«Colonia Postiglione», una nave in cantiere

colonia-postiglioneSe non vi saranno altri interessamenti e/o richieste di utilizzo da parte del comune di Vico del Gargano, privati, gruppi, Enti, cooperative ed altri, la Colonia Marina ex G.I. “G. Postiglione” in località San Menaio-Valazzo entro i prossimi 20 giorni sarà data in concessione per trent’anni alla Cooperativa foggiana Newco di Rossella Rita Grioni con provvedimento della Regione Puglia, Assessorato al Patrimonio – Servizio Demanio e Patrimonio. La Colonia “Postiglione” dal 2011 è inserita nell’elenco dei beni regionali come Patrimonio Immobiliare Alieniabile e pertanto suscettibile ad essere ceduta, venduta, trasformata ad altri usi. La Cooperativa Newco, di cui si conosce poco o nulla, intende farne un albergo. L’attenzione si sposta ora sui lavori di trasformazione e adattamento ai requisiti di edilizia alberghiera, previsti dalla legge, che potrebbero modificare in parte o tutta l’immagine della nave di Valazzo.

Il “REX” – scrive preoccupato il prof. Gianni De Maso, difensore e meticoloso custode dei nostri beni artistici – un mito, un sogno, una realtà, una leggenda. 1933 la nave più veloce che solcava i mari del mondo era italiana. IL “…POPOLO DI NAVIGATORI…” si rivide in Cristoforo Colombo e in Americo Vespucci… Con tremila chilometri di costa della penisola e quattromila delle isole, il “DUX” non poteva non far sognare di far navigare il popolo italico verso nuovi lidi, verso nuove speranze, verso nuove terre da conquistare per ritornare alla grandezza dell’Impero Romano. Questa carica di orgoglio italico, di solcare mari e lidi lontani doveva essere impressa nella mente e nella coscienza degli italiani, fin da piccoli.

Il socialismo mussoliniano nel voler dare ai figli degli operai vacanze al mare indusse il Duce alla proliferazione delle costruzioni delle colonie. Dai cinquantamila del periodo precedente al fascismo si arrivò ad una capienza di settecentomila posti letto. La sequenza alveolare squadrata delle costruzioni, per quanto imponente è maestosa non inculcava lo spirito eroico del “TRASMIGRATORE”. L’occasione delle costruzioni delle colonie marine si prestava ad hoc per creare un’architettura che facesse sognare di navigare e di star navigando.

Il complesso de “LE NAVI” di Rimini, con lucida chiarezza ne indicava la tipologia architettonica adatta a far sognare. L’architetto romano Clemente Busiri Vici immaginò una flotta composta da un corpo centrale e due corazzate per ogni lato. La struttura delle quattro corazzate non copia la forma di una nave ma la dinamica plastica fluida che ricorda anche i sommergibili. Era architettura moderna italica.

La colonia Postiglione di San Menaio, nella Pineta Marzini, ne riprendeva la tipologia. Ancora oggi, vista da terra con la sequenza degli oblò sembra che stia per lanciarsi sul mare Adriatico sottostante.

Credo che lo spirito “eroico” dell’avventura, dell’iniziativa, del “fare” vada esaltato anche oggi in questa crisi di ristagno etico ed economico. Ridare alla Colonia Postiglione i colori del “REX”, lo zoccolo azzurro, il bianco sulle pareti con gli oblò e i tre colori della bandiera italiana a strisce orizzontali sul ponte, significherebbe riacquistare ciò che di buono si faceva anche nei deprecabili regimi.

Vedere il “REX” sospeso tra gli alberi di San Menaio è un’immagine positiva più concreta e produttiva di quella suggestiva di Fellini in “Amarcord”.

È un invito a tutte le Autorità di controllo affinché vigilino amorevolmente, sulla nostra nave, in cantiere, prima di riprendere il largo. Non vorremmo ritrovarci con uno Schettino nostrano.

Michele Angelicchio

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