Quaresima, don Michele Pio Cardone: «combattiamo la povertà»

don michele pio cardoneLa Quaresima, un tempo per riflettere, pregare, per purificarci attraverso il digiuno e convertirci alla luce della Parola di Dio. Una conversione che richiede non solo un cambiamento interiore ma una trasformazione radicale del nostro stile di vita. Nel messaggio per la Quaresima Papa Francesco riflette sul mistero della “povertà” di Cristo che si è fatto uomo divenendo “in tutto simile a noi fuorché nel peccato”. Il suo amore, la compassione, la tenerezza di Cristo sono i tratti che anche ciascun cristiano dovrebbe assumere come personale stile di vita. Ciò soprattutto di fronte alle “miserie” umane, che il Papa descrive in tre tipi: la prima è la “miseria materiale”, “quella che comunemente viene chiamata povertà e tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona umana: privati dei diritti fondamentali e dei beni di prima necessità. In questo tempo la chiesa ci aiuta a riscoprire il valore profondo della parola sobrietà. Ossia vivere con dignità ma senza sprechi e lussi inutili.

Noi di fame non ne soffriamo più e di questo dobbiamo rendere grazie al Signore. Nello stesso tempo però grava su di noi una grande responsabilità. Il pane che buttiamo nella pattumiera è il pane dell’affamato; le medicine ammucchiate nei nostri armadietti sono le medicine della mamma che piange il figlio malato che non può curare, il vestito alla moda di ogni anno è quello che manca alla famiglia povera…. Quanti esempi concreti potremmo fare e tutti veri, reali. Papa Francesco illustra poi nella sua riflessione quaresimale il secondo tipo di “miseria”, quello “morale”. “Non meno preoccupante è la miseria morale, che consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato. La Quaresima è un’occasione speciale per meditare, per convertirci, per cambiare vita e imparare a condividere con i fratelli meno fortunati. Interrompiamo per un attimo il filo che ci collega al vortice della quotidianità del mondo e colleghiamoci con Dio. Ascoltiamolo in silenzio e con il cuore disponibile. Lui saprà indicarci il modo migliore per vivere una vera Quaresima di condivisione, una quaresima di preghiera. Dire no a una Quaresima ipocrita vuole dire ridare alla Quaresima la sua verità, vincendo il rischio di esprimersi in bugia nel celebrare.

quaresima_san-nicolaPuò capitare che per quaranta giorni noi ci esprimiamo in bugia nel celebrare, vivendo una specie di doppio binario: in chiesa parliamo di deserto, digiuno, conversione, perdono, opere di carità e fuori chiesa, nella vita quotidiana, tutto segue un altro binario, un’altra mentalità, un’altra logica. Occorre superare la tentazione di poter fare a meno della Quaresima – “tanto non cambia niente” – altrimenti la Quaresima resta inosservata. La Quaresima non serve a un cristianesimo del buonsenso, a un cristianesimo mediocre. Papa Francesco spiega il terzo tipo di miseria, quella “spirituale”. Essa “ci colpisce quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore. Se riteniamo di non aver bisogno di Dio, che in Cristo ci tende la mano, perché pensiamo di bastare a noi stessi, ci incamminiamo su una via di fallimento. Dio è l’unico che veramente salva e libera”, scrive. Sembra una necessità, oggi, richiamare l’attenzione all’uomo ed ai suoi veri valori. Educare alla pace e alla mondialità, richiamare l’uomo al suo impegno morale e spirituale in un mondo che propone uno sviluppo umano secondo le leggi di mercato e i falsi miti. La Quaresima è il tempo dei perché e dei per chi, degli interrogativi fondamentali su Dio, sulla vita, sulla morte, sull’amore, sul dolore, sulla Pasqua che è amore e dolore insieme. È il luogo in cui vivere la realtà di un incontro, di una conoscenza, di una accoglienza più vera di Gesù Cristo e del suo Vangelo. Quaresima è il tempo del “fermarsi”, dell’ “affilare le lame”. Dobbiamo trovare un modo di essere solidali con i fatti. E i fatti, per quanto riguarda la povertà, sono rappresentati dal dare una possibilità concreta di uscire dallo stato di disagio economico nel quale le persone si trovano. Oggi si parla di solidarietà, di necessità di trovare vie anche nuove e di rinforzare strade già consolidate. Io vorrei aggiungere qualcosa che ritengo fondamentale per poter realizzare tutto questo. Qualcosa che spesso, sempre più spesso, ci sfugge, concentrati come siamo su un quotidiano ricco si, ma di cose da fare, nel quale rimane ben poco spazio per sentire. E senza sentire se stessi, gli altri, il mondo, la grandezza delle nostre piccole e grandi esistenze, noi, anche se intorno abbiamo oro e diamanti, siamo poveri. Siamo poveri se non comprendiamo che il diamante più prezioso e raro, pur appartenendo a tutti, è la fede in Gesù nostro unico Salvatore.

Il nostro è un mondo che abbiamo tutti quanti il dovere di conoscere perché è pieno della peggiore delle povertà: quella morale, quella spirituale, quella di un’anima che non sa più essere per davvero “solidale”.

La Quaresima si apre con un pizzico di cenere versata sulla nostra testa, accompagnato da un accorato avvertimento: “Convertitevi e credete al Vangelo” cioè: fondate la vostra vita sul Vangelo.

La Quaresima deve sì richiamarci alla caducità della vita, alla fragilità della vita – “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” – deve sì richiamarci alla necessità dell’ascesi, della penitenza, perché altrimenti si resta sempre eterni bambini, canne che si agitano secondo il vento della moda, ma soprattutto la Quaresima va letta come uno straordinario Vangelo, come Buona Notizia, come un grande annuncio di vita e di speranza, di liberazione, di rinnovamento e di crescita. La Quaresima va vista come esodo, come liberazione, come cammino verso la libertà e verso la carità, verso la Pasqua, cioè verso il diventare uomini nuovi: più rimandiamo la nostra conversione, più la nostra vita cristiana sopravvive ma non vive. Ed è peggio perché i nostri difetti, i nostri limiti aumentano sempre di più. Se stanno queste cose, il tempo di Quaresima è allora un tempo di grazia, è un tempo di liberazione, è un tempo di crescita.

Don Michele Pio Cardone
Parroco Chiesa Madre San Nicola di Mira

1 Commento

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Se ti interessa un contenuto contattaci su blog@rodigarganico.info!

Condividi il post con i tuoi amici