Presentazione del dramma «Pietro Giannone, Storico Avvocato e Giureconsulto»

giannone_1Oggi 7 maggio 2014, alle ore 11.00, presso l’Auditorium Filippo Fiorentino dell’Istituto “Mauro del Giudice” di Rodi Garganico (Foggia) Via Altomare, 10, la presentazione del dramma di ANGELA PICCA “PIETRO GIANNONE, Storico Avvocato e Giureconsulto (1676-1748)”.

Dopo i saluti di Antonio de Grandis, Dirigente Scolastico del e di Nicola Pinto, Sindaco di Rodi, interverranno Teresa Maria Rauzino e l’autrice del dramma, Angela Picca. Seguirà la lettura di brani da parte degli studenti della classe IV C CAT.

ANGELA PICCA FA RINASCERE PIETRO GIANNONE NELLA MEMORIA DEI GIOVANI GARGANICI

Come onorare degnamente la memoria di Pietro Giannone, lo storico, avvocato e giureconsulto ischitellano di fama internazionale misconosciuto, purtroppo, alla maggioranza degli studenti garganici? Proponendo loro, come farà oggi la scrittrice Angela Picca, proprio il 7 marzo, giorno della nascita di Giannone, la lettura di alcuni stralci del dramma a lui dedicato.

“… Un lungo silenzio, anticamera dell’oblio …” questo sembra essere l’epitaffio per Pietro Giannone, uno dei protagonisti del XVIII secolo, colui che, fedele ai principi del giurisdizionalismo, è stato antesignano fautore della laicità dello Stato.

Personalità di grande rilievo, a dimensione europea, la cui opera più nota, “L’Istoria civile del Regno di Napoli” (1723), tradotta, al suo apparire, in francese inglese e tedesco, fu apprezzata da Montesquieu il quale auspicava analoghe imprese in altre nazioni.

Nato ad Ischitella sul Gargano, l’avvocato “napoletano” – così veniva chiamato- , presi in esame quindici secoli di Diritto nel Regno di Napoli, osò infatti, per primo, sollevare il velo e denunciare i soprusi del potere temporale della Chiesa. Perseguitato dall’Inquisizione, riparò presso la corte di Carlo VI d’Asburgo e rimase undici anni a Vienna finché, perduto dall’Austria il meridione d’Italia con la Battaglia di Bitonto, esule, cercò asilo a Venezia, Modena, infine a Ginevra, accolto dalla comunità calvinista rappresentata da J. A. Turrettini. Ma non gli fu concesso scampo: imprigionato e piegato all’abiura, resterà recluso per dodici anni in varie fortezze del Piemonte, fra cui Ceva. nelle Langhe, e nella Cittadella di Torino, ove morì.
Prima ed unica opera teatrale mai scritta sull’argomento, alto esempio di “teatro civile”, il “Pietro Giannone” di Angela Picca rende giustizia ad un martire del libero pensiero a lungo e ingiustamente dimenticato, “precoce profeta dell’Illuminismo … la cui vita fu un caso esemplare di resistenza alla persecuzione (G. Ricuperati)”.

Angela Picca, già rivelatasi in “Syfridina Contessa di Caserta (1200?-1279)”, dramma sulla caduta della casa sveva, raggiunge qui la piena maturità artistica: restituisce voce allo storico, colto nella drammatica parabola della sua vita, dai primi successi nel Foro napoletano ai dolorosi giorni dell’esilio e, in crescente pathos, a quelli lunghi, terribili, del carcere, e ne mette in risalto la straordinaria modernità. In un grande affresco del Settecento, nell’arco delle Guerre di Successione Spagnola, Polacca e Austriaca, il protagonista si erge, gigante, sugli altri personaggi, tutti realmente esistiti (Argento, Conti, Muratori, Vernet …), scolpiti dall’autrice in dialoghi serrati di grande forza evocativa, con echi shakespeariani e brechtiani.

Felice sintesi fra rigoroso scrupolo filologico e fantasia creativa, il lavoro, condotto con grande passione, è “libro totale” (M. Carlino), impreziosito da note, appendici cronologiche di riepilogo, immagini d’epoca, dalla genealogia della Famiglia Giannone e dagli alberi genealogici comparati delle Case regnanti europee nel corso dei secoli XVI, XVII, XVIII.

Angela Picca, nata a Bologna, opera a Roma. Laureata in Lettere e Storia dell’Arte dell’Estremo Oriente, ha insegnato nei Licei Scientifici ‘Labriola’ di Ostia e ‘Cavour’ di Roma dove ha diretto il Laboratorio Teatrale (1988-1997). Giunta al teatro da lunga tradizione familiare, fra le sue regie si ricordano l’adattamento dei romanzi “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” di Dino Buzzati (1988), “Farhenheit 451” di Ray Bradbury (1991), e della commedia “Le tre monete da Plauto (1996), cui ha fatto seguire le pièces originali “Viaggio dunque sono… “(Ed. Il Ventaglio, 1993), “Tutti a casa Gozzi” (1994). e, rappresentato al ‘Metateatro’ di Roma, “Disobbedire al Padre” (1994). Dal 2000 collabora con i periodici culturali “Il Gargano Nuovo” (Vico del Gargano-Foggia) e Apollinea (Castrovillari-Cosenza). L’ultima pubblicazione di Angela Picca: “Pugliesi per l’Italia unita” (2012). In preparazione il secondo volume per le Edizioni L’Esagramma, Roma.

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