Capodoglio spiaggiato, basta trivelle in Adriatico

spiaggiamento-capodoglio«Lo spiaggiamento di un capodoglio, avve­nuto a Polignano a Mare il 29 settembre, è l’en­nesima dimostrazione dell’incompatibilità esi­stente tra trivellazioni petrolifere e sviluppo di un’economia sana ed ecosostenibile». È il nodo centrale di una lettera sottoscritta da 24 asso­ciazioni tra pugliesi, lucane, campane e siciliane secondo le quali ci sarebbe un collegamento fra gli spiaggiamenti di capodogli e tartarughe e le pro­spezioni petrolifere effettuate tramite air-gun (un sistema di verifica della presenza di petrolio sot­tomarino basato su un getto di ossigeno ad al­tissima pressione che provoca onde di compres­sione nell’acqua capaci di propagarsi nelle rocce del fondale).

Le associazioni puntano il dito contro l’accelerazione che il governo sta imponendo sulla conversione in legge del decreto Sblocca Italia, con particolare riferimento agli art. 36, 37 e 38,che sarebbe l’evidente dimostrazione di non volere alcuna interlocuzione con i territori». Le associazioni chiedono alla Regione Puglia di appro­vare un nuovo ordine del giorno con il quale venga sancito l’impegno al ricorso alla Corte Costitu­zionale in via principale in caso di mancata re­visione degli articoli sulle trivellazioni petrolifere che non rispettano i principi costituzionali, alla stregua di quanto fatto dai Consigli regionali di Basilicata e Abruzzo.

Alla Regione Puglia chie­dono anche «di farsi promotrice di tale istanza verso le altre Regioni e verso la Conferenza stessa, riavviando il percorso che aveva portato cinque consigli regionali (Puglia, Veneto, Abruzzo, Molise e Marche) ad approvare una proposta di legge ­alle Camere riguardante il “divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi”. Appello a non avallare la logica anticostituzionale dello Sblocca Italia ai parlamentari delle commissioni Ambiente dei due rami del Parlamento. Sul tema trivelle e mancato ascolto dei territorio. Da tempo la Puglia sta dicendo il suo “no” alle trivelle ma sembra che Roma non ascolti, al punto che il decreto “Sblocca Italia” potrebbe dare un ulteriore colpo di acceleratore agli iter autoriz­zativi. È necessaria una azione bipartisan che coinvolga tutti i partiti e a ogni livello: il mare di Puglia è un tesoro di valore inestimabile che attira turisti da ogni parte del mondo. Non possiamo gettare dalla finestra – conclude Longo – il rilancio definitivo del settore turistico. I “cacciatori di oro nero” stiano lontani dalle nostre coste».

4 commenti

  1. Rosanna Cirelli

    Poverina!! Basta veramente se la causa è. Quella delle trivellazioni in mare!

  2. Antonio Cherchi

    Finiamola con la storia delle trivelle. Accade in tutto il pianeta che i grossi pesci spiaggiano, si ammalano anche loro e non ci sono predatori in grado di mangiarli. Il petrolio ci serve, è vitale nell’ambiente umano tutto ciò che non è metallo o legno è petrolio. Altro che energie rinnovabili. Nessuno si preoccupa degli animali che muoiono nel resto del pianeta dove estraggono il petrolio che usiamo! Se il petrolio ed il gas (russo) ci serve è doveroso cercare di reperirlo anche sotto i nostri piedi. Siamo realisti o per coerenza dovremmo vivere senza utilizzare petrolio e suoi derivati.

  3. Giuseppe Russo

    invece non la finiamo per niente basta trivelle

  4. Vincenzo Campobasso

    Sappiamo che non c’è sordo peggiore di chi non vuol sentire; che diremo di questa gente (i nostri politici, intendo) che permettono questi atti criminosi? Chi ci guadagna, a danno della natura e della stessa umanità? Si sono schierati tutti contro le pale eoliche da collocare in mare. Non sarebbe stato meglio, anche affrettandosi? Forse, le pale avrebbero potuto scongiurare le trivellazioni! Pensateci, amministratori dei comuni adriatici!

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