#alluvioneGargano: il piano organico di intervento del M5S

maltempo_rodi_24Lo scorso 5 e 6 settembre, nel Gargano, si è verificato un evento alluvionale dalle dimensioni catastrofiche: due morti, centinaia di feriti, circa 300 milioni di euro di danni.

Molte in quei giorni sono state le passerelle, i selfie e i tweet da parte dei notabili di turno, ma niente di concreto è stato fatto dal Governo per aiutare veramente i cittadini che hanno subito gli eventi.

Oltre alla cittadinanza largamente intesa, la fascia più penalizzata è stata quella degli agricoltori: si è verificato un rovinoso depauperamento dei terreni resi sterili e probabilmente inquinati dalla potenza disastrosa e trascinante dell’acqua, oltre che gravissimi danni alle colture ed agli uliveti, l’oro verde della Puglia. Intere coltivazioni di varia specie letteralmente inghiottite dal fango.

A questo si aggiunge la beffa delle polizze assicurative: prima dell’evento calamitoso, molti agricoltori, ma anche semplici cittadini, avevano stipulato polizze assicurative comprendenti il risarcimento danni per calamità naturali ed eventi atmosferici. Tuttavia, in barba alle ragionevoli ed impellenti necessità di tutela e di ristoro, al momento della richiesta di risarcimento, gli assicurati hanno ricevuto il diniego delle compagnie assicuratrici di riferimento, a causa della mancata formale dichiarazione di calamità naturale delle Istituzioni competenti.

Ci sono migliaia di persone, famiglie, piccoli imprenditori, agricoltori, che chiedono ed attendono un aiuto concreto. Voltarsi dall’altra parte sarebbe un errore imperdonabile, non si può aspettare ancora, non si può rimandare ancora.

Tantissimi sono stati i comuni colpiti: a Peschici è scomparsa la spiaggia cittadina e i villaggi turistici sono stati letteralmente sventrati; per non parlare dello Stadio “Maggiano” le cui infrastrutture riversano in una condizione a dir poco rovinosa. L’Ulse e il Kalena, due importanti canali territoriali, hanno investito la Baia di Peschici trasportando in mare qualsiasi cosa: scorie, arbusti, detriti, rifiuti, rottami di tutti i tipi, pezzi di immobili, rifiuti.

A San Marco in Lamis ci sono state decine di frane, centinaia di sfollati. A Vico del Gargano, la stima dei danni è stata di circa 40 milioni di euro e lo scenario a cui si è assistito è stato agghiacciante: strade ostruite, viabilità inesistente, oltre ad una disastrosa compromissione dei preziosi agrumeti e oliveti locali.

A Rodi Garganico, Vieste, Carpino, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, San Menaio, Cagnano Varano: paesi ridotti a cumuli di fango e detriti, destinati all’isolamento a causa di frane e blocchi stradali.

Chiediamo che il governo si impegni a svolgere una ricognizione dei danni che hanno colpito i comuni dell’area garganica entro 30 giorni dall’approvazione del presente atto di indirizzo; a procedere quindi allo stanziamento di fondi necessari al ripristino delle infrastrutture danneggiate, attingendo anche al Fondo per le emergenze nazionali; a disporre un piano di bonifica al fine di ricreare il necessario sfogo per le acque piovane; ad attuare pienamente l’accordo di programma del 25 novembre 2010 e a prevedere un particolare regime di sgravi fiscali per le popolazioni colpite dagli eventi calamitosi.

Il Governo, a riprova della sua patologica inadeguatezza, ha fatto solo annunci e proclami, senza concludere nulla. Anche gli inaccettabili accadimenti alluvionali del Gargano potevano essere evitati: sarebbe stato sufficiente visitare la sezione normativa del sito web dissestopuglia.it, per capire che i danni si potevano quantomeno prevedere e limitare.

A dimostrazione della sussistenza di un pericolo sostanziale, nel novembre 2010, proprio tra la Regione Puglia e il Ministero dell’Ambiente, veniva siglato un accordo di programma finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. La localizzazione degli interventi investiva per lo più proprio le zone colpite a settembre, vale a dire la provincia di Foggia, tra il Gargano e i Monti Dauni, con la previsione di uno stanziamento di un importo complessivo di 210 milioni di euro.

Ebbene, in 4 anni non si è mai riusciti a convocare la conferenza dei servizi per raccogliere la documentazione necessaria ad avviare le opere di mitigazione del dissesto idrogeologico.

Mentre lo scorso 9 settembre la Giunta Regionale Pugliese chiedeva al Governo l’avvio delle procedure per lo stato di emergenza, le Autorità regionali rendevano note le somme necessarie per il sostegno delle spese già sostenute per le attività urgenti di messa in sicurezza, per il ripristino sia delle infrastrutture danneggiate sia del reticolo idrografico, nonché quelle riguardanti i danni ai privati e alle attività produttive: un importo colossale pari ad un totale di 274 milioni di euro.

Come se non bastasse, in relazione all’intera questione, è emersa anche la ragionevole sussistenza di elementi criminosi e la Procura di Foggia, su segnalazione dei Carabinieri del comando provinciale del capoluogo dauno, ha aperto un fascicolo d’ufficio, sui seguenti illeciti: disastro colposo, omicidio colposo, violazioni delle leggi urbanistiche e omissione di atti di ufficio. Ipotesi di reato, queste, che la dicono lunga sulla concreta esistenza di soggetti responsabili.

Il 19 settembre scorso, il Governo prometteva che si sarebbe occupato della vicenda, ma né nel Consiglio dei Ministri del 19 settembre, né in quelli successivi, si è fatta anche solo menzione del Gargano e della funesta alluvione che lo ha colpito.

Eppure, ironia della sorte, il Consiglio dei Ministri del 19 settembre si era occupato del foggiano, ma non nei termini auspicati, trattando piuttosto della costruzione e dell’esercizio di impianti eolici in alcuni Comuni della provincia di Foggia…..in quella stessa provincia così disastrata, si è pensato alla realizzazione di parchi eolici!

Il Gargano – nella sostanza – è stato depennato dalla lista delle priorità di Renzi, che a dispetto delle stucchevoli promesse di settembre si è rimangiato tutto nei fatti, guadagnandosi il titolo di campione di retorica da strapazzo. Le dichiarazioni fatte il 13 settembre in occasione della sua visita a Peschici suonano come delle vere e proprie prese per i fondelli: “noi dobbiamo valorizzare quello che c’è di bello in Italia” e ancora: “non vi lascerò soli”, “il Governo farà la sua parte”. Ma quando? Ottanta euro a chi i soldi ce li ha già, ottanta euro alle future mamme, e… “ho-tanta” faccia di bronzo.

Una vasta area del Mezzogiorno, duramente danneggiata da un evento calamitoso, sta aspettando finanziamenti pubblici urgentissimi volti ad avviare un indispensabile processo di ricostruzione. Da una stima approssimativa servono 274 milioni di euro, 65 dei quali sono già stati spesi per interventi di massima urgenza, e queste risorse non vengono ancora stanziate!

Daniela Donno, Commissione Agricoltura, M5S Senato

1 Commento

  1. Angelo Gabriele

    Leggendo queste parole sono rimasto di stucco ! Disastro colposo ma soprattutto OMICIDIO COLPOSO ! VERISSIMO !!! W LA VERITà !!Chi dovrà pagare ?!’!’!?!?!?!?!?!?!? Mah mah !

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