Puglia: nuova legge sulle spiagge, «libero il 60%»

spiaggiaLa Regione riparte da zero sulla pianificazione delle aree costiere. L’assessore al Demanio, Leo Di Gioia, ha infatti portato ieri in giunta un disegno di legge per disciplinare sia l’uso delle aree demaniali, sia la pianificazione dei porti di interesse regionale. Un argomento particolarmente importante, soprattutto in Puglia, soprattutto in chiave turistica: il testo – che mantiene l’impostazione degli ultimi anni pur andando a sostituire la attuale legge del 2006 – prevede che il 60% delle aree costiere comunali vada destinato alla libera balneazione e all’uso pubblico, vieta di recintare le aree demaniali e impone di demolire sia le recinzioni già esistenti che i manufatti «di difficile rimozione» realizzati sugli arenili.

La Puglia ha circa 970 km di coste: per ogni km risultano rilasciate 1,11 concessioni, che occupano il 9% della superficie demaniale. il piano regionale delle coste, predisposto nel 2007 dall’allora assessore Guglielmo Minervini, è stato approvato (non senza polemiche) nel 2011. Ma mancano ancora i piani comunali: ed è per questo che il disegno di legge prevede il blocco del rilascio delle nuove concessioni per i Comuni che non adottano i relativi piani. Sul fronte delle concessioni, viene poi introdotta una sovrattassa regionale del 10% sul canone fissato dallo Stato e sugli indennizzi: il 75% di questa somma viene destinata ai Comuni. Per il sub-ingresso nelle concessioni demaniali, viene stabilito l’obbligo di ottenere la certificazione antimafia. Altra novità riguarda i porti di interesse regionali, per i quali sarà la stessa Regione ad approvare i relativi piani regolatori. Il disegno di legge sulle coste dovrebbe essere licenziato nella riunione di giunta in programma martedì

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