Affitti, niente più pagamenti in contante

soldi-casa Dal primo gennaio l’affitto non si può più pagare in contanti, nemmeno se il pagamento riguarda una mensilità arretrata, dunque dell’anno precedente. L’obbligo scatta a prescindere dall’ammontare del canone di locazione: in questo caso non vige il tetto di 1.000 euro per il pagamento in contanti previsto dalle norme antiriciclaggio. Così, per pagarsi la casa, è necessario utilizzare qualsiasi mezzo di pagamento in grado di assicurare la tracciabilità: bonifico bancario, assegno bancario non trasferibile e assegno circolare, bancomat o carta di credito.

L’obbligo riguarda solo il canone di locazione dell’abitazione e sono quindi esclusi i pagamenti dei canoni di locazione di negozi, uffici e in generale ogni immobile che non abbia destinazione abitativa. Esclusi anche gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. I box auto, se sono una pertinenza dell’abitazione, devono essere considerati al pari di un immobile abitativo: vige dunque l’obbligo della tracciabilità. Anche gli stranieri dovranno effettuare i pagamenti dei canoni con mezzi tracciabili. Per quel che riguarda le sanzioni, il quadro non è chiaro: allo stato delle cose, però, sembrano applicabili le sanzioni relative all’anti-riciclaggio. Così, in caso di violazioni, la sanzione può andare dall’1% al 40% della somma trasferita in contanti.

L’obbligo scaturisce da un emendamento del Pd alla legge di Stabilità approvato dalla commissione Bilancio della Camera. L’emendamento è stato presentato da Marco Causi, capogruppo Pd in commissione Finanze, Laura Braga, neo responsabile Ambiente del partito, e Davide Baruffi, ed ha avuto il parere positivo tanto del relatore, Maino Marchi (Pd), che del governo. «I pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative – si legge nell’emendamento – fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, devono essere corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, in forme e modalità che escludendo l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore».

Lo stesso emendamento affida poi ai Comuni, in funzione di contrasto all’evasione fiscale nel settore delle locazioni abitative attività di «monitoraggio» anche utilizzando «quanto previsto in materia di registro di anagrafe condominiale e civile».

5 commenti

  1. Angelo Meloro

    Per AIUTARE le banche.

  2. Gabriel Vitabile

    L’accredito su Postepay è considerato tracciabile?

  3. La questione Postepay è molto controversa. Se infatti la presenza di un terzo (Poste Italiane) fornisce maggiori garanzie di fatto escludendo un rapporto diretto tra privati, è un dato di fatto che la carta Postepay non nasce come strumento per incassi e quindi non fornisce una movimentazione esaustiva dei movimenti registrati. In attesa di interpretazioni al riguardo da parte dell’Agenzia delle Entrate, forse è il caso di evitarne l’utilizzo a tal fine.

  4. La mia inquilina, extracomunitaria , (africana) ,non possiede conto in banca ,solo postepay ,come deve regolarsi con il pagamento , puo’ pagare con tale carta ?Poi
    ,non sa effetuare il bonifico ,ancora potrebbe incaricare il marito ,anche lui extracomunitario a fare tale pagamento

  5. Vaglia postale o un bonifico per cassa credo possano essere dei metodi attuabili

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