La Parrocchia secondo il Servo di Dio don Antonio Spalatro

salottino-culturaleLa Comunità Parrocchiale della Chiesa Madre San Nicola di Mira in Rodi Garganico, Domenica 16 marzo vivrà un momento di grande gioia. Dopo la Messa delle ore 18.00 celebrata dal Sac. Giorgio Trotta postulatore diocesano della causa di beatificazione ci sarà un “Salottino Culturale” tenuto dallo stesso sacerdote. Tale evento è stato organizzato insieme all’Associazione degli “Amici di don Antonio Spalatro” di recente costituzione e che muove i suoi passi proponendo attività ed iniziative atte a favorire la conoscenza delle virtù e la vita sacerdotale e santa del Servo di Dio don Antonio Spalatro e favorisce soprattutto la preghiera per ottenere la sua glorificazione anche sulla terra.

Molte famiglie della Parrocchia Chiesa Madre San Nicola di Mira sono già in possesso del DIARIO DI DON ANTONIO SPALATRO ”IL SEME CADUTO IN TERRA”. Proprio da questo diario si evince che il Servo di Dio aveva un idea di Parrocchia, che superava il tempo in cui viveva, molto vicina a quella del CONCILIO VATICANO II. Per salvare le anime don Antonio aveva proprio come punto di riferimento la Parrocchia. Don Antonio è l’uomo della compassione e del perdono, sa che anche il suo cammino di incontro con Cristo può essere danneggiato o completamente rovinato dal peccato. Il peccato allontana il nostro cuore dall’amore di Dio: è un «amore di sé fino al disprezzo di Dio». La parola del profeta Geremia, rivolta in origine al popolo di Dio, è pienamente applicabile alla vita di don Antonio: «Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne, cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acqua» (Ger 2,13). Il sacerdote “santo” sperimenta quotidianamente la grandezza della santità di Dio e il dramma del male provocato dal peccato e ritiene importante avere una Parrocchia organizzata che doveva essere un punto di riferimento per i fedeli.

Per essere uomini di misericordia occorre sperimentare nella propria esistenza la misericordia di Dio e lui il Servo di Dio proprio nella vita della Parrocchia faceva vivere tutto ciò. Don Antonio Spalatro, facendo l’esperienza del perdono nella propria vita e diventato strumento della misericordia di Dio per i propri fratelli, diventa un fratello nell’umanità. Non teme di portare la fatica di vivere e non si fa scudo del proprio ministero per coprire le proprie debolezze. Il ministero presbiterale diventa così il luogo in cui si realizza l’autenticità spirituale del sacerdote. Nella predicazione, nell’iniziazione cristiana, nella celebrazione dei sacramenti e in particolare dell’eucaristia, nell’accompagnamento dei giovani, nella presenza alla vita della famiglia, nel servizio ai poveri, nella vicinanza alla sofferenza, nella prossimità alla morte egli non svolge solo un ministero a favore delle persone a lui affidate, ma trova il luogo per realizzare in pienezza la sua vita spirituale.

Carlo Vallese

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