando glieli si fa), la cultura LA CULTURA,la musica, i vicoli, le anziane nei vicoli con le sedie di paglia, l’uncinetto, le nonne, gli abbracci, i limoni, le arance, il pane, l’olio, le olive.Meno Padre Pio e più voglia di fare.W il Gargano (w Rodi)

  3. Libera Di Biase

    mai e la mia terra nativa

  4. Carissima Santa, il lavoro costringe a tenerci lontano dal nostro Gargano.
    L’ emigrante diventa pellegrino abituale, ogni anno ritorna al Paese natale.
    Voi che non l’avete abbandonato rivolgete il saluto, il sorriso sincero; l’emigrante partirebbe con meno nostalgia e col pensiero più leggero.
    Caro Emiliano, il Promontorio è stato scelto da tante Divinità per venerare la loro Spiritualità, a travisarla ha provveduto la modernità ingorda al dio soldo. Un tempo molti Pellegrini affrontavano lunghi cammini per visitare il nostro Gargano fin dal antico tempo pagano.
    Carissima Libera, sii riconoscente della buona sorte, lunga permanenza a te e consorte.
    Antonio Monte

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