Nave norvegese scopre l’oro nero in Adriatico

petrolio-adriatico-croaziaDavanti alle coste croate, in pieno mar Adriatico, sarebbe stato individuato un giacimento petrolifero di 12 mila km quadrati che potrebbe generare, a regime, una produzione di 3 miliardi di barili.

La rilevazione è stata fatta da una nave norvegese, la Northern Explorer, mediante cannonate sismiche sparate verso le basse profondità del mare Adriatico. Si chiama registrazione sottomarina tridimensionale; le cannonate rimbalzano e venendo raccolte da uno strumento e analizzate, mappano le zone dove dovrebbero esserci i giacimenti di petrolio. Gli ecologisti hanno protestato violentemente, perché sono state rilevate fughe in massa della fauna marina da tratti di mare già impoveriti. Già nutrita la schiera di compagnie petrolifere che hanno chiesto le concessioni di sfruttamento, ma che allo stesso tempo sono strette da regole stringenti che le obbligano ad avere, prima dell’estrazione, le adeguate coperture assicurative per possibili disastri ambientali.

“Numeri più precisi sulle quantità delle risorse si sapranno dopo un’analisi dettagliata dei dati e un ulteriore ciclo di esplorazioni”, sostiene il ministro dell’Economia croato Ivan Vrdoljakha annunciando che un primo bando sulle concessioni per l’estrazione di gas e petrolio dovrebbe essere pubblicato in aprile. Il governo di Zagabria deve ancora stabilire il prezzo delle concessioni, definire le superfici che saranno offerte e i criteri per la selezione dei possibili concessionari. “Sembra che la Croazia potrebbe essere uno dei pochi Paesi europei che possiedono molte più risorse di gas e petrolio del loro fabbisogno e potrebbe, entro la fine di questo decennio, trovarsi nella posizione di una piccola Norvegia, diventare uno snodo energetico dell’intera regione”, ha osservato il ministro.

Più cauto si è mostrato il presidente del cda della Spectrum norvegese, Rune Eng, confermando però che i dati finora raccolti “indicano una grande potenzialità della parte croata dell’Adriatico”. “È ancora troppo presto per parlare delle quantità – ha aggiunto – ma l’Adriatico orientale è senza dubbio molto attraente per le corporazioni internazionali dato che il mare non è molto profondo, fatto che riduce notevolmente il costo delle piattaforme per l’estrazione, in paragone ad altre parti del mondo, come in Africa o in Brasile”.

4 commenti

  1. Antonio Cinquepalmi

    andassero a trivellare lontano da qui!!!

  2. Fabio Marino

    L’unica cosa che potrebbe generare questa scoperta sarebbe la distruzione definitiva di questo piccolo mare già martoriato. Quindi un secco ” NO ” alle trivellazioni.

  3. Gianluca Sette Veruska Medola

    dite ai norveggesi di pescare le aringhe nel loro mare e di farsi i cazzi loro di quello che ce nel nostro

  4. Genny Martella

    ci mancava solo questo :(

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