Corpus Domini diocesano: Gesù per le strade degli uomini

corpus-dominiGiovedì 19 Giugno si terrà a Rodi Garganico la tradizionale Processione diocesana del Corpus Domini. Alle 18.30 Mons. Arcivescovo Michele Castoro celebrerà la S. Messa nella Parrocchia Santuario Maria SS. della Libera, al termine della quale avrà inizio la Processione che sfilerà per le vie centrali di Rodi Garganico e si concluderà nei pressi della Parrocchia Chiesa Madre San Nicola di Mira con con la Benedizione Eucaristica.

Il Clero, i Religiosi e tutti i fedeli dell’Arcidiocesi sono invitati a partecipare. Qual è il significato proprio della solennità del Corpo e Sangue di Cristo? Ce lo dice la celebrazione stessa che vivremo, nello svolgimento dei suoi gesti fondamentali: prima di tutto ci raduneremo intorno all’altare del Signore, per stare insieme alla sua presenza; in secondo luogo ci sarà la processione, cioè il camminare con il Signore; e infine l’inginocchiarsi davanti al Signore, l’adorazione, che inizia già nella Messa e accompagna tutta la processione, ma culmina nel momento finale della benedizione eucaristica, quando tutti ci prostreremo davanti a Colui che si è chinato fino a noi e ha dato la vita per noi.

Antichissima è l’istituzione della solennità del Corpus Domini; risale infatti al 1247, per iniziativa della Diocesi di Liegi, in Belgio, in reazione alle tesi (poi ritrattate) di Berengario di Tours, che considerava non reale ma simbolica la presenza del Signore nel Pane e nel Vino della celebrazione eucaristica. Il Papa Urbano IV poi, nel 1264, consolidò la solennità estendendola in tutta la Chiesa. Nella Bolla Pontificia “Transiturus de hoc mundo” se ne spiegano le motivazioni: «Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti, di cui facciamo memoria, noi le affermiamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza.

Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo (Mt 28,20)”. Già in queste parole risulta evidente la relazione tra Eucaristia adorata ed Eucaristia celebrata. La presenza reale del Signore nel segno del Pane e del Vino attinge infatti al Banchetto Pasquale, nel quale la comunità ecclesiale solennemente dichiara: «Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta. Quel Pane è comunemente chiamato “ostia”: è un appellativo profondo se si comprende che il termine, nell’originale latino “hostia”, ha il significato di “vittima”, e dunque si riferisce alla dimensione sacrificale della celebrazione eucaristica. È la morte salvifica del Cristo e la sua risurrezione, fonte di vita per l’uomo, che viene dunque adorata; è la comunione che da essa scaturisce, e che si fa cibo per i credenti, che viene condotta per le strade del mondo, a testimonianza della comunione di fede che, nello Spirito, costituisce il fondamento della Chiesa, comunità dei battezzati i quali, pur nella fatica della propria fragilità umana, percorrono le “vie” della fedeltà al Vangelo. Quel Pane e quel Vino è dunque il Corpo e il Sangue del Cristo vivo. E se è vero che, per ogni persona umana, la relazione concreta con il mondo si stabilisce attraverso il corpo, ciò è vero anche per il Cristo. Il suo è però un corpo “glorioso”, che stabilisce con gli uomini un rapporto del tutto nuovo: non si può comprendere perciò la presenza eucaristica del Signore partendo dalla realtà terrena della corporeità; si può percepirla solamente a partire dalla Risurrezione, che rende “nuovo” l’uomo salvato e lo conduce verso la pienezza “escatologica” quando, nell’abbraccio del Padre, l’intero universo sarà reso “nuovo”.

L’umanità, ha detto Papa Francesco, vive in questo momento come un tornante della propria storia. Ci sono tanti aspetti positivi che concorrono al benessere dell’umanità. Tuttavia non dobbiamo nasconderci che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continuano a vivere in una precarietà quotidiana, che produce conseguenze funeste: la gioia di vivere va diminuendo; l’indecenza e la violenza sono in aumento; la povertà diventa più evidente.

Una delle cause di questa situazione sta nel rapporto scorretto con il denaro, che esercita il suo dominio su di noi. In tale prospettiva la crisi finanziaria ci fa dimenticare la sua prima origine: la crisi antropologica. Anziché adorare Dio presente nell’Eucarestia, adoriamo il Dio denaro, come gli ebrei nel deserto adorarono il vitello d’oro (Es 32, 15-34).

L’uomo stesso, dice Papa Francesco, è considerato come un bene di consumo che si può usare e poi gettare. E’ iniziata così «la cultura dello scarto». La volontà di potenza e di possesso è diventata senza limiti e nasconde dietro di sé il rifiuto dell’etica, il rifiuto di Dio.

Pertanto, disertare la Messa domenicale, in pratica significa escludere Dio dalla propria vita. Ma senza Dio siamo in balia di noi stessi e delle forze del male. Con l’Eucarestia invece noi introduciamo nel nostro essere tutte le potenzialità necessarie per sconfiggere il male e dare alla nostra vita un autentico e armonico sviluppo. Pregheremo in questa importante Processione organizzata e preparata con tanto amore insieme a don Michele Carrassi Parroco del Santuario, alle Suore discepole di Gesù Eucaristico e a tutti i parrocchiani delle due Parrocchie di Rodi Garganico secondo le intenzioni del Papa, per «una Chiesa senza macchia né ruga», per quanti nelle diverse parti del mondo vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro schiavo, per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza. E, ancora, per coloro che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l’emarginazione.

Don Michele Pio Cardone
Parroco Chiesa Madre San Nicola di Mira

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