Dossier incompleto, CdM rinvia decisione su stato di calamità naturale

maltempo_gargano_202Era previsto che il consiglio dei ministri de­cretasse lo stato di emergenza per il Gargano devastato dal­l’alluvione tre settimane fa, tra il 3 e il 5 settembre, procedura indispensabile per av­viare concretamente l’iter de­gli aiuti economici, ma non è andata così. Perché sul tavolo del capo della Protezione civile Franco Ga­brielli è arrivata solo la deli­bera che precede la relazione tecnica dettagliata redatta dalla Regione Puglia in cui si quantifica in 274 milioni il costo dei danni, alle strutture e alle aziende. Ed era nelle cose che an­dasse così in consiglio dei ministri, perché nella riunio­ne il dossier pugliese sugli eventi tragici – che hanno causato anche la morte di due persone e su cui è stata aperta un’inchiesta – non era completo.

Spiega il capo dell’Unità di missione contro il dissesto idrogeologico Erasmo D’Angelis, che questo tipo di rapporto non si può redigere in quattro e quattro otto, nei casi in cui a distanza di poche ore dal­l’evento un ente locale ha fat­to la relazione se l’è vista re­spingere dalla Protezione ci­vile. Tocca, infatti, alla strut­tura guidata da Gabrielli verificare la congruità della valutazione dei danni, calco­lati anche sulla base di costi standard. Comunque la riu­nione si concluse mettendo nel conto che ci sa­rebbe voluto almeno una decina di giorni per stimare i danni complessivi provocati dell’alluvione, compresi quelli al comparto agricolo che non erano stati ancora valutati.

Comunque, rassicu­ra D’Angelis, anche se la di­chiarazione formale dello stato di emergenza per il Gar­gano slitta di qualche giorno, si procederà secondo gli ac­cordi presi nella scorsa riu­nione. La stessa che, per la ve­rità, lasciò insoddisfatto il governatore Nichi Vendola, il quale continua a chiedere rassicurazioni in merito alle risorse che arriveranno da Roma. «Perchè i danni sono in­genti, a dimostrazione – commenta l’assessore alla Prote­zione civile Guglielmo Mi­nervini – della straordinarietà dell’ evento».

Minervini sottolinea anche il ruolo svolto dalla Regione nell’attivare in quelle ore drammatiche il dispositivo di sicurezza e quindi la celerità con cui sono stati valutati i danni. Vale a dire: per la mes­sa in sicurezza del territorio e per il sostegno delle spese ur­genti già fatte gli uffici tecnici regionali hanno calcolato una spesa di 66 milioni di euro. In 109 milioni di euro sono stati: valutati i danni subiti dalle infrastrutture pubbliche e i costi per il necessario ripristino del reticolo idrogeografico. Altri 100 milioni i danni subiti dai privati e dalle in­prese.

2 commenti

  1. Marialuisa d

    lo prenderà in considerazione insieme a quello di Firenze ….

  2. Marialuisa d

    ma le cifre che circolano sui danni chi le ha fatte ?

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