Don Michele Pio Cardone: «ripartire dalle vittime del maltempo»

don michele pio cardoneCarissimi fratelli, la Parrocchia è la tenda che il Signore ha piantato in mezzo al suo popolo per starci assieme e condividerne il cammino dell’esistenza.

La Parrocchia, quindi, ha lo scopo di essere presenza viva dell’annuncio evangelico là dove viviamo, dove abitiamo, dove lavoriamo, dove ci divertiamo, dove soffriamo e dove cresciamo. Sta per iniziare un nuovo anno pastorale e la nostra Parrocchia Chiesa Madre San Nicola di Mira in Rodi Garganico nel programmare le sue attività non potrà non considerare le LINEE PASTORALI PER L’ANNO 2014/2015 del nostro Arcivescovo.

Nei giorni scorsi a causa delle piogge insistenti abbiamo vissuto momenti di grande paura. Nonostante la crisi abbia già violentemente colpito tutte le nostre attività economiche e produttive pensavamo almeno di poter tirare un sospiro. Invece, ancora una volta il Gargano è stato travolto da un evento certamente da considerare come una calamità naturale ed a fronte della quale tutti dobbiamo intervenire, ognuno con le proprie forze, competenze e disponibilità economiche. Le violente piogge abbattutesi nelle ultime ore e le valanghe di fango hanno messo in ginocchio anche il nostro comune. Ma oggi, dobbiamo stringerci nel dolore di chi ha visto travolti e spazzati via i propri cari, distrutte le proprie case e infrante le speranze e per questo personalmente e con L’Arcivescovo ringrazio tutti coloro che si stanno ancora adoperando, dalla protezione civile alle forze dell’ordine, dai Vigili del Fuoco a tutte le organizzazioni civili e militari, per contenere le conseguenze devastanti della calamita’.

Per l’occasione il nostro Arcivescovo Michele Castoro scrivendo ai sacerdoti del Gargano Nord, e quindi anche a me, ha manifestato la sua vicinanza e ha promesso preghiera, impegno e sostegno per le famiglie più colpite. Concludendo il messaggio ha detto: “Il Signore dia a tutti la forza di ricominciare”.

Proprio per quanto accaduto ho pensato di iniziare il Nuovo Anno pastorale visitando tutti quelli che nella nostra città hanno avuto forti disagi a causa del maltempo portando loro una IMMAGINE BENEDETTA DI GESU’segno della mia vicinanza. La Parrocchia non è un self-service che offre servizi a basso costo o in determinate occasioni! Piuttosto, è la Comunità nella quale compiere il proprio cammino di fede e dalla quale partire verso gli orizzonti vasti della testimonianza evangelica.

La comunità parrocchiale dovrebbe costituire un SEGNO, così come lo è la Chiesa nel mondo: un segno contraddittorio, certo, perché costituito da peccatori che rimangono tali e che tuttavia, proprio per questo, sono continuamente “graziati” cioè perdonati, amati. La Parrocchia, con tutti i suoi limiti o le sue pecche, è però il segno dell’amore di Gesù per ogni uomo: proprio perché ha amato anche me, ti posso annunciare che senz’altro ama anche te!

Papa Francesco sta cercando di comunicarci proprio questo con i suoi gesti e le sue parole: si tratta di segni semplici, quotidiani, quasi banali; ma sono proprio i gesti dell’umana convivenza, dell’affetto, della simpatia, della buona educazione, della cordialità, della vicinanza spicciola.

Papa Francesco ci sta dicendo che occorre ripartire da qui per cambiare addirittura la Chiesa intera!

Del resto, il Vangelo non propone mete impossibili: non avrebbe senso e, soprattutto, la salvezza non sarebbe realizzabile! Anche la Croce di Gesù, cioè l’amore più grande, non è un fatto eroico, ma è la conseguenza di uno stile quotidiano che Gesù ha attuato mettendosi sempre e solo dalla parte del bene, della generosità, della bontà, del perdono, della misericordia.

Ecco allora che possiamo meglio comprendere il senso di “casa tra le case”: si tratta dell’ordinarietà delle scelte nelle quali però il Vangelo (o meglio: Gesù!) non è assente, ma ne è il criterio ispiratore, il valore che orienta, la meta da raggiungere.

La nostra Comunità di San Nicola di Mira lavora con lo scopo di arrivare a tutti e di portare il Vangelo FUORI dalla chiesa e in mezzo ai nostri condomìni, per superare la logica dell’APPARTAMENTO, oggi così deleteria e controproducente!

Ogni anno, poi, si parte con l’attenzione ai più giovani durante le feste dell’Inizio Anno Catechistico che di proposito vengono pensate in grande, perché non manchi mai l’attenzione dell’intera Comunità nei confronti dei suoi figli più giovani.

Si prepara quindi il Natale, per coinvolgere tutti attraverso una festa sentita comunque anche da chi è magari distante dalla Chiesa: ecco allora la novena elaborata e ricca di contenuti, la visita ai malati e il meraviglioso PRESEPE ARTISTICO. Ancora: abbiamo puntato molto sulla famiglia e per questo si è attuata la scelta di valorizzare gli anniversari di Matrimonio cercando di coinvolgere le famiglie. La Quaresima viene vissuta invece con la presenza di Persone che possano farci da guide e maestri nel cammino di fede, ma che anche possano scuotere le nostre coscienze e aiutarci a ritrovare le motivazioni autentiche del nostro credere. A seguire, il Triduo Santo fino alla grande notte di Pasqua, la più solenne, la più curata, la più bella e che deve necessariamente superare anche il Natale: è la notte da cui prende origine la nostra fede e tutto (parole, suoni, colori, profumi, gesti, simboli) è un tentativo di esprimere la grandezza di questo Mistero che è la Pasqua del Signore.

Non facciamo del folklore o delle belle coreografie, né si tratta di spettacolarizzare per avere più gente! Che senso avrebbe? Piuttosto, non bastano le parole e i gesti per esprimere la bellezza del Vangelo! E inoltre, poiché noi siamo uomini e per di più siamo piccoli, giovani, adulti e anziani, c’è continuamente bisogno di spiegare, far comprendere, rappresentare, immaginare… quanto il Vangelo ci comunica a riguardo di Gesù, della sua vita e della sua morte e risurrezione.

La Chiesa sta cambiando il suo volto, lo sta rinnovando per adeguarlo sempre più e sempre meglio al volto del suo Signore.

Le rughe dei peccati e dei limiti rimarranno sempre, perché sono proprio queste a rammentarci di rimanere in cammino, di cambiare di continuo, di non arrenderci; e proprio queste rughe sono il segno di un amore gratuito che continua ad amarci così come siamo!

Ecco la bellezza della Chiesa: sarà anche la nostra? È l’augurio per questo nuovo Anno Pastorale 2014/2015.

Don Michele Pio Cardone

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