Tagli tribunali: Consulta boccia referendum

Foto di Serena Checchia

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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta, presentata da alcuni consigli regionali, di referendum abrogativo della riforma della geografia giudiziaria. A chiedere il referendum, voluta dal governo Monti e portata avanti dall’esecutivo Letta,con il taglio di circa mille tra tribunali minori,sezioni distaccate di Corte d’appello e uffici giudice di pace,erano state 9 Regioni: Abruzzo, Piemonte, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia,Campania, Liguria, Basilicata e Calabria.

Si tratta della prima volta nella storia repubblicana che i Consigli regionali si sono fatti promotori di un referendum abrogativo, nella convinzione – condivisa anche dall’avvocatura – che questa riforma, voluta dal governo Monti e portata avanti dall’esecutivo Letta, più che efficienza e risparmi, produca disservizi e penalizzi i cittadini.

Dopo il disco verde ricevuto due mesi fa dalla Cassazione sulla regolarità formale delle delibere con le quali i nove Consigli regionali hanno chiesto di sottoporre al giudizio popolare la riforma, per il referendum non ha superato la prova più difficile, l’esame della Consulta, per la quale, probabilmente, il sistema giustizia non è in grado di funzionare anche abrogando la riforma, nel caso di una vittoria dei sì al referendum.

La sentenza, le cui motivazioni verranno depositate nei termini di legge, é arrivata dopo una breve camera di consiglio. Nell’udienza a porte chiuse svoltasi stamattina, le Regioni erano tornate a ribadire che, a loro parere, con la riforma che dipone la chiusura dei “tribunalini” (operativa dal 13 settembre scorso) si va incontro a pesanti ricadute sia sull’accesso dei cittadini alla giustizia, sia sul lavoro degli uffici giudiziari che hanno accorpato quelli soppressi. L’Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del Governo, aveva invece sostenuto l’inammissibilità del quesito referendario, ritenendolo collegato al bilancio dello Stato e quindi non compreso tra le materie che, in base al dettato dell’articolo 75 della Costituzione, possono essere sottoposte alla consultazione popolare.

Sugli scudi, nonostante la bocciatura della richiesta di referendum avanzata dalle Regioni il Governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha escluso ogni passo indietro nella sua «battaglia per la sopravvivenza» di sedi giudiziarie minori come quella quella di Bassano del Grappa: «Anzi, la sentenza avrà come effetto quella di renderla ancora più dura». Stesso tono nel commento a caldo del sindaco di Avezzano (L’Aquila), Giovanni Di Pangrazio, che considera la pronuncia «un duro, inaspettato, colpo per il nostro territorio». «Continueremo la nostra battaglia – ha promesso poi Di Pangrazio – per garantire quantomeno un’ulteriore proroga alla chiusura dei presìdi di Sulmona e Avezzano, considerando anche la situazione degli uffici giudiziari del capoluogo che ancora fanno i conti con gli effetti del sisma del 6 aprile 2009».

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